Case della comunità in Calabria: ‘Attivate 45 strutture su 71. Adesso bisogna farle vivere’
"Questa è la sfida che dal 30 giugno e nei prossimi mesi ci attende senza se e senza ma!" la nota di Curia e Costantino
06 Luglio 2026 - 08:38 | Comunicato Stampa

Stiamo vivendo in questi giorni nel nostro Paese e, a maggior ragione, in Calabria un passaggio fondamentale per l’affermarsi di un Servizio Sanitario Pubblico di prossimità e d’iniziativa che contrasti l’avanzare del ruolo del ” Privato/Privato con le Assicurazioni sul modello statunitense.
Questa è la sfida che dal 30 giugno e nei prossimi mesi ci attende senza se e senza ma!
Sanità calabrese e riforme attese
La sanità calabrese è affamata di riforme che i vecchi e nuovi bisogni di salute, dovuti all’aumento delle cronicità (oltre 4 milioni gli over 65 anni non autosufficienti) che pesano per l’80% sul Fondo Sanitario Nazionale, attendono da oltre 30 anni… adesso è il tempo delle Riforme che il Pnrr c’impone con una visione del prendersi cura della persona al centro della mission, tenendo conto che sta cambiando la struttura della società, infatti il 37,1% delle famiglie sono composte da single, spesso over 65 anni.
Pertanto la “presa in carico” della persona sviluppando percorsi assistenziali individualizzati è prioritaria come previsto dal D.M. 77/22.
Sanità territoriale e prima cura a domicilio
Si afferma una nuova organizzazione della tutela della salute che prevede: “La prima cura a domicilio” con la valorizzazione della Sanità Territoriale grazie all’Assistenza Domiciliare Integrata; “Strutture Sanitarie Territoriali” quali Le Case della Comunità, Gli Ospedali di Comunità e le Centrali Operative Territoriali (COT) in cui si innervano i Consultori Familiari, i Centri di Salute Mentale, i CDCD per le persone affette d’Alzheimer, i Serd, i Centri Diurni, con un ruolo diverso e centrale dei MMG, dei PLS (Pediatri di libera scelta), degli Specialisti Ambulatoriali Interni, degli Infermieri di Comunità, degli Psicologi, delle Ostetriche, dei Fisioterapisti, degli Assistenti sociali, insomma una sanità in uscita sul Territorio impegnata anche nella Prevenzione con sullo sfondo una nuova e moderna rete ospedaliera in cui l’Ospedale cura le acuzie, le complessità e le malattie rare dedicandosi alla ricerca!
La sanità in Calabria non deve essere vissuta come un problema, ma come una opportunità, una risorsa che attiri i nostri giovani a rimanere o a ritornare: il Pnrr ci offre questa grande opportunità!
Case della Comunità e scadenza del 30 giugno
Pertanto dobbiamo interrogarci su cosa è successo il 30 giugno scorso al di là delle pagelle da scrivere: “Abbiamo intrapreso la strada giusta o siamo rimasti fermi al palo? Delle 82 Case della Comunità previste dalla Regione quante sono state attivate esaminando le deliberazioni delle Aziende Sanitarie?
Quante sono in fase di ultimazione tenendo conto della possibilità di uno slittamento ECCEZIONALE entro agosto?
Nei prossimi mesi come cittadini ed Associazioni potremo valutare se le Case della Comunità siano aderenti agli standard nazionali e del DCA 58/26 emanato nel marzo scorso che prevede:
- I Servizi da attivare; L’assetto funzionale;
- L’integrazione con la Rete Territoriale;
- Le dotazioni professionali;
- L’articolazione oraria;
- La sanità digitale.
I numeri delle strutture previste
Entrando nel merito della scadenza del 30 giugno dobbiamo ricordare che delle 82 Case della Comunità previste dalla Regione 5 sono finanziate con Fondi Regionali e 6 sono ex Case della Salute.
Nell’esaminare i numeri delle Case della Comunità dobbiamo ricordare le difficoltà più volte segnalate da Comunità Competente alla Regione ed alle Aziende Sanitarie in merito ai ritardi nell’affrontare la carenza del personale e la visione economicista dei Ministeri dell’Economia e della Salute che affiancano la Calabria nel Piano di rientro.
Pertanto dobbiamo verificare lo stato dell’arte delle rimanenti 71 Case della Comunità previste, fermo restando che le 11 Case suindicate hanno altre scadenze.
La sfida per le aree interne
In sintesi in base alle deliberazioni delle Aziende Sanitarie pubblicate entro il 30 giugno scorso abbiamo 45 C.d.C con “Dichiarazione di attivazione dei Servizi” e 25 in corso di ultimazione con o senza approvazione dei “Modelli Organizzativi”.
Adesso facciamo vivere queste 45 importanti Strutture Sanitarie Territoriali Intermedie ponendole al servizio della cittadinanza e completiamo le rimanenti perché nessun calabrese, in special modo delle Aree Interne rimanga indietro… questa è la sfida.
Franco Costantino – Rubens Curia
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