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Il mito più antico di Reggio Calabria: Aschenez e la città fondata dal diluvio

Secondo la tradizione mitologica reggina fu proprio Aschenez a fondare la città


Pochi altri luoghi al mondo possono vantare come la Calabria una storia altrettanto ricca di miti e leggende.

Secondo il mito più antico, Aschenez, pronipote di Noè, mercante semita ed inventore della barca a remi, giunse tre generazioni dopo il diluvio universale sulle sponde che oggi bagnano la Città dello Stretto.

Probabilmente per questo la città è conosciuta come “urbs a diluvio condita” ovvero città fondata da un diluvio.

Aschenez, secondo quanto riportato nella Bibbia, nel 10° capitolo della Genesi, era figlio di Gomer, pronipote di Noè, e giunse, dalla terra promessa, sulle sponde italiche, tre generazioni dopo il diluvio universale, quando si prosciugarono le acque che avevano sommerso le montagne.

Ciò è testimoniato anche dalle informazioni riportate successivamente dallo storico ebraico Giuseppe Flavio e da San Girolamo.

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Secondo la tradizione mitologica reggina fu proprio Aschenez a fondare la città. Il primo libro delle Antichità Giudaiche recita infatti: “Aschenez in verità diede origine agli Aschenazi, che ora dai greci sono chiamati Reggini”.

La fondazione sarebbe avvenuta intorno al 2.000 a.C. In seguito a questa leggenda si diede il nome di Aschenez ad una delle vie del centro cittadino. E chi non conosce la bellissima seppur trafficata Via Aschenez?

Fulcro della vita reggina, ricca di negozi di ogni genere, risulta una delle principali strade della città, parallela alla Via Marina e al Corso Garibaldi.

In alcune fonti Aschenez è ritenuto anche fondatore di Numistra, nome che identificherebbe Nicastro, oggi Lamezia Terme.

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