Corruzione a Reggio, Ignazitto: ‘Gli imprenditori denuncino ostacoli e ostruzionismi’
Il magistrato: “L’attività si inserisce in una più ampia indagine su ulteriori fenomeni criminali”. Il ringraziamento alla Polizia: “Risorse preziose dentro l’amministrazione”
19 Maggio 2026 - 15:42 | di Redazione

L’operazione della Questura di Reggio Calabria che ha portato all’arresto di due dipendenti pubblici del Comune e due imprenditori si inserisce in un quadro investigativo più ampio sui reati contro la pubblica amministrazione.
A spiegarlo, nel corso della conferenza stampa di questa mattina, è stato il magistrato Walter Ignazitto, che ha evidenziato come l’indagine rientri in una “più complessa e incisiva attività” avviata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria.
Il nuovo focus sui reati contro la pubblica amministrazione
Ignazitto ha ricordato come, per anni, il territorio reggino sia stato al centro di numerose attività investigative in materia di criminalità organizzata.
In passato, ha spiegato, la legge consentiva di utilizzare intercettazioni disposte per fatti di criminalità organizzata anche nel caso in cui emergessero reati contro la pubblica amministrazione.
Oggi, però, il quadro normativo è cambiato.
Secondo quanto chiarito dal magistrato, la legislazione attuale non consente più questo tipo di utilizzo. Per questo motivo diventa necessario un lavoro investigativo specifico, costruito appositamente sui reati contro la pubblica amministrazione.
“È necessario un focus investigativo ad hoc”, ha spiegato Ignazitto, sottolineando il potenziamento del gruppo di lavoro da lui coordinato.
“Attività inserita in un quadro più ampio”
Il magistrato ha poi precisato che l’operazione odierna non rappresenta un episodio isolato.
L’indagine, ha detto, si inserisce in “una più ampia attività” che riguarda anche “un’ulteriore serie di fenomeni criminali” già accertati o ancora in fase di accertamento.
Un passaggio che conferma l’attenzione della Procura verso le dinamiche interne alla pubblica amministrazione e verso possibili sistemi corruttivi radicati nel tempo.
L’intercettazione dei mille euro: “Una frase dolorosa”
Ignazitto è tornato anche su uno degli episodi richiamati durante la conferenza stampa dal dirigente della Squadra Mobile.
Il riferimento è all’imprenditore che, secondo quanto emerso dalle intercettazioni, avrebbe consegnato una somma di denaro affermando: “Io sono 50 anni che lavoro a Reggio Calabria, so come vanno le cose”.
Per Ignazitto si tratta di “un’intercettazione dolorosa”.
Il magistrato ha richiamato gli appelli lanciati negli anni passati agli imprenditori vessati dalla criminalità organizzata, invitati a denunciare.
In questo caso, ha precisato, la Procura contesta ipotesi corruttive e non fattispecie di concussione. Tuttavia il messaggio resta chiaro.
L’appello agli imprenditori: “Denunciate gli ostacoli nella pubblica amministrazione”
Ignazitto ha rivolto un invito agli imprenditori che dovessero incontrare ostacoli, blocchi o forme ostruzionistiche all’interno della pubblica amministrazione.
Secondo il magistrato, chi si trova davanti a situazioni di questo tipo può trarre “molto più vantaggio” scegliendo di denunciare.
La Procura, ha assicurato, è “aperta ad ogni tipo di denuncia” e pronta ad approfondire i fatti segnalati.
Il principio da affermare, secondo Ignazitto, è che anche in un territorio segnato dalla forza della criminalità organizzata, i reati contro la pubblica amministrazione devono essere affrontati con la massima incisività.
Il contributo della Polizia Municipale
In chiusura, Ignazitto ha voluto ringraziare il nucleo investigativo della Polizia Municipale, che ha fornito un contributo ritenuto prezioso alle indagini.
Un elemento che, secondo il magistrato, ha anche un valore simbolico.
“Dentro l’amministrazione comunale, ha spiegato, accanto alle criticità emerse, esistono anche “risorse preziose” che non hanno esitato a intervenire, anche davanti a situazioni delicate e vicine al proprio ambiente di lavoro.
Successivamente è intervenuta la Polizia di Stato, più specializzata in questo tipo di attività investigativa. Ma, ha sottolineato Ignazitto, i primi risultati raggiunti sono dovuti anche al contributo della Polizia Municipale”.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase iniziale delle indagini preliminari. Le persone destinatarie delle misure cautelari sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.
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