Arresto latitante Crea, crolla il mito dell’invincibilità: la vittoria della Procura di Reggio
"La ricerca di un latitante è sempre una sfida". Le indagini e l'operazione raccontate da Procura della Repubblica DDA di Reggio Calabria
02 Agosto 2019 - 15:22 | Redazione

Domenico Crea, latitante in fuga dal 2015, è stato arrestato grazie alle indagini svolte dalla Procura della Repubblica DDA di Reggio Calabria. Il capo indiscusso della consorteria criminale di Ricconi è stato prelevato all’interno di una villetta in Santa Domenica.
Il latitante era in compagnia della moglie e delle due figlie minori ed è stato trovato in possesso di5.000 euro in contanti.
A raccontare il susseguirsi delle indagini e l’operazione, nel dettaglio, è il Questore Maurizio Vallone, durante la conferenza stampa di questa mattina.
“É stato arrestato Domenico Crea, super latitante di un’importante cosca qui di Reggio Calabria. Un’indagine classica e senza sbavature, durata tre anni con sacrifici e dedizione condita da momenti di sconforto, ma anche di soddisfazione.
Quelle sui latitanti sono indagini che durano tanto tempo, possono durare diversi anni senza portare risultato. Tutto ha avuto inizio tre anni fa con l’arresto del fratello Giuseppe, per concludersi oggi, 4 anni dopo.”
Durante la conferenza alla presenza della stampa locale anche il Procuratore Capo, Giovanni Bombardieri, esprime un sentito ringraziamento a quanti hanno collaborato all’operazione e spiega quanto sia importante il colpo andato a segno con l’arresto di Crea.
“Mai come in questo caso vanno ringraziati tutti coloro che hanno collaborato. É evidente che questa è un’indagine che ha comportato un impegno full time della squadra mobile che si occupava della caccia di questo latitante. É uno dei soggetti più importanti della cosca Crea, una delle più feroci della Piana di Gioia Tauro.
Il risultato di oggi premia la popolazione di quell’area che vedeva queste figure come quasi un blocco alla libertà generale. La storia della famiglia Crea si è intersecata anche con vicende gravissime. Oggi tutto questo è finito. La ricerca di un latitante è sempre una sfida, a due passi avanti possono seguirne tre indietro. Lo stesso territorio che ha visto la cattura di Crea ha contatti stretti con la criminalità di Gioia.”
Bombardieri lascia spazio al Procuratore aggiunto, Gaetano Paci, che afferma:
“Vorrei evidenziare che con la cattura di questa mattina crolla il mito dell’impunità e dell’invincibilità che la cosca Crea aveva costruito attorno a se diffondendo sulla base di questo mito una condizione di intimidazione. Certamente noi ci auguriamo che questo arresto liberi dal territorio le energie che erano soffocate in quel territorio. La fine di una latitanza ci auguriamo segni l’inizio di una stagione di chiusura dei conti che questa cosca deve saldare allo stato italiano.”
Il capo della Squadra Mobile, Francesco Rattà, conclude:
“Parlare di tre anni e mezzo d’indagine non è facile. Aveva fatto perdere le sue tracce quattro anni e mezzo fa. Quello di oggi è un risultato importante e devo ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato perchè hanno rinunciato davvero a tanto per ottenere questo “successo”. La cattura senza questa grande sinergia non sarebbe stata possibile.
Il blitz è scattato alle ore 5.30. Crea Domenico era diventato molto scaltro, memore di quello che la squadra mobile aveva effettuato tre anni fa sul fratello Giuseppe. Questa notte in 35 uomini siamo arrivati sull’obiettivo, abbiamo fatto irruzione, e lui si è consegnato, non ha fatto resistenza.”
