Antenne 5G a Reggio, i Verdi: 'Indispensabile avviare una ricerca scientifica'

"L'amministrazione come le sue decisioni ha scelto un approccio parziale e una definizione superficiale delle possibili relazioni". Le dichiarazioni dei Verdi

In data 9 aprile ’20 abbiamo trasmesso all’Amministrazione comunale di Reggio Calabria, una richiesta di moratoria circa l’istallazione di reti 5G nel comprensorio cittadino.

Tale documento riportava, a giustificazione della domanda di sospensione, oltre un’ampia letteratura scientifica circa i rischi delle nuove tecnologie 5G, tutta una serie di proposte e soluzioni operative che la stessa Amministrazione, in alternativa ad un’ordinanza, avrebbe potuto adottare per il raggiungimento di soluzioni tecnico-giuridiche a tutela della salute e della vita dei cittadini.

È di ieri la notizia, accolta con piacere dalla nostra Federazione cittadina dei Verdi, che anche il Consigliere Comunale di Forza Italia, Pasquale Imbalzano, abbia rimodulato la sua posizione in merito alle moderne tecnologie di trasmissione dati, passando da una precedente proposta di potenziamento della rete WiFi nel territorio comunale, alla domanda di sospensione dei lavori per il 5G.

Sempre di ieri è la notizia che, a seguito di queste istanze e delle numerose e-mail che cittadini elettrosensibili hanno inviato all’Amministrazione comunale negli ultimi giorni, il Sindaco Giuseppe Falcomatà abbia richiesto l’intervento del “Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, delle Infrastrutture e dell’Energia Sostenibile” dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, al fine di scongiurare tutti i dubbi sugli eventuali rischi della tecnologia 5G per la salute pubblica.

L’Università Mediterranea di Reggio Calabria è ricca di figure estremamente competenti e professionalmente valide e, avendo un corso di laurea in “Informatica e sistemi per le telecomunicazioni”, con l’insegnamento appunto di “5G Sistems” o “Internet of things”, sarà sicuramente in grado di offrire un alto contributo al dibattito scientifico. Malgrado ciò pensiamo altresì che tale contributo si possa limitare all’approfondimento dell’aspetto fisico/infrastrutturale e non medico/biologico dell’argomento.

Così, l’indirizzo operativo che questa Amministrazione ha deciso di avviare per trattare il complesso argomento 5G, oltre ad essere lontano dalle nostre proposte e soluzioni, porterà a nostro avviso, ad un approccio parziale e quindi ad una definizione superficiale delle possibili relazioni, limitata agli ambiti di competenza e conoscenza del Dipartimento interrogato. Inoltre, non sospendendo a priori l’installazione 5G, nel rispetto del principio di precauzione da noi invocato, la scelta di interrogare l’Università Mediterranea sembra non manifesti tanto l'intento di tutela per la salute pubblica, quanto la tutela dalle responsabilità a cui l'Amministrazione comunale è chiamata ex lege da eventuali conseguenze dei sistemi 5G sulla salute pubblica.

Noi Verdi abbiamo chiesto una moratoria in base al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario. Questo non vuol dire essere avversi ad una nuova tecnologia, che di certo potrà avere risvolti positivi sul benessere umano, ma solo che riteniamo necessario stabilire a priori, se queste nuove frequenze e potenze arrechino delle conseguenze alla salute dell’uomo. E’ quindi indispensabile, come riporta anche un recente documento del Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo, datato marzo 2020, avviare una ricerca scientifica interdisciplinare, riunendo ricercatori di diverse discipline, in particolare medicina e fisica o ingegneria e, in continuo dialogo/confronto con tutti quei cittadini che per cardiopatie, età, neoplasie o altre patologie, rappresentano le fasce deboli di questo rapporto, garantire loro l’innocuità della trasmissione 5g, prima di metterla a servizio dei cittadini.

Ribadiamo quindi al Sindaco la richiesta di moratoria invitandolo a scelte prima precauzionali, in qualità di Autorità Sanitaria locale ed ufficiale del Governo, poi d’azione e chiediamo anche in questa occasione se, nel rispetto dell’art.8 della Legge n.36/2001, il Comune di Regio Calabria abbia già adottato un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, strumento indispensabile per questa tutela.

Fonte: Vincenzo arch. Giordano - Membro del Consiglio Federale Nazionale del partito dei Verdi Italiani