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Ponte sullo Stretto, Caminiti: ‘Non credo a colpi di magia’. Sulle suppletive: ‘Il mio nome spunta sempre…’

La sindaca di Villa San Giovanni a CityNow tra l’ipotesi di una candidatura alle suppletive di Reggio Calabria, le Comunali del 2027, il bilancio del mandato e le perplessità sul Ponte sullo Stretto

Giusy caminiti sindaca villa

Dalle suppletive di Reggio Calabria alle Comunali di Villa San Giovanni del 2027, passando per il bilancio dei quattro anni di amministrazione e il Ponte sullo Stretto.

Quattro temi al centro dell’intervista di CityNow alla sindaca Giusi Caminiti, il cui nome nelle ultime ore è stato accostato anche alla possibile candidatura del Campo largo per il collegio lasciato vacante alla Camera dal sindaco Francesco Cannizzaro alle elezioni suppletive di fine settembre.

Suppletive a Reggio Calabria, Caminiti: «Onorata, ma penso a Villa San Giovanni»

Tra i nomi circolati nel centrosinistra per le prossime elezioni suppletive a Reggio Calabria c’è anche quello di Giusi Caminiti.

La sindaca non entra nelle dinamiche interne alla coalizione, ma pone subito un tema preciso: quello dell’affluenza.

«Credo che serva un nome che riesca nuovamente ad attirare l’attenzione degli elettori e riportarli alle urne, perché la preoccupazione vera in questo momento è che le suppletive possano essere un flop dal punto di vista dell’affluenza».

E se arrivasse direttamente una richiesta del Campo largo?

«Il mio nome spunta sempre, ad ogni elezione (ride, ndr). Sarei onorata, ma io sto finendo il primo mandato da sindaco di Villa San Giovanni. Sono concentrata a chiudere il programma con cui ho ottenuto il voto dei miei concittadini a giugno 2022».

Una risposta che chiarisce quale sia, almeno oggi, la priorità della prima cittadina.

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Comunali 2027, Caminiti pronta alla ricandidatura

Nel 2027 Villa San Giovanni tornerà alle urne e Caminiti conferma la volontà dell’attuale maggioranza di andare avanti.

«Questo gruppo di maggioranza non vuole che si concluda qui. Siamo tutti dietro alla ricandidatura, nei ruoli che saranno esercitati. Io rimango a disposizione di un progetto che è cominciato nel 2022».

L’obiettivo è dare continuità al percorso amministrativo avviato quattro anni fa, anche se Caminiti preferisce rimandare qualsiasi bilancio definitivo.

«È ancora presto per farlo, perché i prossimi otto mesi saranno fondamentali per chiudere tutte le partite che si sono aperte».

Quattro anni alla guida di Villa: «La città ha ritrovato una visione»

Un risultato, però, la sindaca lo rivendica già oggi. «Una cosa è certa: Villa San Giovanni ha ripreso la sua visione di città che aveva abbandonato nel corso degli ultimi decenni».

Per Caminiti, Villa deve continuare a mantenere un ruolo centrale nei collegamenti e nei trasporti, senza però rinunciare alla propria identità.

«È una città che ha compreso esattamente l’importanza di mantenere un ruolo trasportistico strategico all’interno non solo dell’Area integrata dello Stretto, ma del Mediterraneo».

E aggiunge:

«Villa non vuole rinunciare ad essere una cittadina turistica, penso all’aggiornamento del Piano spiaggia. Non vuole rinunciare ad essere una cittadina vivibile. Si è ripresa i suoi spazi di comunità e i suoi spazi pubblici».

Un passaggio che Caminiti considera particolarmente importante per una realtà costretta da sempre a convivere con grandi flussi di attraversamento.

«È una città che è tornata ad essere luogo di comunità, che ha una visione per il futuro e che ha i suoi progetti: progetti sociali, urbanistici e territoriali».

Tra i punti centrali c’è anche il Piano strategico elaborato dall’amministrazione.

«Non abbiamo un libro dei sogni. Abbiamo un Piano strategico che passo dopo passo va costruito e abbiamo la capacità politica e amministrativa per metterlo a terra, azione per azione».

Servizio idrico, Caminiti: «Non può esserci una città di serie A e una di serie B»

Sul tema dell’acqua, al centro anche delle critiche dell’opposizione, Caminiti difende le scelte dell’amministrazione.

«Villa San Giovanni è uno dei pochissimi comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria ad aver garantito per tutto il periodo estivo l’erogazione dell’acqua almeno 18 ore su 24.

Abbiamo fatto una scelta politica chiara: chiudere progressivamente l’acqua per cinque o sei ore della notte. Perché? Perché per giustizia ed equità tutte le zone della città devono poter essere garantite».

Il rischio, spiega Caminiti, sarebbe stato quello di creare una disparità tra i quartieri.

«Avremmo finito per avere una città di serie A, quella sotto la via Nazionale, servita con buona pressione tutto il giorno, e una città di serie B, quella dei quartieri sopra la Nazionale.

Questo non è possibile. Il servizio deve essere distribuito tra tutti. Questo ci ha permesso di non avere un disservizio idrico, ma una razionalizzazione dell’erogazione, che è ben altra cosa».

Tra le azioni avviate il sindaco Caminiti cita il nuovo piano per la raccolta dei rifiuti e l’ingegnerizzazione della rete idrica.

«Se non rifacciamo la rete idrica non possiamo avere un servizio migliore. Ma questo non dipende soltanto dalle amministrazioni comunali.

Villa San Giovanni non può spendere cinque milioni di euro per rifare la rete idrica. Non li ha. Come tutte le amministrazioni locali. Si dovrebbe cambiare rotta nelle politiche regionali e nazionali per garantire servizi che non siano soltanto sufficienti, ma soddisfacenti per le comunità. Noi oggi stiamo garantendo un servizio sufficiente».

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Ponte sullo Stretto, Caminiti: «Non vedo novità né un cambio di metodo»

Ultimo capitolo, immancabile, quello relativo al Ponte sullo Stretto.

Caminiti conferma tutte le perplessità già espresse negli ultimi anni.

«Sono sempre stata molto realista e i fatti ci hanno dato ragione».

Sulle prescrizioni emerse nell’iter del progetto, la sindaca non mostra sorpresa.

«Viene da dire: qual è la novità? Sono prescrizioni che leggiamo sempre uguali, sempre identiche, dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici del 1997 fino ad oggi».

Anche sui primi lavori annunciati per il 2026, Caminiti invita alla prudenza.

«Ritengo che l’amministratore delegato Ciucci, parlando di primi lavori e non di prima pietra, intenda quelli che noi abbiamo definito lavori preliminari all’apertura di un cantiere.

Non vedo novità rispetto a quello che ci siamo detti in tutti questi anni. Non vedo un cambio di metodo. Non vedo la volontà di approcciarsi al progetto con un metodo tecnico-scientifico».

Per la sindaca il rischio è quello di arrivare alla progettazione esecutiva lasciando ancora aperti troppi nodi.

«Una volta contrattualizzato il general contractor e realizzata la progettazione esecutiva, rischiamo di avere l’ennesima incompiuta. È quello che stiamo dicendo, come un disco rotto, da novembre 2022.

Continueremo a mettere una dietro l’altra tutte le azioni che serviranno a difendere la nostra città dal rischio di un fallimento, di un’incompiuta, di una prima pietra che diventi l’ecomostro del 2011-2014.

Non crediamo che questo progetto possa magicamente, in fase di progettazione esecutiva, ottemperare a tutte le prescrizioni. Non crediamo che ciò possa avvenire in quella fase».

E secondo Caminiti il tema Ponte rischia ancora una volta di entrare direttamente nella prossima campagna elettorale nazionale.

«Credo che ci avviciniamo all’ennesima campagna elettorale che vedrà sul tema Ponte, sulla testa della comunità di Villa San Giovanni, soltanto una spinta propagandistica da campagna elettorale».

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