Ancora una volta Lello Arena a CatonaTeatro: festa garantita


di Anna Biasi – Festa garantita a CatonaTeatro. L’ironico e affettuoso Lello Arena, il classico padre di famiglia racconta il suo Natale tra parenti nevrotici e stanchi. Armati di cappottoni, sciarpe, guanti e cappelli, Saverio (Lello Arena) e Trieste (Giorgia Trasselli, la famosa “Tata” di Casa Vianello) sono in attesa dei loro quattro adorabili figli, un genero ed una nuora: Andrea de Goyzueta, Marco Mario de Notaris, Carla Ferraro, Autilia Ranieri, Annarita Vitolo e Fabrizio Vona.

Per quanto tutti pensino che “Parenti serpenti” sia tratto dal film di Mario Monicelli, in realtà l’ispirazione è tutta teatrale, perché deriva da una commedia di Carmine Amoroso.  La direzione teatrale è affidata a Luciano Melchionna prodotta da ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Bon Voyage Produzioni e con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016.

Ciò che c’è di più importante in questa commedia teatrale è la famiglia, il procreare figli, perché l’importante è mettere al mondo la prole, tenersi per mano nel viaggio meraviglioso che è la vita: “ci si sposa per assicurarsi l’affetto dei figli, senza vuoto a perdere, per non rischiare di rimanere soli nella vecchiaia; i vicini sono estranei, non sono come i parenti, purtroppo”.

Dall’esaltazione della famiglia “Se non ci fossero i figli che vita sarebbe”, il solo titolo fa presagire il triste e reprobo finale. È impossibile che esistano degli esseri umani senza sangue, senza cuore, che strisciano zitti zitti silenziosi e quando meno te lo aspetti e sei indifeso, ti saltano al collo.

Tra la frenesia ironica dei parenti attenti ed amorevoli c’è anche molto sentimentalismo in questa rappresentazione scenica.

Il protagonista di “Parenti serpenti”, l’anziano Saverio, rilascia soprattutto insegnamenti morali: anche se non si condivide nulla con i propri genitori, a loro si deve dire sempre si, anche se si rinuncia alla libertà di scelta e di pensiero; e se si diventa un brav’uomo e un ottimo lavoratore, impeccabile e presente,  tutto si deve ai genitori. Non c’è bisogno di parlare quando ci si capisce, perché le madri dedicano la loro vita ai figli, sacrificano la loro liberà, i loro desideri e fanno tutto a fin di bene. Non c’è bisogno di parlare, ma basta capirsi.

Non si deve dimenticare mai di ringraziare ogni madre ed ogni padre, perché hanno donato il loro amore e a loro si deve tutto.

“Il teatro è qualcosa che non si fa per sé – commenta a fine spettacolo Lello Arena – ma per gli altri. Se uno ha voglia di raccontare delle storie, di fare da tramite tra grandissimi autori come Shakespeare, Moliere, e tanti altri, si deve mettere al servizio, dare vita ai  personaggi e scomparire in essi, con grande sincerità e abbondante passione, perché sul palco non serve Lello Arena ma serve Saverio”.

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