Altre Sezioni

logo community

Niente pubblicità.
Nessun tracciamento.

ABBONATI

Reggio, la nazionale di Archi tra fosse ed incuria: una trappola mortale – FOTO e VIDEO

Non bastano più i rattoppi. Pioggia e vento aggravano una situazione già critica, mentre auto, moto, bus e pedoni sono costretti ogni giorno a fare lo slalom tra pericoli e disagi


C’è chi la percorre ogni giorno per andare al lavoro, chi la attraversa per accompagnare i figli all’asilo, in palestra o fare un salto alla bottega del quartiere e chi semplicemente non può evitarla in quanto strada di passaggio. Eppure, lungo la SS 18 Tirrena Inferiore nel quartiere Archi, muoversi è diventato sempre più complicato, e soprattutto pericoloso. Quella che dovrebbe essere una strada fondamentale si è trasformata, col passare del tempo, in una vera e propria trappola mortale.

Le immagini parlano da sole. Foto e video, di una piccola parte della lunga via, mostrano una situazione ormai diventata insostenibile: buche profonde, asfalto dissestato, rattoppi che durano lo spazio di pochi giorni, detriti ai margini della carreggiata e vegetazione che continua a farsi spazio lungo i lati della strada. Un quadro desolante, che restituisce l’idea di un’area lasciata a se stessa.

Una gincana quotidiana tra buche e pericoli

Chi attraversa quel tratto di nazionale è costretto ogni giorno a fare i conti con una carreggiata che peggiora a vista d’occhio. Le frequenti piogge ed il vento hanno aggravato una condizione già fortemente compromessa, rendendo ancora più evidenti i cedimenti.

Automobilisti e motociclisti sono costretti a rallentare bruscamente, sterzare all’ultimo secondo, fare lo slalom per evitare di danneggiare i mezzi o, peggio ancora, di finire a terra. I bus devono procedere con estrema cautela, mentre per i pedoni il rischio aumenta ulteriormente in un quartiere dove i marciapiedi, in molti punti, sono inesistenti.

Non bastano più i rattoppi

Il punto è proprio questo: non bastano più gli interventi tampone. I rattoppi, ormai ricorrenti, non risolvono il problema. Durano poco e dopo ogni nuova pioggia la situazione torna esattamente al punto di partenza, se non peggio. È una ferita aperta sull’asfalto che continua ad allargarsi, giorno dopo giorno.

E così, oltre al danno, arriva anche la beffa. In una zona della città che da tempo chiede attenzione e manutenzione, viene meno perfino ciò che dovrebbe essere essenziale: una strada sicura e percorribile. L’asfalto salta via, mentre ai bordi restano erbacce, sporco e incuria.

I cittadini chiedono un intervento vero

La sensazione, tra i residenti, è che non si possa più andare avanti così. Servirebbe un intervento radicale, strutturale, risolutivo, non l’ennesima pezza destinata a cedere dopo pochi giorni. Perché qui non si parla soltanto di decoro urbano, ma di sicurezza pubblica.

Ed è inevitabile che, davanti a uno scenario simile, crescano rabbia e amarezza tra i cittadini, costretti ogni giorno a convivere con disagi, rischi e abbandono.

La domanda, a questo punto, è una sola: non sarebbe ora di restituire dignità e sicurezza ad un’area della città che da troppo tempo aspetta risposte?