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Calcio nel caos, nessuno sa come uscirne. Basta, è necessario fermarsi!


Un caos dal quale neppure i diretti interessati riescono a capire bene come se ne possa venire fuori. La vicenda che oggi si lascia alle spalle l’estate più incredibile di sempre, rischia di superare anche l’autunno ed arrivare al prossimo inverno. Incertezze, polemiche, ricorsi e controricorsi, decisioni prese e poi capovolte, mentre nessuno decide quello che sarebbe più giusto per tutti: fermarsi.

Neanche a parlarne, con la serie B che continua a giocare ed anche la C, stop a quelle società interessate a ripescaggi e spostamenti. E se la cadetteria dovesse tornare a 22 o forse 24 squadre, quale sarà la logica del riassestamento? E se questo non dovesse succedere, dove si ricaveranno gli spazi per il recupero di tutte queste gare che non si stanno giocando? Interrogativi enormi, risposte nessuna.

Assurdo pensare di continuare ad inserire turni infrasettimanali che già, dopo il lungo rinvio, hanno reso il calendario impossibile con 18 gare da giocare in tre mesi. Nel contesto di un sistema in evidente difficoltà economiche, con deferimenti e successive penalizzazioni all’ordine del giorno, oltre che spostare gli incontri dal sabato o domenica al martedi o mercoledi, significa ridurre il numero di presenze negli stadi del cinquanta per cento e forse più, oltre a rendere lo spettacolo, già discutibile, ancora più deprimente.

Ma, ripetiamo, nessuna voce al momento si è elevata per dire: basta, fermiamoci! Continua invece il rimpallo di responsabilità e come se nulla comportasse si va avanti tra decisioni prese e poi revocate, spostamenti, rinvii e ripescaggi improvvisi. La Reggina, intanto, per il prossimo turno programmato martedi 25, starà a braccia conserte. Pensate un pò, la Viterbese non vuole stare nel girone C.. ed allora non si gioca.

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