Coronavirus, come sono cambiate le abitudini alimentari? Le risposte del dott. Chininea

I suggerimenti del dietista per mantenere, ritrovare o non perdere un buon rapporto col cibo ai tempi della quarantena


Il coronavirus ha stravolto le vite di tutti, non c’è dubbio. Chiusi in casa, con possibilità di uscire al massimo una volta a settimana. Anche il più sedentario avrà dovuto adattarsi al nuovo stile di vita.

Il dott. Emilio Chininea, dietista, attraverso un sondaggio ha voluto indagare per capire come sono cambiate le abitudini alimentari durante questa fase di isolamento. Intervistato da CityNow ha spiegato:

Ho deciso di fare un sondaggio online al quale hanno partecipato 234 persone. Un numero che non rispecchia le abitudini di tutti gli italiani, ma che sicuramente dà delle indicazioni molto importanti. Senza troppe pretese (non ho competenze statistiche) credo si sia potuto trarre indicazioni molto importanti.

Mi interessava conoscere se questo cambio improvviso di abitudini potesse in qualche modo cambiare anche il modo di alimentarsi e le motivazioni delle persone.

Dott. Chininea, come è cambiato l’atteggiamento delle persone nei confronti del cibo?

Dai risultati emersi ho potuto constatare come lo stress, la noia e la solitudine, almeno in questa prima parte abbiano inciso sulle scelte alimentari, in particolare sul consumo di dolci che si preparano soprattutto in casa. Il 28,8% dei partecipanti ha dichiarato di aver aumentato il consumo nelle prime settimane di isolamento.

Uno su quattro dichiara di avere attacchi di fame (24,7%) e questo è causa e conseguenza del maggiore consumo di dolci.

È stato interessante poter riscontrare come una persona su dieci (il 9,4 %), tra tutti i partecipanti al sondaggio, ha perso la motivazione a seguire un programma alimentare che già seguiva in precedenza.  

 Dolci a parte, ritiene che la qualità del cibo sia migliorata in questo periodo?

Non poter fare alcun pasto fuori casa, per molti, ha significato migliorare la propria alimentazione: meno formaggi e insaccati (26,9%), meno pizza (20,9%), più frutta e verdura (29,6%).

Certo, c’è anche chi ha diminuito il consumo di frutta e verdura (13,3%) e ha aumentato il consumo di formaggi e insaccati (9,4%). E probabilmente fa parte di quella fetta di persone che ha perso la motivazione a seguire una dieta da quando è in isolamento.

Difficile poter affermare che sia cambiata la qualità, ma molti casi sicuramente sì.

 So che lei ritiene molto importante la colazione, cosa ci dice a riguardo?

Devo dire che nonostante il maggiore tempo a disposizione rispetto a prima, una buona fetta di persone non fa colazione (ben l’8,5%). Gran parte di questo dato comprende anche chi non faceva colazione e continua a non farla, segno che la mancanza di tempo la mattina è spesso una scusa. L’abitudine di fare il primo pasto della giornata (bilanciato s’intende) prescinde dal “tempo” a disposizione. Ma fortunatamente qualcuno, 1 su 20, ha iniziato a fare colazione da quando è a casa.

In vista della riapertura totale, secondo i risultati dell’indagine. queste nuove abitudini verranno mantenute?

Beh, il 30,8% dei partecipanti non ha obiettivi particolari e quando sarà tutto finito “non cambierà per nulla il suo modo di mangiare“.

Però c’è anche chi ha le idee chiare e avrà sfruttato questo cambiamento in senso positivo. Una persona su tre (35,5%) probabilmente cercherà di “seguire uno stile di vita sano“: il 15% manterrà queste nuove abitudini.

D’altra parte più della metà dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato di avere tra gli obiettivi quello di migliorare la propria forma fisica (56%).

Ritengo che molti, in questo periodo, possano riflettere su quanto sia importante cambiare radicalmente alcune cattive abitudini e sua quanto sia importante acquisirne di buone.

logo community