Bando S. Agata. Ci sarà anche la Reggina di Praticò? Si, no, forse…


E finalmente il bando arrivò. La lunga attesa, qualche rinvio, voci che per qualche tempo si sono rincorse riguardo addirittura la possibilità di non farlo. E’ notizia di ieri, invece, che il S. Agata è in vendita, insieme a quello che è rimasto della vecchia Reggina Calcio. Il bando è congiunto tra i curatori fallimentari dell’ex società e la Città Metropolitana, la buona opportunità è quella di una concessione che si allunga, come già anticipatovi, fino al 2026.

Rispetto a quella base d’asta di euro 500mila, il prezzo scende a 364mila, dopo la perdita della matricola decretata dalla FIGC qualche mese addietro e dal 2021 il canone di fitto annuale sarà di 105mila euro. Le offerte dovranno essere presentate entro il 6 di giugno, il giorno dopo l’apertura delle buste.

La grande curiosità è quella di vedere quanti e quali saranno i partecipanti, già detto che tra quelli certi ci sarà l’avvocato Pino Benedetto, il quale tempo addietro nel corso di una intervista rilasciata ai colleghi di strill.it, ha dichiarato la sua volontà a riprendersi quella che di fatto è una creatura da lui voluta agli inizi degli anni novanta insieme all’ex presidente Lillo Foti.

E poi? Filtrano indiscrezioni di interesse anche da parte di qualche altro ex dirigente della Reggina, ma quello che in tanti si chiedono è se a questo bando sarà presente la Reggina di Mimmo Praticò.

La risposta non è scontata, ma intanto una precisazione. Il decreto ingiuntivo arrivato alla società amaranto per i mancati pagamenti del canone di fitto di questa stagione, non rappresenta un impedimento alla partecipazione. Ma il dubbio vero è appunto quello riguardante l’interesse della Reggina 1914 al bando. Chiaramente non in termini di utilità perché ovviamente il centro sportivo S. Agata rappresenta una assoluta eccellenza ed anche una necessità per una società professionistica, quanto invece per quelli che potrebbero essere ritenuti costi elevati per l’acquisizione ed il mantenimento della struttura. Da tempo sono in corso valutazioni in questo senso, poco più di trenta giorni per la decisione definitiva.

Allo stesso tempo ci si chiede quali potrebbero essere le soluzioni alternative, qualora si decidesse appunto di non partecipare al bando. Non vi è dubbio che per una squadra militante nel campionato di serie C, necessita sicuramente un campo di allenamento, oltre all’attività da dover far svolgere a tutto il settore giovanile.

Insomma, teniamoci pronti per un’altra estate caldissima.

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