di Monica Quattrone – Il glutammato monosodico è una polvere bianca ottenuta dalla combinazione di sodio e acido glutammico, uno degli amminoacidi non essenziali presenti in natura.
Negli alimenti viene usato come additivo alimentare e come esaltatore di sapidità, impiegato largamente nella cucina cinese, nei dadi da brodo, nei noodles confezionati, in alcuni salumi e nei sughi pronti, identificato negli ingredienti con la sigla E621.
Alcuni ne parlano considerandolo come il “quinto gusto”, chiamato anche umami, oltre i classici dolce, salato, amaro e aspro, poiché stimola i recettori del sapore che abbiamo sul palato che sono molto sensibili a questa sostanza.
Ma perché il glutammato fa male?
Il dottor Russell Blaylock, noto neurochirurgo statunitense, spiega come ormai è dimostrato che le cellule cancerogene diventano più mobili quando vengono esposte al glutammato, facilitando la metastasi e il progredire del tumore.
Inoltre, il glutammato aumenta la predisposizione a patologie cerebrali, quali l’autismo, il morbo di Parkinson, la depressione, l’Alzheimer e disturbi dell’apprendimento e del comportamento.
Quindi, cari miei, bollite e tritate un po’ di verdura da aggiungere alla pastina: molto più sano e salutare!
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