Coronavirus – Rientro in Calabria: dall’Europa si, da un’altra regione d’Italia no
Dalla Spagna si può rientrare, dalle altre regioni no. Ed allora, che il principio valga per tutti
26 Aprile 2020 - 17:43 | Riceviamo e pubblichiamo

L’Italia, si sa, è il Paese delle grandi contraddizioni.
Da tempo, ormai, studenti e lavoratori calabresi, domiciliati fuori dalla loro Regione per motivi di studio o lavoro, non riescono a rientrare in Calabria; gli è precluso, comprensibilmente per la paura di un aumento nei contagi COVID-19.
Un Governo Regionale, tuttavia, dovrebbe anche comprendere le ragioni dei tanti che – ad oggi – non hanno possibilità di provvedere serenamente al proprio sostentamento fuori dalla propria Regione. Certo, non deve essere un esodo incontrollato ma una razionale distinzione – caso per caso – delle singole ragioni, ed un puntuale successivo controllo del territorio e del necessario periodo di quarantena.
Come IDM abbiamo già sostenuto le ragioni dei calabresi che chiedono di poter rientrare, firmando anche la petizione “Il diritto di tornare a casa” del Dirigente del Liceo Classico “Bernardino Telesio” di Cosenza, Antonio Iacoianni (http://www.italiadelmeridione.it/press/notizie/104-l-italia-del-meridione-chiede-un-azione-corale-e-immediata-per-il-rientro-dei-calabresi-in-difficolta.html).
Al di là della disputa se si è d’accordo o meno sul rientro dei nostri concittadini calabresi, poniamoci una domanda: un giovane calabrese che studia in Spagna e il cui percorso di studi è stato definitivamente interrotto a causa dell’attuale emergenza sanitaria può rientrare in Calabria?
Un cittadino calabrese che lavora in Spagna e che, a causa dell’attuale emergenza sanitaria, ha perso il lavoro, può rientrare in Calabria? Istintivamente diremmo di no. Invero non è così.
Sono stati attivati “voli speciali” che dalla Spagna raggiungono direttamente Roma e Milano.
Oltre a questi “voli speciali”, chi ha urgente necessità di raggiungere l’Italia può farlo anche attraverso scali aerei in altre città europee ovvero attraverso i collegamenti marittimi all’uopo predisposti. Per quanto diramato dall’Ambasciata Italiana a Madrid, è “consentito il rientro in Italia dei cittadini italiani costretti a lasciare definitivamente il Paese estero dove lavoravano o studiavano (perché, ad esempio, sono stati licenziati, hanno perso la casa, il loro corso di studi è stato definitivamente interrotto). Una volta entrati nel territorio nazionale, gli interessati dovranno raggiungere la propria casa nel minore tempo possibile”.
Chiaro, dunque, che vi è una disparità di trattamento, un’incongruenza, un’illogicità che non può trovare giustificazione alcuna che sia ragionevole e accettabile.
Ed allora, che il principio valga per tutti. O tutti i calabresi domiciliati altrove possono rientrare – nella propria abitazione in Calabria – per i motivi già individuati relativamente ai rientri in Italia dal Paese estero, oppure che non sia consentito a nessuno.
Che la nostra sia una Regione che conosca la giustizia sociale, cui fa perno il principio di uguaglianza.
Avv. Patricia Biagina Polillo
Coordinatrice IDM Presila
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