Confartigianato Calabria: ‘Caro carburanti, bene il decreto ma non basta’

Un'emergenza che coinvolge anche la Calabria, dove molte imprese stanno affrontando una fase di forte sofferenza a causa dell'aumento dei costi del gasolio

Benzina Caroprezzi

“Il caro carburanti continua a mettere in seria difficoltà il mondo dell’autotrasporto. Un’emergenza che coinvolge anche la Calabria, dove molte imprese stanno affrontando una fase di forte sofferenza a causa dell’aumento dei costi del gasolio”.

E’ quanto sostiene Confartigianato Calabria che, attraverso Confartigianato Trasporti, torna a richiamare l’attenzione sulla situazione del comparto alla luce del decreto approvato dal Consiglio dei ministri per contrastare gli effetti delle tensioni geopolitiche sui prezzi dei carburanti.

Confartigianato giudica positivamente il pacchetto di misure varate dal governo perché, è scritto in una nota, “rappresenta un primo segnale concreto di attenzione verso il comparto e recepisce alcune delle richieste avanzate nel corso del confronto con il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi”.

Tuttavia, la situazione resta estremamente critica con il “prezzo del carburante continua a mantenersi su livelli elevati, spesso oltre i 2 euro al litro, mettendo sotto pressione soprattutto le piccole e medie imprese che non riescono a trasferire i maggiori costi sui committenti”.

“Il decreto va nella direzione giusta – evidenzia Confartigianato Calabria – ma non è sufficiente.

La riduzione delle accise limitata a soli 20 giorni rischia di avere un effetto troppo breve rispetto a una crisi iniziata da alcune settimane e di cui purtroppo ancora non si conosce la durata, che continua a incidere pesantemente sui bilanci delle aziende”.

Anche sul fronte dell’energia e del gas si sono registrati nel mese di marzo importanti aumenti come sul fronte delle materie prime. Per questo Confartigianato ribadisce la “necessità di interventi più strutturali e duraturi. Servono risposte rapide ma soprattutto stabili nel tempo, per evitare che l’attuale situazione di affanno si trasformi in una crisi più profonda”.