Sanità, Ranuccio (PD): ‘8 mln per cercare medici all’estero, mentre i nostri aspettano un concorso’

"Si scelgono ancora soluzioni emergenziali". La nota del consigliere dem

Consiglio Regionale Giuseppe Ranuccio ()

«Otto milioni di euro per cercare medici all’estero, mentre in Calabria tanti professionisti, giovani e meno giovani, attendono ancora concorsi e stabilizzazioni. È una scelta che non condivido e che non affronta il problema alla radice».

Lo ha dichiarato a margine della seduta del Consiglio regionale il Vicepresidente Giuseppe Ranuccio (PD), intervenendo sul provvedimento discusso in Aula.

«Si autorizza Azienda Zero Calabria a reclutare professionisti provenienti da Paesi extra Unione Europea, con contratti a tempo determinato e con la possibilità di prevedere anche forme di sostegno per vitto e alloggio. Intanto tanti medici calabresi, giovani e meno giovani, attendono concorsi pubblici e stabilizzazioni. Professionisti che hanno studiato, si sono specializzati e sono pronti a lavorare nella sanità pubblica, ma che restano in attesa di procedure chiare e rapide. È una contraddizione evidente: invece di accelerare i concorsi, si scelgono ancora soluzioni emergenziali».

Ranuccio: “Metodo sbagliato, niente Commissioni e capigruppo”

Ranuccio ha poi criticato il metodo seguito:

«Il provvedimento è arrivato in Aula all’ultimo momento, senza il passaggio preventivo in Conferenza dei capigruppo e senza l’esame nelle Commissioni competenti. Parliamo di risorse importanti e di sanità: il confronto istituzionale non può essere aggirato».

Commissariamento e ruolo del Consiglio: “Che fine ha fatto l’uscita?”

Infine, il riferimento al quadro politico: «La Calabria è ancora sottoposta a commissariamento in materia sanitaria e i poteri restano in capo al commissario ad acta, oggi coincidente con il presidente della Regione Roberto Occhiuto. Allora la domanda è semplice: perché il Consiglio viene coinvolto su una materia formalmente commissariata? E che fine ha fatto l’annunciata uscita imminente dal commissariamento? Sono passati cinque mesi dalle elezioni e su questo punto non c’è alcuna novità concreta. La sanità calabrese ha bisogno di concorsi, stabilità e programmazione. Non dell’ennesima misura emergenziale».