Calabria zona arancione, i ristoratori reggini: ‘Siamo al limite. Ripartire o sarà un dramma’
Ristoratori reggini allo stremo, è dramma anche per i tanti dipendenti del settore della ristorazione. "Dobbiamo ripartire subito, nostri locali sicuri"
26 Aprile 2021 - 20:05 | di Redazione

Calabria ancora in zona arancione, si prolunga lo stop per la ristorazione reggina. Stremati gli imprenditori della nostra città, in particolare ristoratori e baristi, costretti a rimanere con i locali chiusi, a differenza degli altri colleghi delle tante altre regioni che proprio da oggi passano in ‘giallo’.
Nonostante tutto, c’è ancora fiducia ed ottimismo da parte dei principali titolari delle varie attività del centro storico, che sperano nel possibile cambio di colore per il prossimo 3 maggio.
La trasmissione di CityNow ‘Live Break’ ha dato voce ad alcuni imprenditori e ristoratori reggini, la loro voce è servita per riassumere il pensiero di tutto il settore coinvolto, uno dei più danneggiati dalla pandemia.
Domenico Bellantoni (Piro Bistrot)

“Non capiamo perchè il nostro settore continua ad essere così penalizzato, è stato ampiamente dimostrato che è possibile rispettare tutti i protocolli e lavorare in assoluta sicurezza. Siamo fiduciosi sul passaggio in zona gialla dal prossimo 3 maggio, la ristorazione ha assoluta necessità di ripartire.
Chiedo il sostegno delle forze dell’ordine -dichiara Bellantoni- nel gestire gli assembramenti nei pressi dei vari locali. Lavorando all’aperto sarà ancora più semplice assicurare la totale sicurezza nostra e dei clienti”.
Roberta Malavenda (Malavenda Cafè)

“Non abbandoniamo l’ottimismo, anche se il lungo periodo della pandemia è sfiancante per noi imprenditori. Il coraggio non ci manca, si spera di poter tornare il prima possibile in zona gialla. I ristori da parte del Governo sono arrivati ma ovviamente non sono sufficienti per compensare le perdite degli ultimi 14 mesi. La situazione è davvero al limite”, sospira Roberta Malavenda.
Giuseppe Ferranti (Fratelli La Bufala)

“Ho vissuto il Covid sulla mia pelle, è stata una brutta esperienza. La situazione sanitaria purtroppo non è delle migliori, bisogna a tutti i costi accelerare sul piano vaccinale. Non ci sono alternative, le istituzioni devono impegnarsi per aumentare le somministrazioni quotidiane del vaccino.
Non nascondo che stiamo vivendo un dramma economico. Il nostro locale ha un nutrito staff di collaboratori, i ristori del Governo non sono sufficienti. Quando possibile ho anticipato lo stipendio ai dipendenti ma anche personalmente ci sono difficoltà quotidiane da affrontare oramai importanti.
Tutte queste restrizioni non hanno senso, ci sono ulteriori assembramenti in giro per la città che non sono controllabili. Si rischia un controsenso anche dal punto di vista sanitario”.
Bruno Monteviso (Blue Morgana)

“Abbiamo fatto tanti sacrifici per avviare la nostra attività. Essendo una start up purtroppo non abbiamo ricevuto ristori, la situazione da affrontare quindi è ancora più complicata. Coprifuoco alle 22? Non ha senso, penalizza fortemente il settore della ristorazione, specie in estate.
Mi auguro che a partire dalle prossime settimane il coprifuoco sarà prima allungato e poi eliminato. Non credo ci sia una stretta correlazione tra il limitare l’orario serale e l’aumento dei contagi. Per questa ragione mi auguro ci venga data la possibilità di lavorare e rifiatare economicamente dopo le immense sofferenze subite”.
Giuseppe D’Agostino (Mr. Burn)

“Ogni Dpcm emanato da questo Governo di incapaci è sempre più preoccupante di quello precedente, si capisce bene che è partorito da gente che non ha la cultura del lavoro.
È inconcepibile considerarla una ripartenza, se bisogna rispettare queste nuove arroganti imposizioni, piuttosto la considererei una retromarcia. Per programmare una riapertura abbiamo bisogno di regole stabili e definitive.
Ogni riapertura comporta nuovi sacrifici in termini economici e fisici. La mia proposta è quella di replicare i protocolli di maggio dell’anno scorso: controllo delle temperature, distanziamento fisico di un metro, menù digitali etc…evidenziando altresì l’importanza della responsabilità individuale da parte dei clienti nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di sicurezza. Bisogna cambiare rotta e bisogna farlo adesso, prima che sia troppo tardi per noi imprenditori”.
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