Consiglio regionale “Calabria zona gialla”, Aieta e Billari (Dp) bocciano la maggioranza
I due consiglieri Democratici e progressisti non fanno sconti: ‘Si ammetta il fallimento della gestione dell’emergenza’
06 Novembre 2020 - 22:59 | di Claudio Labate

“Questo è il tempo della verità, e la verità ci racconta che l’istituzione della zona rossa in Calabria non arriva a caso o per fare un dispetto politico a qualcuno, ma è il risultato di più cause imputabili solo a chi in questi 8 mesi ha governato”.
Così i consiglieri regionali Giuseppe Aieta e Antonio Billari (Democratici e progressisti) si preparano al Consiglio regionale del 7 novembre, convocato in via d’urgenza col solo punto all’ordine del giorno “Calabria zona gialla”, convinti che lo stesso non si convoca per meri calcoli e speculazioni politiche ed elettorali
“Il consiglio regionale della Calabria – dichiarano i due esponenti dell’opposizione – era doveroso riunirlo d’urgenza solo per stabilire l’entità dei ristori regionali da destinare a persone, categorie commerciali e partite Iva che subiranno pesanti ricadute economiche a causa dell’inserimento della Calabria tra le Zone rosse”.
D’altra parte, spiegano Aieta e Billari, la Calabria è Zona Rossa non perché ha un numero di contagi elevati ma perché la Governance Sanitaria Regionale, con a capo la Giunta Regionale, non ha realizzato il centro Covid regionale, non ha individuato i Covid-hotel, non ha assunto le 500 unità di personale medico e paramedico a tempo determinato e indeterminato, non ha realizzato i 136 nuovi posti di terapia intensiva e i 134 di sub-intensiva.
“È rimasto tutto su carta, pur in presenza di 86 milioni di euro destinati alla Regione Calabria e non ai commissari della sanità che pure hanno colpe pesantissime. Questo quadro desolante scaturisce da una fitta indagine profusa da scienziati che, applicando metodi scientifici ed incrociando i dati che la stessa regione Calabria ha fornito, hanno stabilito che il sistema sanitario calabrese non è più in grado di garantire, a fronte dell’aumento vertiginoso giornaliero dei contagi, assistenza territoriale e ospedaliera adeguata, per fronteggiare quella che potrebbe divenire una catastrofe sanitaria”.
Non fanno sconti i due consiglieri dei Democratici e progressisti, soprattutto perché non siamo a marzo – sostengono – quando il virus era per noi calabresi solo un tragico racconto televisivo:
“Siamo a novembre e il covid-19 circola in tutti i posti abitati della Calabria, mettendo in ginocchio il pur già fragile sistema sanitario calabrese. Basta guardare gli ospedali quasi tutti in sofferenza. Non è tempo di strumentalizzazione ma di serietà”.
Chiamano quindi ad una assunzione di responsabilità la maggioranza di centrodestra che, a loro parere, farebbe bene ad ammettere il fallimento nella gestione dell’emergenza “che era tutta in capo alla Giunta regionale” a cominciare dalla creazione dei posti letto di terapie intensive dove si è registrata la “totale inadeguatezza”. Il riferimento è naturalmente rivolto al fatto che a fronte di 136 posti letto programmati, solo 5 ne sono stati creati facendo registrare anche la percentuale più bassa d’Italia nel rapporto posti letto pre e post covid.
“Il disperato tentativo, dunque, di convocare il Consiglio regionale per ribaltare tale drammatica realtà – è l’affondo finale di Aieta e Billari – non è altro che un’estrema e goffa strategia vuota di tutto e piena di niente ad esclusivo danno dei calabresi. Una classe dirigente all’altezza e credibile – concludono – avrebbe potuto argomentare meglio nell’interlocuzione col Governo la situazione della Calabria evitando il patetico pasticcio dei numeri dei ricoveri in terapia intensiva”.
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