Amore “tossico”: come riconoscerlo e liberarsi dalla dipendenza

"Chi ama non offende, non vessa, non utilizza violenza, non rende insicuri". I consigli della psicologa per riconoscere una relazione 'tossica'

Oggi ci troviamo ad affrontare un argomento complesso nella sua natura, ma di grande attualità: i rapporti di coppia disfunzionali, che vedono come caratteristica la sofferenza di uno o di entrambi gli amanti.

SINTOMI

Partendo dal presupposto che, in una relazione d’amore sana, non vi è sofferenza né strategie per fare stare sul filo l’altro, ne quanto meno farlo stare male. Una relazione è basata sulla reciproca condivisione di momenti sereni e tranquilli, dove l’obiettivo comune è lo star bene insieme, pur mantenendo la propria individualità. Gli amori “tossici” sono i rapporti dove il sadismo, la crudeltà e la gelosia estrema sono ricorrenti.

Molto spesso alla base della relazione vi è un amante più forte e dall’altra parte uno più fragile, che subisce gli atti sadici con la speranza che l’altro possa cambiare grazie all’immenso amore che lo stesso nutre. Per “sadismo” intendiamo tutti quei comportamenti che nonostante il soggetto sia cosciente possano far male all’altro, vengono continuamente perpetuati:

  • offendere il proprio compagno con parolacce o parole cattive con lo scopo di far soffrire;
  • far ingelosire all’estremo per rendere l’altro dipendente ed insicuro;
  • utilizzare la forza fisica per intimidire e spaventare; “fare terra bruciata” che, tradotto in termici clinici, vuol dire allontanare l’altro dai proprio amici e familiari per escludere la possibilità di potersi salvare dalle proprie angherie;
  • provare gelosia morbosa nei confronti del compagno, che si trova obbligato a dover comunicare ogni minimo spostamento o contatto della propria vita.

TERAPIA

Uscire da relazioni del genere si rivela sempre più difficile in quanto, con il passare del tempo si instaura una vera e propria dipendenza affettiva, giocata principalmente da due ruoli:

  • il vessatore, che, spesso, è affetto da gravi problemi di personalità, diventa il conduttore del gioco pericoloso, in quanto il vessato diviene completamente oggetto dipendente dell’altro;
  • dall’altra parte abbiamo il ruolo del dipendente, che diviene oggetto, privo di personalità, vivente esclusivamente per compiacere ogni richiesta anche assurda dell’altro.

Molto spesso queste relazioni sfociano, in atti di violenza molto gravi, l’amante dipendente, completamente coinvolto in questa relazione tossica subisce anche le botte, trovando per gli altri e per sé stesso delle giustificazioni assurde quali: l’ho fatto ingelosire; ho utilizzato dei vestiti scollati; ho chiamato la mia amica senza dirglielo etc.

Ricordiamo ancora una volta ai nostri lettori, che questo tipo di relazione non è amore, da nessuna delle due parti.

CHI AMA NON OFFENDE, NON VESSA, NON UTILIZZA VIOLENZA, NON RENDE INSICURI, NON UTILIZZA LE BOTTE.

Se si avverte il sentore di trovarsi in una relazione sopra descritta il primo passo è parlarne e cercare aiuto parlando inizialmente con le persone più vicine e successivamente psicologi, centri antiviolenza, polizia sono vicini ai cittadini per ogni tipo di aiuto psicologico e legale.

VADEMECUM

Piccolo vademecum chiaro per capire se siamo in una relazione sbagliata:

  • corteggiamento estremo asfissiante, poi svanito dopo la conquista;
  • cambiamenti di umore notevoli quali: euforia estrema e dopo poco nervosismo e agitazione;
  • frasi destabilizzanti per l’altro che creano insicurezza(non so se ti amo, non mi piaci abbastanza, ti vorrei più magra, più alta etc);
  • tendenza nel modificare l’altro sia nell’abbigliamento che nel pensiero;
  • parlare male e allontanare volontariamente amici e parenti;
  • urla e botte dopo le litigate;
  • gelosia asfissiante e controllo di ogni movimento dell’altro;
  • richiesta di rapporti sessuali estremi e atteggiamenti aggressivi.

Gli eventi di cronaca giornalmente ci aggiornano sui delitti avvenuti nelle coppie, che al 95 percento avvengono per i motivi sopraelencati, la tempestività della consapevolezza di trovarsi in questo tipo di relazione gioca un ruolo fondamentale per la propria salvezza.

Nessuno è solo se da all’altro la possibilità di aiutarlo.

Fonte: dott.ssa Francesca Frattima, psicologa esperta in sessuologia clinica e terapia di coppia; scienze criminologiche e penitenziarie; grafologia. Esperta in tecniche di mindfulness in diversi ambiti.