Disabilità e autismo, Cannizzaro attacca il Comune: ‘Hanno perso 500 mila euro per non aver presentato progetti’
Il candidato sindaco del cdx accende i riflettori sul sociale. E sul centro per l’autismo: “Lo faremo noi, abbiamo già trovato i fondi”
09 Maggio 2026 - 08:25 | di Redazione

Ci sono temi che in campagna elettorale pesano più di altri. Non per il numero di voti che possono spostare, ma per le vite che raccontano. Le politiche sociali, la disabilità, l’autismo, l’accessibilità non sono argomenti da programma. Sono la quotidianità di tante famiglie reggine.
Famiglie che ogni giorno si scontrano con marciapiedi difficili, ingressi impossibili, servizi ridotti, attese, ostacoli. Famiglie che chiedono una città più giusta. Più attenta. Più umana.
Durante l’ultima puntata di Live Break, Francesco Cannizzaro, candidato sindaco del centrodestra alle prossime comunali di Reggio Calabria, ha scelto parole dure per descrivere la situazione attuale dei servizi sociali in città. Un passaggio breve, ma denso. E soprattutto molto diretto.
Cannizzaro sulla disabilità
“Arrivare in via Marina è difficoltoso”
Cannizzaro parte da un’immagine concreta. Quella di una persona con disabilità che prova a muoversi in città. Non in una zona periferica o dimenticata, ma nel cuore di Reggio, in via Marina o nella casa dei reggini, Palazzo San Giorgio, in quei luoghi che dovrebbero essere di tutti.
“Oggi per arrivare in via Marina è difficoltoso, perché non ci sono le vie d’accesso pedonale per i nostri disabili, anche a Palazzo San Giorgio”.
Il candidato sindaco insiste sul tema dell’accessibilità degli edifici pubblici, ponendo una questione semplice: una città può dirsi normale se non permette a tutti di entrare nella casa comunale?
“Se lei vuole accompagnare un amico che è sulla sedia a rotelle, non può salire sopra. Se c’è un giornalista, mi pare in questa città non c’è un giornalista che magari svolge proprio il ruolo con difficoltà motorie, ma qualora dovesse essere, cioè arrivare un utente, non può salire dai piani alti, perché non c’è nemmeno una rampa mobile che lo possa accompagnare a parlare col sindaco, piuttosto che con l’istituto della nostra città”.
Sono parole che riportano il dibattito politico su un terreno concreto. Non grandi slogan, ma porte da attraversare. Scale da superare. Servizi da raggiungere.
“Quattro ore a settimana per i nostri ragazzi speciali?”
Il passaggio più forte riguarda i ragazzi con disabilità e le ore di assistenza. Cannizzaro pone una domanda che suona come un’accusa politica, ma anche come una ferita aperta per molte famiglie.
“Quattro ore a settimana, secondo lei è dignitoso per l’erogazione di un servizio quattro ore a settimana per i nostri ragazzi speciali?”.
Una domanda secca. Senza giri di parole. Perché dietro quelle “quattro ore” ci sono madri, padri, nonni, insegnanti, operatori. Ci sono bambini e ragazzi che hanno bisogno di continuità, presenza, accompagnamento. Non di risposte minime.
Per Cannizzaro, il punto è proprio questo: la qualità di una città si misura anche da come tratta le persone più fragili. Da quanto riesce a stare accanto a chi ha più bisogno. Da quanto sa trasformare i diritti in servizi reali.
Il centro per l’autismo: “Lo faremo noi”
Nel suo intervento, il candidato del centrodestra affronta anche il tema dell’autismo. E lo fa chiamando in causa l’assenza, a Reggio, di un centro dedicato nel cuore della città.
“Il fatto che non ci sia un centro per autistici nel centro della città è una cosa dignitosa?”.
Poi l’annuncio:
“Lo faremo noi, abbiamo già trovato i fondi a livello regionale”.
Cannizzaro collega il tema anche alla gestione delle risorse e attacca l’amministrazione uscente, accusandola di non aver saputo intercettare fondi disponibili.
“Hanno perso 500 mila euro per non aver avuto la capacità di presentare dei progetti”.
E aggiunge:
“La Regione li ha commissariati, li metteremo a terra noi quando guideremo questa città”.
Una città accessibile non può essere un favore
Il tema, in fondo, è tutto qui. L’accessibilità non può essere considerata un favore. L’assistenza non può essere ridotta a poche ore. Un centro per l’autismo non può restare solo una promessa sospesa.
Cannizzaro inserisce le politiche sociali dentro la sua idea di “normalizzazione” di Reggio Calabria. Una città normale, nel suo racconto, è una città in cui una persona in sedia a rotelle può entrare in Comune. Una famiglia con un figlio autistico può trovare un luogo di riferimento. Un ragazzo con disabilità può ricevere un servizio dignitoso.
Prima ancora delle grandi opere, ci sono queste risposte. Quelle che non sempre fanno rumore, ma cambiano davvero la vita delle persone.
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