Ciclone Harry, Tridico: “L’UE può aiutare la Calabria a rialzarsi. Ecco come”

Per l'europarlamentare calabrese è necessario che Regione e Governo si attivino subito al fine di richiedere l'attivazione del fondo di solidarietà dell'Unione Europea

Consiglio Regionale Pasquale Tridico ()

Anche l’Europa può giocare un ruolo decisivo nella fase di emergenza e ricostruzione che sta attraversando la Calabria dopo il passaggio del ciclone Henry. A sottolinearlo è l’europarlamentare calabrese del Movimento 5 Stelle Pasquale Tridico, ospite a Live Break, che ha annunciato di aver scritto una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al commissario europeo Raffaele Fitto per attivare il Fondo di solidarietà dell’Unione Europea.

“Queste emergenze – ha spiegato Tridico – mostrano sempre un grande afflato tra le istituzioni e le comunità. Ognuno fa la sua parte: le istituzioni regionali, i Comuni, le città di Reggio e Catanzaro, la Protezione civile. C’è una partecipazione collettiva che va oltre l’intervento immediato e punta anche alla fase di riparazione”.

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Secondo l’europarlamentare, l’Unione Europea mette a disposizione strumenti concreti proprio per situazioni come quella vissuta in Calabria, ma è fondamentale che le autorità si muovano rapidamente.

“L’Europa dispone di fondi di solidarietà che vengono attivati con una richiesta alla Commissione, che poi viene approvata dal Parlamento in tempi molto brevi, se ricorrono le condizioni. Sono fondi che vengono assegnati in modo imparziale e possono sostenere davvero i territori colpiti”.

Il punto centrale è la valutazione dei danni, che spetta alle Regioni e che deve essere trasmessa dal Governo italiano alla Commissione europea.

“Lo strumento è flessibile, negli ultimi mesi è stato anche migliorato – ha aggiunto Tridico –. Il criterio principale è che il danno complessivo del Paese superi i 3 miliardi di euro. A quel punto si può accedere al contributo di solidarietà dell’Unione Europea”.

Per Tridico, i presupposti ci sono tutti. Le immagini delle coste devastate, in particolare nel reggino e lungo la fascia ionica, parlano di danni estesi sia alle infrastrutture pubbliche che a quelle private.

“Mi aspetto in tempi brevi una valutazione seria dei danni e l’attivazione di questo strumento senza burocrazia. Le risorse devono arrivare subito alle autorità regionali e locali, per dare un sostegno concreto alla ricostruzione”.

Un messaggio chiaro, che guarda oltre l’emergenza immediata e punta a una risposta strutturata, con l’Europa chiamata a fare la sua parte per aiutare la Calabria a rialzarsi.