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Braccianti uccisi in Calabria, Occhiuto: ‘La Regione potrebbe pagare le spese di rimpatrio delle salme’

“Sarebbero pochissime risorse, un piccolo gesto ma che merita di essere fatto da una regione che ancora una volta vuole dimostrare il suo livello di civiltà", le parole di Occhiuto

Consiglio Regionale Presidente Roberto Occhiuto ()

La tragica vicenda dei quattro braccianti morti ad Amendolara ha riacceso con forza il dibattito politico in Calabria sul tema del caporalato e della tutela dei lavoratori migranti.

Nel corso della seduta a Palazzo Campanella, i rappresentanti della politica regionale si sono confrontati sulla necessità di risposte concrete, tra accuse reciproche e proposte per il futuro del comparto agricolo.

“C’è una piccola attività che il Consiglio regionale potrebbe discutere e disporre, con una norma da presentare in variazione di Bilancio e che nasce dal confronto con altre istituzioni coinvolte. Vorremmo dare la possibilità di pagare il viaggio ai familiari per il riconoscimento delle salme e la possibilità di rimpatriare in sicurezza le salme con risorse del nostro bilancio“.

Lo ha detto il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto intervenendo in Consiglio regionale, sulla discussione relativa alle misure di contrasto al caporalato, sfruttamento del lavoro e condizioni dei lavoratori migranti in Calabria.

“Sarebbero pochissime risorse, un piccolo gesto ma che merita di essere fatto da una regione che ancora una volta vuole dimostrare il suo livello di civiltà rispetto alla sofferenza di chi è venuto in Calabria, cercando una vita migliore e poi magari questa vita in Calabria se vista strappare”, conclude il governatore.

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Alecci (Pd): “La Regione ha fatto poco”

Nelle parole del capogruppo del Partito Democratico, Ernesto Alecci, emerge una netta critica all’operato dell’istituzione regionale pur riconoscendo il valore della mobilitazione della comunità calabrese.

“Mi ha convinto fino a un certo punto. Non si può speculare su quella che è stata una tragedia immane e la manifestazione di sabato ha dimostrato anche la sensibilità del popolo calabrese. Bisogna però evidenziare che fino ad oggi la Regione Calabria ha fatto ben poco.”

Alecci ha poi ridimensionato la portata delle misure annunciate dalla giunta guidata dal presidente Roberto Occhiuto, evidenziando la necessità di una maggiore assunzione di responsabilità da parte della governance:

“Gli interventi di cui ha parlato il presidente Occhiuto sono interventi che partono dall’Europa, per passare poi dal Ministero, e che non riguardano solo la Regione Calabria ma ben sei regioni in Italia, che sono quelle più interessate al fenomeno dello sfruttamento lavorativo, in questo caso del caporalato.

Quindi, oltre a quelli che sono gli interventi dettati dall’agenda del Ministero, la Regione Calabria ha fatto ben poco, soprattutto nell’attuare delle leggi regionali che sono presenti ma che purtroppo non sono state attuate.

Su questo tema tutti quanti siamo intervenuti in maniera sobria perché oggi era un momento di riflessione su quello che è accaduto, però è chiaro che tutti quanti noi dobbiamo caricarci sulle spalle la responsabilità di quanto è accaduto. Chi governa, sicuramente un po’ di più.”

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L’esponente dem ha infine concluso con un monito sulla trasparenza commerciale legata alla valorizzazione dei prodotti.

“Va bene partecipare alle fiere perché abbiamo all’interno della nostra regione delle aziende di eccellenza, di grande qualità, e quindi va benissimo esportare i nostri prodotti e pubblicizzarli. Io sono convinto che il 90% delle aziende calabresi che lavorano nel comparto agricolo ed enogastronomico siano di qualità e che seguano tutti quelli che sono gli adempimenti di legge.

Però non possiamo negare che ci sia un sottobosco che purtroppo continua a sfruttare questi lavoratori che tutti quanti noi, che attraversiamo le strade della Calabria, vediamo lungo i muretti o lungo le statali in attesa che qualcuno li passi a prendere e li riporti poi in delle specie di abitazioni nelle quali abitano.

Da questo punto di vista, dobbiamo far sì che le nostre aziende siano certificate. Ovvero che i prodotti che vengono venduti non solo rispettino una filiera dal punto di vista agroalimentare sulla qualità del prodotto, ma che rispettino anche la tutela dei lavoratori che quei prodotti li raccolgono, facendo sì che possano arrivare sulle nostre tavole.”

Di segno opposto l’intervento dell’assessore all’Agricoltura, Gianluca Gallo, che ha voluto rimarcare la vicinanza delle istituzioni e illustrare il piano di interventi strutturali messi in atto negli ultimi anni:

“Credo che sia il minimo che questa regione possa fare per questi lavoratori che pensavano di avere una vita migliore e hanno trovato purtroppo nella nostra regione una morte orribile. Per le loro famiglie, per la solidarietà che il popolo calabrese riesce a dare in ogni circostanza, perché la nostra è terra di accoglienza e terra di integrazione vera, come nel caso dei popoli che sono le nostre minoranze linguistiche, e terra che rispetta gli altri, sia pure, naturalmente, con le devianze che purtroppo sono all’ordine del giorno non solo in Calabria ma anche in altre regioni.”

Gallo ha poi elencato le tappe dei progetti regionali per l’inclusione sociale e la regolarizzazione occupazionale nel settore agricolo.

“Tante le azioni messe in campo in questi anni, credo che i percorsi siano stati percorsi in evoluzione: dai progetti ‘Supreme’ per gli accompagnamenti all’interno delle aziende dei lavoratori, al prossimo ‘social housing’ con realizzazione di abitazioni all’interno delle aziende agricole, passando attraverso le premialità per le aziende che aderiscono alla rete agricola di qualità per coloro i quali hanno anche i controlli continui da parte dell’Inps per quanto attiene a tutti i rapporti di lavoro. E naturalmente passando anche attraverso lo smantellamento prossimo delle tendopoli di San Ferdinando e Rosarno.”

In merito al confronto d’aula, l’assessore ha espresso soddisfazione per la tenuta istituzionale:

“Io credo che il dibattito sia stato maturo in quasi tutti gli interventi, con i consiglieri di minoranza che hanno dato un contributo al dibattito. È giusto che la Calabria su queste tematiche si interroghi, si fermi a riflettere e trovi ulteriori strumenti, magari anche proposti dai consiglieri di minoranza, per fare in modo che in futuro questi episodi, questi eventi, non si verifichino più.”

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