Reggio, il destino del Seminario è segnato. Il Comitato a confronto con Morrone: ‘Ce l’abbiamo messa tutta’
La struttura smetterà la sua funzione formativa, continuando a ospitare attività ecclesiali e culturali
21 Giugno 2025 - 08:03 | Comunicato Stampa

Una delegazione del Comitato per la difesa del Seminario Pio XI di Reggio Calabria è stata ricevuta dall’Arcivescovo Fortunato Morrone.
Al centro dell’incontro le sorti del Seminario Pio XI, storica istituzione della città.
La delegazione e la consegna delle adesioni
La delegazione, guidata da Adriana Musella, ha visto la partecipazione di soggetti a vario titolo impegnati nella vita socioculturale della città e della Diocesi. Tra i membri della delegazione, Maria Teresa Merenda, Pino Franco, Carmelo Crucitti, Rosanna Scambelluri, Enzo Rugolo, Mimmo Caridi, Pino Cambareri, Antonio Chiriaco, e Mario Iraci.
Adriana Musella ha consegnato nelle mani dell’Arcivescovo le firme di 1500 adesioni allegate a un appello da lei stessa letto.
Le motivazioni dietro la scelta di Catanzaro
Durante l’incontro, tutti gli interventi hanno sottolineato il ruolo preponderante che il Seminario Pio XI ha avuto nella storia della Calabria e della sua Chiesa. L’Arcivescovo Morrone ha ascoltato con molta attenzione, rispondendo a tutte le osservazioni poste. Pur affermando che il Seminario non chiuderà, ha confermato che da settembre 2025 tutta la formazione dei futuri presbiteri sarà delegata all’Istituto Teologico di Catanzaro.
Il Seminario di Reggio Calabria, infatti, ospiterà solo 4 seminaristi del biennio, ma la struttura smetterà la sua funzione formativa, continuando a ospitare attività ecclesiali e culturali.
Tra le motivazioni, non ultima la carenza di vocazioni e l’esigenza di raggruppare in un’unica sede i seminaristi, con lo scopo di offrire loro un alto livello formativo.
Il futuro del Seminario e le dichiarazioni del Comitato
L’Arcivescovo Morrone ha promesso di spiegare alla città il perché della scelta di Catanzaro. Con questo incontro, il Comitato esaurisce il proprio compito per intraprendere nuove iniziative, forti dell’impegno e della speranza che li ha guidati.
Come dichiarato da Adriana Musella, portavoce del Comitato, “Le battaglie in cui si crede non sono mai battaglie perse. Noi non siamo stati a guardare. Ce l’abbiamo messa tutta”.