Nomina incompatibile, Anac segnala il Comune: sanzione per Falcomatà o Brunetti?

L'Autorità Nazionale Anticorruzione ha scritto al Comune evidenziando l'incompatibilità di una nomina. Sanzione per l'attuale f.f. o il sindaco sospeso?

Parafrasando il titolo del celeberrimo film con protagonista Eddie Murphy, oramai un ospite al tavolo del cenone natalizio, potremmo dire 'Una sanzione per due'.  L'Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) infatti nelle scorse settimane ha inviato una lettera a Palazzo San Giorgio, con oggetto 'Riscontro segnalazione acquisita del 21-02-2022'.

La segnalazione riguardava l'eventuale incompatibilità di Giulio Tescione quale amministratore delegato di Hermes, nomina avvenuta da parte dell'allora, e oggi sospeso, sindaco Giuseppe Falcomatà. L'incompatibilità è stata verificata dal Consiglio dell'Autorità ed effettivamente riscontrata da Anac.

"Nel conferimento degli incarichi di consigliere delegato e amministratore delegato è stata disattesa la disposizione dell'art. 7, co 2, lett D", si legge nella missiva.

La lettera evidenzia come non è possibile affidare incarichi di questo tipo, "A coloro che sono stati i presidenti e amministratori delegati di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte di Province e Comuni e loro forme associative della stessa regione.

Non possono essere conferiti incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico da parte di una provincia di un comune con popolazione a 15.000 superiore a 15.000 tanti o di una forma associativa del comune aventi la medesima popolazione l'autorità".

Tescione, nel momento di ricevere l'incarico, ricopriva già il ruolo di amministratore delegato di Recasi, da qui l'evidente incompatibilità con il ricevere la nomina quale Ad di Reges. Non si tratterebbe peraltro dell'unica nomina che contrasta le disposizioni.

Nella stessa seduta infatti era stato nominato Giovanni Malara (zio del consigliere comunale dei Dp, ora in Sviprore) nel consiglio d’amministrazione di Reges. La nomina di Malara però, all'epoca componente del collegio sindacale di Recasi, per gli stessi motivi di Tescione era incompatibile.

Secondo quanto raccolto, in punta di diritto potrebbero emergere problemi anche di natura penale. Nell'ottobre del 2017 infatti nasceva Hermes, dalla fusione per incorporazione e trasformazione di Reges con Recasi. Il passaggio da Recasi e Reges in Hermes infatti ha visto Tescione nell'insolita posizione di acquirente e venditore.

Tutti gli atti firmati da Tescione (che oggi non ricopre alcun incarico in Hermes, altrimenti Anac avrebbe potuto optare per la rimozione) potrebbero quindi essere teoricamente impugnati, con il rischio quindi di diventare nulli. Doveroso specificare che il rischio vale soltanto per i provvedimenti ancora in essere, non quelli che hanno visto concludersi il loro percorso. Tra quelli in atto però c'è il contratto di servizi, che regola i rapporti tra Hermes e amministrazione comunale, contratto dunque ipoteticamente in bilico.

Anac, nella parte finale delle lettera, richiama il Rpct del comune di Reggio Calabria (ovvero il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza) ad una 'più attenta sorveglianza e vigilanza delle disposizioni previste, al fine di prevenire situazioni di incompatibilità'.

Dopo l'intervento dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, l'amministrazione comunale deve procedere con la sanzione nei confronti di chi ha firmato la nomina di Tescione quale Ad di Reges, ovvero Giuseppe Falcomatà. La sanzione dovrebbe prevedere, per 3 mesi, l'impossibilità di procedere con nomine di natura fiduciaria.

Con la sospensione di Falcomatà però, la sanzione andrà a colpire l'attuale f.f. Brunetti oppure verrà comminata al rientro del sindaco oggi sospeso? Su questo tema i pareri sono divergenti e anche i precedenti a livello nazionale non aiutano. La giurisprudenza infatti evidenzia come la sanzione debba colpire l'attuale sindaco (in questo caso il f.f. Brunetti), in alcuni casi però il Tar ha fatto riferimento all'amministratore che ha specificatamente firmato le nomine, in questo caso si tratterebbe di Falcomatà. Che al rientro a Palazzo San Giorgio potrebbe quindi ricevere come 'regalo' tre mesi di stop dall'effettuare nomine fiduciarie.

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