G. Praticò a tutto campo. Rinvii, i danni subiti, la curva sud, l’esordio a Trapani
16 Settembre 2018 - 09:22 | di Michele Favano

di Michele Favano – A due giorni dall’esordio in campionato, chiacchierata con il dirigente della Reggina Giuseppe Praticò e tematiche riferite a quanto successo in queste ultime settimane riguardo le decisioni sui ripescaggi, la composizione dei gironi, ma anche sulle ambizioni della Reggina ed il primo appuntamento con il Trapani di martedi sera: “La prima gara di campionato per noi non sarà semplice.
Il Trapani, che inizialmente pensava di non partecipare a questo campionato, ha poi costruito una squadra molto interessante. Non sarà da meno la seconda con il Bisceglie, la prima davanti al pubblico di casa. La curva sud ritengo sia il miglior acquisto fatto dalla Reggina. La loro carica è fondamentale, l’altro giorno in allenamento è stato uno spettacolo, davvero emozionante, si tornerà a quell’atmosfera da brividi.
Mi auguro che la squadra sin dalla prima giornata dimostri forza, attaccamento e voglia di battersi, sono sicuro che questo gruppo ci regalerà parecchie soddisfazioni”.
La terza con la Viterbese, con il presidente Camilli che ha dichiarato di non voler partecipare a questo campionato, o meglio di non voler giocare con la sua squadra in questo girone…
“Non credo che un imprenditore possa buttare tutto per la collocazione in un girone piuttosto che in un altro. Il suo discorso può avere una valenza, ma ritengo che la modulazione dei tre gironi ha una logica, forse Camilli avrebbe dovuto manifestare prima questa sua necessità, ma ritengo che la Lega non avrebbe potuto risolverla in maniera diversa”.
Siamo a conclusione di una estate senza precedenti. Emessi i verdetti dal Collegio di Garanzia del Coni, le polemiche non si sono comunque concluse e neppure i ricorsi.
“E’ stato un danno enorme per tutti, quello maggiore è soprattutto nei flussi finanziari. La Reggina è una società che basa la propria attività sull’evento settimanale, chiaramente il meccanismo bloccato ti comporta problematiche importanti, oltre alle conseguenze riguardanti i sette turni infrasettimanali dove l’affluenza di pubblico allo stadio è decisamente minore. A questo va aggiunto il danno tecnico, perchè è assurdo che entro la fine dell’anno nell’arco di un tempo che si è ristretto, debbano essere disputate 18 partite. Le società hanno continuato a sobbarcarsi spese e si avvicinano alle scadenze, senza aver avuto alcun introito.
La Reggina è dalla parte delle regole. Ad un certo punto si è creata una matassa complicata e anche difficile da interpretare. Un tutto contro tutti che non ha fatto bene al movimento, il calcio in questa estate ha perso ancor di più credibilità dagli addetti ai lavori e dai tifosi. Si è diffusa l’idea tutto è possibile ed in qualsiasi momento. E con l’ultima sentenza del Tar la storia non è ancora finita.
Semiprofessionismo? Credo proprio di si, non ci sono alternative. La voce più importante nei bilanci delle società e quella del costo-lavoro. O si decide di darsi una regolata sulla tassazione, oppure davvero diventa necessario questo cambio, altrimenti assisteremo anno dopo anno a fallimenti di società.
Una battuta finale sui campi di allenamento. Quanto può resistere il Granillo se sollecitato quotidianamente?
“Siamo consapevoli che il manto erboso del Granillo, adesso in buone condizioni, non può subire quotidianamente il calpestio, ma oggi questa è l’unica soluzione per allenarci. Ne stiamo cercando delle altre, fermo restando che l’impianto di Via Galilei verrà da noi utilizzato comunque durante il corso della stagione, ma al massimo per due sedute a settimana”.
