Presentati i primi nove mesi di attività del collettivo (L)imitazione


È con la consapevolezza di chi ha mantenuto le promesse e rispettato gli impegni presi oltre nove mesi fa che il collettivo (L)imitazione ha presentato alla stampa interessata il bilancio del percorso iniziato nel settembre scorso e scandito dagli appuntamenti live che, da novembre a maggio, hanno visto esibirsi sui palchi di locali, centri sociali e centri culturali cittadini, 23 band reggine, due delle quali al proprio esordio assoluto.

Convocato per sabato 9 maggio alle 19:00, in un luogo simbolo della devastazione culturale cittadina – quel Museo dello Strumento Musicale dato alle fiamme da mano ancora ignota – l’appuntamento è stato un segnale tangibile di un movimento culturale che, come la fenice, rinasce dalle ceneri di chi lo voleva distruggere uccidendone i luoghi simbolo. Forte del pubblico che sempre più numeroso lo segue, a prescindere dal genere musicale proposto, (L)imitazione non ha però intenzione di fermarsi. E’ infatti nel corso della serata sono state presentate le prossime iniziative del collettivo, i concerti del 20 Giugno, organizzati per la Festa dell’Estate, e il grande appuntamento con il I° Festival della Musica Indipendente, organizzato da (L)imitazione per il 25 luglio, solo ed esclusivamente grazie ai fondi raccolti nel corso dell’anno dal collettivo. Due appuntamenti importanti, su cui sono stati forniti i primi dettagli, per poi lasciare spazio alle note degli artisti reggini Elmore Penoise, bluesman d’altri tempi, Francesco Stilo Cagliostro, cantautore “de core”, ed A Mood Project, intelligent dance music.

E’ toccato a Elmore Penoise, rompere il ghiaccio di fronte al MuStruMu distrutto, che (L)imitazione ha trasformato in palco. Nome preso in prestito da uno dei più venerabili bluesman del Mississippi, con quelle figure solitarie e misteriose Elmore condivide la purezza di una forma canzone affidata soltanto alla voce e alla chitarra. In una manciata di pezzi scarnificati, a volte eterei, liriche intimiste sono affidate ad un cantato che va dal sussurro all’urlo liberatorio. Con una formazione puramente rock alle spalle, enumerata in un decennio di concerti dal vivo; dopo aver esplorato il dream pop nell’avventura Fjelds, Elmore si spoglia di ogni sovrastruttura ed approda alla pura forma, con uno stile personale e tuttavia rispettoso dei numi tutelari: Neil Young e Tim Buckley, ma anche Sparklehorse e Songs: Ohia. Nel corso della serata si è esibito Francesco Stilo Cagliostro per sua stessa definizione “uno che scrive, canta e suona la chitarra”. Con alle spalle l’esperienza da frontman di un gruppo grunge, nel 2009 prende confidenza con la chitarra e da allora, comincia l’esperienza da solista. Spesso suona da solo – una voce, una chitarra e un sonaglio al piede – oppure in trio: chitarra e voce, contrabbasso e percussioni. Attualmente la sua musica è un mix di psych-folk e cantautorato “classico” italiano. Nel suo repertorio ci sono testi riflessivi e testi leggeri, spesso dotati di malinconica ironia e allegra serietà. Hanno chiuso la serata le armonie eclettiche di A-Mood Project, progetto musicale a trazione reggina basato su uno stile moderno, dalle tendenze elettro-ambient, idm (Intelligent Dance Music) e fortemente influenzato dal panorama musicale del genere dell’ultimo ventennio. Da un idea di Dorian Muniz, nel 2011 la band ha attraversato diversi step evolutivi, sfruttando collaborazioni con artisti locali, fino a giungere alle sonorità attuali: un cocktail composto da vari generi dove elettronica ed acustica si fondono in un a-mood decisamente eclettico.