Al Teatro “F.Cilea”, Carmine Abate presenta il suo ultimo libro: “La felicità dell’attesa”
17 Maggio 2016 - 10:18 | di Vincenzo Comi

di Eva Curatola – Il mese dei libri non smette di sorprendere, grazie alle sue numerose iniziative. Questa volta a far da protagonista è Carmine Abate, orgoglio calabrese, autore di numerosi racconti, romanzi e saggi prevalentemente incentrati sui temi dei migranti e degli incontri tra le culture.
Vincitore della 50° edizione del Premio Campiello, Abate, presenterà Mercoledì 18 Maggio alle ore 10:00, presso il Teatro “F.Cilea” il suo ultimo capolavoro: “la felicità dell’attesa“.
“Viviamo per questo, no? In attesa di assaporare questa benedetta felicità.”
La rassegna darà la possibilità ai partecipanti, non solo di assistere alla lettura di alcuni brani dei testi più conosciuti dell’autore; ma darà loro anche la possibilità di immergersi in un’atmosfera ideale grazie alle musiche di: Cataldo Perri, Enzo Naccarato, Checco Pallone, Piero Gallina.
L’evento, nato in collaborazione con l’Università per Stranieri Dante Alighieri, verrà presentato da due docenti della stessa: Prof.ssa Gisella Murgia, che si occuperà della presentazione dell’autora e la Prof.ssa Maria Rita Liuni, che si occuperà invece della presentazione del romanzo.
“Il primo a partire fu Carmine Leto, il nonno paterno di cui porto il nome.»
Comincia così la nuova saga di Carmine Abate che abbraccia quattro generazioni della famiglia Leto, più di un secolo di storie e tre continenti. Come La collina del vento era la storia di una famiglia che rimane e resiste, così “La felicità dell’attesa” racconta i destini – più che mai attuali – di quanti lasciarono le sponde del Mediterraneo per cercare fortuna altrove, approdando nella “Merica Bona“: una terra dura eppure favolosa, di polvere e grattacieli, sfide e trionfi.
Carmine Abate dà vita a una grandiosa epopea tra l’Italia e il “mondo grande“, che ancora una volta scava nella nostra memoria collettiva e ci racconta di uomini e donne coraggiosi: dal capostipite Carmine Leto, con la sua moglie americana, al figlio Jon e al nipote Carmine, il narratore della storia, che segue le tracce segrete del proprio padre.
Una sorta di antitesi dei Malavoglia di Verga, romanzo ambientato al Sud, con protagoniste le diverse generazioni di una famiglia, che anzichè combattere con coraggio come i Leto descritti da Abate, accettano passivamente il loro futuro.
Un romanzo che, cosi come tutti quelli scritti dal nostro autore, pone il lettore di fronte ad un’innegabile sentimento che caratterizza perlopiù tutti gli italiani: l’appartenenza. Quel sentimeno di legame che ci spinge a rimaner attaccati con le unghie e con i denti alle nostre radici. Sempre e nonostante tutto.
“Questo romanzo è inoltre dedicato ai miei figli, Michele e Christian, e ai giovani come loro : con l’augurio che non siano costretti ad abbandonare la propria terra, ma che possano scegliere liberamente se restare o partire”
Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie

