"Un buio profondo attanaglia Reggio": la lettera di un cittadino

"La città versa in uno stato di degrado, ed è sempre più buia, più sporca, più assetata e più povera". Di seguito la lettera di un cittadino

Provo grande amarezza pensando al periodo difficile e controverso che sta attraversando la città. Un periodo di buio profondo, forse il peggiore della sua storia, in cui la politica ha smarrito il senso del proprio ruolo e perfino delle istituzioni che rappresenta.

Un triste periodo in cui al buio cieco di una classe dirigente priva di una visione strategica, che ponga al centro i cittadini ispirandosi ai principi di equità sociale, qualità ambientale e sostenibilità economica, si aggiungono le tenebre oscure in cui è abbandonata l’intera città.

Una Reggio umiliata come i suoi cittadini tartassati e vessati da un Comune con i più alti tributi in Italia e con la minaccia dello spettro del dissesto dopo quattro anni di amministrazione.

Ed intanto, mentre ci si chiede  cosa succederà se ancora una volta i commissari prenderanno il posto della già martoriata democrazia cittadina, la città soffre per mancanza di servizi primari, le strade rattoppate dal centro storico alla periferia, l’incapace gestione della raccolta differenziata dei rifiuti, il glorioso Lido comunale allo sfascio in prossimità dell’estate, e tanto altro ancora ci sarebbe da dire.

Ma il problema forse più sentito dai cittadini in questo particolare momento, insieme alla carente viabilità e all’erogazione idrica, è quello della pubblica illuminazione carente purtroppo in tutto il comprensorio comunale a causa di scarsa o assente manutenzione ordinaria e straordinaria.

Oramai è una vera e propria emergenza e non riguarda soltanto qualche strada di periferia, ma interi rioni, come ad esempio solo per citarne alcuni, Diminniti, Villa San Giuseppe, Gallico Superiore, Pettogallico, Vito, Via Lia, Eremo Botte, il lungomare Falcomatà, il monumento ai caduti che reclamano da mesi la luce pubblica.

Casi incredibili come quello delle bretelle dell’Annunziata, dove non si comprende come in questi ultimi anni non sia stata racimolata la somma necessaria per comprare  sette pali per completare l’impianto dell’illuminazione pubblica nel tratto superiore,  lasciando da tre anni nel buio totale la strada che conduce anche alle Facoltà di Agraria e di Ingegneria

E’ davvero una situazione surreale, che al calar della sera costringe i residenti e gli studenti a farsi luce con i cellulari o con torce elettriche.

E’ straniante osservare da un lato il degrado enorme in cui versa una città sempre più, buia, più sporca, più assetata e più povera e dall’altro una classe dirigente che dispensa sorrisi in pubbliche passerelle e moralismo a giorni alterni.

Oramai segnalare all’Urp del Comune i disservizi è diventato un rito quotidiano per molti cittadini. Ma, oltre a registrare la cortesia e la buona volontà degli operatori telefonici, tutto finisce lì.

Da anni si parla anche di progetti per la sostituzione della lampadine con impianti led, come si sta facendo in alcuni quartieri. Ma intanto perché lasciare la gente senza risposte e al buio?

Fonte: Giuseppe Pinto – Coordinatore ReggioLab

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