Coronavirus, grinta Tramontana: "Serve liquidità. Ma facciamoci trovare pronti per la ripresa"

Il presidente della Camera di Commercio analizza il momento di crisi e rilancia: "Siamo allenati alla crisi, ne usciremo. Ma servono imprenditori con la 'i' maiuscola"

“Il momento è particolare e lo vivo anche io come tutti gli imprenditori. Capisco le difficoltà che si stanno vivendo per le nostre imprese e i nostri dipendenti ma anche per il nostro territorio, ma quando tutto questo finirà dobbiamo farci trovare pronti a far ripartire le nostre imprese. Sono ottimista, ma anche un po’ preoccupato. Ma ho dentro, e lo avverto in gran parte degli imprenditori reggini, una voglia di riprendere, e con forza, le nostre attività. Di dare il massimo per dare risposte immediate alla nostra gente e al nostro territorio. Ora più che mai c’è bisogno di imprenditori con la “I” maiuscola. È vero che Il nostro tessuto imprenditoriale è stato sempre in crisi, ma questo significa che siamo allenati, e che saremo pronti a ripartire anche rispetto ad altri territori. Lo dobbiamo a noi stessi e al nostro territorio. Forza”.

La grinta e l’ottimismo del presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Ninni Tramontana, rappresenta in qualche modo anche la voglia di rialzarsi di un intero territorio, che soffre terribilmente l’emergenza sanitaria in corso con tutte le conseguenze economiche che essa produce. E il quadro della nostra economia, dipinto dal presidente Tramontana ai microfoni di CityNOw.it, non lascia spazio a dubbi di sorta:

L’economia è in ginocchio, e rischia di indebolire ancor di più il nostro già deficitario sistema economico. Speriamo non duri troppo, perché le nostre aziende sono già al collasso e si rischia di avere grosse ripercussioni”.

D’altra parte Tramontana ha nella Camera di Commercio un osservatorio privilegiato sul territorio metropolitano. Una Camera che – spiega il presidente - continua a lavorare, con il 90% dei dipendenti in smart working, ma tutti attivi per dare un segno di presenza e assistenza al mondo imprenditoriale, in un momento in cui le imprese cercano di riconvertirsi anche per la produzione di mascherine, con la camera in prima fila a dare supporto sull’etichettatura. Ma le difficoltà restano. In tutti i settori, compreso quello dell’export. Tramontana conferma la tendenza:

“Parlo con molti imprenditori, e tutti sono in sofferenza. Anche chi svolgeva la propria attività con l’export, oggi vede annullati ordini e commesse; il settore turistico soffre come del resto tutto il sistema Italia. Il 70% delle nostre imprese turistiche ha già avviato gli ammortizzatori sociali, il restante 30 lo sta avviando”.

Ma Tramontana, oltre che presiedere l’ente camerale, è anche, se non soprattutto, imprenditore. Con le sue aziende e i suoi marchi:

“La Tenuta è chiusa – conferma -. Lo abbiamo deciso qualche giorno prima del decreto, non potendo garantire un metro di distanza negli eventi che lì si tengono. Per quanto riguarda l’azienda vinicola, pur rientrando nelle attività aperte, stiamo soffrendo questo periodo. È rivolta alla ristorazione, agli hotel e ai negozi specializzati, ma dato che questa filiera è chiusa gran parte del nostro lavoro si è fermato. Abbiamo iniziato una vendita a domicilio, ma come noi, tantissime altre aziende che non hanno come riferimento la grande distribuzione ma il canale horeca, sono in grande difficoltà”.

La ripresa sarà dura per tutti, e l’intervento dello Stato si rivela fondamentale per la ripresa. Le prime misure adottate dal Governo non dispiacciono a Tramontana – “vanno bene per le prime necessità” – ma per lui ciò che occorre immediatamente e senza tanti fronzoli è maggiore liquidità:

“Questa emergenza non terminerà nel giro di qualche settimana, e necessariamente avremo bisogno di importanti iniezioni di liquidità. Occorrono però anche maggiori certezze: la moratoria su mutui e finanziamenti, sospesi fino al 30 settembre, prevede un termine troppo residuo in una emergenza del genere, e il sistema bancario non si sta determinando su questo, non ci sono certezze. Nessuno ci ha ancora chiamato per firmarle, e da qui a breve saremo a fine mese e se le banche non ce lo consentono ci troveremo tutti in difficoltà”.

Per Tramontana però la possibilità e la facilità di accesso al credito rimane la vera cura per le imprese. D’accordo con il presidente di Confindustria Vecchio, per Tramontana la liquidità che si richiede da più parti è condizione indispensabile per la ripresa:

“Oggi è difficile pensare anche a scenari futuri. Spero la crisi duri poco da permettere alle piccole e medie imprese di rimanere in piedi. Se durasse le ripercussioni sarebbero notevoli”.

Ma dopo ogni crisi, c’è anche una rinascita. Tramontana sposa la linea di chi è convinto che gli scenari futuri saranno diversi da quelli che ci stiamo lasciando alle spalle. E ciò potrebbe rappresentare anche una nuova opportunità per il Mezzogiorno:

Mi auguro di farci trovare pronti, anche per proporre un sud più produttivo. Sono convinto che le potenzialità noi le abbiamo, sta anche al governo centrale rivolgere un’attenzione privilegiata al Mezzogiorno. Subito dopo l’emergenza si dovrà rilanciare l’immagine del paese e le sue produzioni. Occorre puntare allo sviluppo e al rilancio delle nostre produzioni cercando, ove possibile, di intensificare il lavoro, nel senso che tutto ciò che può essere prodotto in Italia va prodotto qui, attraverso le filiere produttive del nostro paese. Dobbiamo farlo capire anche ai nostri concittadini. È fondamentale consumare i prodotti made in Italy e del nostro territorio, in modo da dare una mano anche ai nostri imprenditori”.

Infine, Tramontana pensa che servirebbe più Europa in questa crisi:

“Penso che le condizioni stiano cambiando. Ora c’è un interesse diverso da parte di tutti i governi. L’intervento del governo e del nostro presidente Mattarella sta sollecitando l’Europa a prendere in seria considerazione il momento tragico che stiamo vivendo. Non posso e non voglio pensare che venga lasciato tutto così, al caso. Sicuramente il mondo dell’impresa su questo incalzerà il governo che comunque ha un dialogo continuo con tutto il mondo imprenditoriale”.