Arghillà, Cannizzaro: ‘Presto entrerà nella vera agenda del Governo nazionale’
Il candidato sindaco del cdx annuncia un dossier nazionale sul quartiere: “Abbiamo già inserito 5 milioni di euro nel decreto Caivano"
09 Maggio 2026 - 10:09 | di Redazione

Arghillà. Un quartiere della perifieria nord di Reggio Calabria, troppo spesso al centro della cronaca, troppo spesso oggetto di promesse non mantenute, torna al centro della campagna elettorale per le comunali di Reggio Calabria. Una ferita aperta della città dello Stretto, in cui a far da padroni sono il degrado, l’emergenza sociale, i rifiuti, l’abusivismo, l’isolamento ed il grande male, la criminalità.
Durante l’ultima puntata di Live Break, Francesco Cannizzaro, candidato sindaco del centrodestra, ha dedicato al quartiere uno dei passaggi più forti del suo intervento. Lo ha fatto rivendicando il lavoro svolto sul piano nazionale e annunciando una possibile svolta attraverso il coinvolgimento del Governo.
“Per la prima volta Arghillà è un tema nazionale”
Cannizzaro ha spiegato di aver portato il caso Arghillà fuori dai confini cittadini, trasformandolo in un dossier da sottoporre al Governo nazionale.
“Sulla situazione di Arghillà, guardi, per la prima volta, e lei lo sa benissimo e anche lei perché ne abbiamo più volte parlato, per la prima volta nella storia, oggi è un tema nazionale, l’ho portato in Parlamento, ne ho parlato con il ministro Piantedosi, lo conosce bene il sottosegretario della Presidenza Mantovano, col Presidente Occhiuto abbiamo un dossier aperto su questa direzione”.
Poi l’anticipazione:
“Arghillà presto entrerà nella vera agenda del Governo nazionale”.
Il candidato sindaco ha collegato il futuro del quartiere a strumenti già utilizzati dal Governo per altri territori segnati da disagio sociale e criminalità.
“Esiste un decreto denominato il decreto Caivano, che è l’unica possibilità, perché non è che potrà essere solo Cannizzaro sindaco, con la sua giunta e il suo Governo cittadino, a risolvere i problemi di Arghillà”.
Cannizzaro ha escluso l’idea di poter risolvere da solo una questione così complessa.
“Sarei veramente un pazzo se annunciassi una cosa del genere, ma di sicuro un autorevole sindaco, con una grande squadra, con l’autorevolezza, coinvolgendo il Governo nazionale, quel problema si può risolvere e con me si risolverà”.
“A Roma sanno già di cosa stiamo parlando”
Il candidato del centrodestra ha poi insistito sul lavoro già avviato a livello istituzionale.
“A Roma sanno già di che cosa stiamo parlando ed è già sul tavolo della Presidenza del Consiglio”.
Cannizzaro non ha voluto entrare nei dettagli, ma ha lasciato intendere che dopo la campagna elettorale potrebbero arrivare novità rilevanti.
“Non anticipo nulla, ma non escludo che subito dopo la campagna elettorale possiamo annunciare qualcosa di veramente straordinario e ci siamo già portati avanti con il lavoro”.
Nel suo intervento ha poi ricordato i fondi già destinati al quartiere.
“Vorrei ricordare che abbiamo già inserito 5 milioni di euro nel decreto Caivano destinati ad Arghillà, che serviranno a riaprire la scuola, a ripristinare un po’ di normalità”.
Ma, secondo Cannizzaro, quei fondi rappresentano solo un primo passo.
“Ovviamente so per certo che non basterà, ma su Arghillà ci sarà un dossier nazionale con una task force forte ed evidentemente anche l’ufficio del commissario nazionale che interverrà per ripristinare la situazione in maniera definitiva”.
“Lì c’è ’ndrangheta, c’è illegalità”
Nel passaggio più duro, Cannizzaro ha descritto Arghillà come un quartiere dove l’emergenza sociale si intreccia con la presenza criminale.
“Lì purtroppo c’è ’ndrangheta, c’è illegalità, ci sono bambini che stanno sui tetti per segnalare gli spacciatori”.
Una frase pesante, che il candidato sindaco ha usato per indicare la gravità del caso. Non solo degrado urbano. Non solo rifiuti o abbandono. Ma un problema di sicurezza, legalità e futuro per i più piccoli.
“Potrei fare l’elenco, ma abbiamo già capito di che cosa stiamo parlando”.
Il messaggio è chiaro: per Cannizzaro Arghillà non può essere trattata come una semplice emergenza locale. Serve, secondo il candidato del centrodestra, una risposta coordinata tra Comune, Regione e Governo.
“I voti della ’ndrangheta non ci interessano”
Durante la puntata, Cannizzaro ha collegato il tema Arghillà anche alla campagna elettorale e al rapporto tra politica e legalità. Ha raccontato di aver convocato i candidati della sua coalizione proprio nel quartiere.
“Io ho voluto conoscere quasi tutti i candidati della mia coalizione, che sono circa 500, non li conosco tutti perché le liste sono state organizzate dai segretari dei partiti”.
Poi il racconto dell’incontro:
“Ho chiesto loro di venire ad Arghillà per stringerci la mano, fare una foto, parlare, confrontarci e ho consegnato loro una lettera”.
Nella lettera, un richiamo netto alla prudenza nella ricerca del consenso.
“Avendo qualche chilometro in più anche rispetto a tanti altri sul piano della politica e soprattutto per le campagne elettorali, so in una città bellissima, straordinaria, ma allo stesso tempo complessa come Reggio, che a volte per superficialità si incappa in errore, perché poi scatta la competizione e magari si chiedono voti a persone sbagliate, che il giorno dopo ti verranno a chiedere il conto”.
Da qui il monito ai candidati:
“Ho raccomandato loro, ai miei candidati, di stare attenti, di alzare l’asticella dell’attenzione, perché noi voti della ’ndrangheta e di persone che possono sembrare strane non interessano. Perchè oggi ottieni un voto e domani perdi la dignità”.
“La legalità bisogna praticarla”
Cannizzaro ha respinto anche le accuse di chi, a suo dire, avrebbe definito le sue parole semplici slogan.
“Qualcuno ha detto che questi sono semplici slogan da parte dell’onorevole Cannizzaro. Si dovrebbero soltanto vergognare”.
Il candidato del centrodestra ha poi rivendicato l’azione della propria area politica sul terreno della legalità.
“Cannizzaro, la sua squadra, la sua classe dirigente in questi anni ha sicuramente praticato molto la legalità e l’ha sbraitata poco, nelle occasioni giuste”.
Poi l’affondo:
“Non bisogna riempirsi la bocca dell’anti ’ndrangheta e di andare contro i criminali e contro i fenomeni criminali. Bisogna attuarlo”.
Arghillà come banco di prova
Nel racconto di Cannizzaro, Arghillà diventa uno dei banchi di prova più importanti per la prossima amministrazione comunale. Non un quartiere da citare solo nei tour elettorali, ma un’emergenza da affrontare con strumenti straordinari.
Il candidato del centrodestra punta su una linea precisa: intervento nazionale, risorse dedicate.
Resta il nodo principale: trasformare gli annunci in atti concreti. Perché ad Arghillà, più che altrove, il tempo delle promesse è finito da anni.
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