Offrire alle famiglie e agli operatori sanitari, scolastici e sociali un adeguato supporto a diversi livelli – informativo, pedagogico, psicologico – con l’obiettivo di creare nel territorio una rete di conoscenze e di rapporti a supporto degli interventi forniti dalle istituzioni per le persone con sindrome di Down. È questo l’obiettivo del “Progetto Sic” (Servizio di informazione e consulenza) che l’Associazione Italiana Persone Down Sezione di Reggio Calabria vuole offrire alle famiglie del territorio provinciale.
Si tratta di un’iniziativa auto-finanziata e sostenuta da iniziative di raccolta fondi, come quella che si terrà domenica 9 ottobre presso il Teatro Cilea, che vedrà presto nel capoluogo reggino la nascita di un punto di servizi multidisciplinare che si avvale della collaborazione di un team di specialisti – assistente sociale, psicologo e neuropsichiatra – per venire incontro alle richieste di sostegno degli utenti e delle loro famiglie.
Il servizio avrà sede presso il Comitato Unicef di Reggio calabria in via Mazzini, 11.
La sezione provinciale di Reggio Calabria dell’Aipd seguendo la collaudata esperienza dell’Aipd di Roma e in sintonia con l’Icf (Classificazione internazionale del Funzionamento della disabilità e della salute), grazie al servizio di informazione e consulenza potrà sostenere persone con sindrome di Down di qualsiasi età, le loro famiglie e gli operatori di riferimento provenienti da tutto il territorio provinciale e dall’altra sponda dello Stretto. Le famiglie al primo incontro verranno accolte da un genitore esperto sugli aspetti inerenti la sindrome di Down, il quale ha gli strumenti per rassicurarli e potrà condividere con loro esperienze comuni.
Cos’è la sindrome di Down
La sindrome di Down è una condizione genetica caratterizzata dalla presenza di un cromosoma in più nelle cellule: invece di 46 cromosomi nel nucleo di ogni cellula ne sono presenti 47, vi è cioè il cromosoma n. 21 in più; da qui anche il termine Trisomia 21. Genetico non vuol dire ereditario, infatti nel 98% dei casi la sindrome di Down non è ereditaria. La conseguenza di questa alterazione cromosomica è un handicap caratterizzato da un variabile grado di ritardo nello sviluppo mentale, fisico e motorio del bambino. Attualmente in Italia 1 bambino su 1200 nasce con questa condizione. Grazie allo sviluppo della medicina e alle maggiori cure dedicate a queste persone la durata della loro vita si è molto allungata così che si può ora parlare di un’aspettativa di vita di 62 anni, destinata ulteriormente a crescere in futuro. Si stima che oggi vivano in Italia circa 38.000 persone con sindrome di Down di cui il 61% ha più di 25 anni. (fonte: www.aidp.it)



