Covid, Draghi: “I problemi dipendono dai non vaccinati. Scuola va tutelata”
"I ragazzi fanno sport, vanno in pizzeria, non ha senso chiudere la scuola se tutto il resto rimane aperto", le parole di Draghi
10 Gennaio 2022 - 20:23 | di Redazione

Conferenza stampa per il presidente del Consiglio Mario Draghi, il quale ha chiarito le motivazioni alla base dell’ultimo decreto Covid. “Non dobbiamo mai perdere di vista una constatazione, gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati. Quindi c’è l’ennesimo invito a tutti gli italiani che non si sono vaccinati a farlo, anche con la terza dose”, le parole di Draghi, critico contro chi sino a oggi non si è vaccinato.
Sulla scuola, il presidente del Consiglio non ha dubbi. “E’ fondamentale, va protetta non abbandonata. Oggi è ricominciato l’anno scolastico, ringrazio il ministro Bianchi, gli amministratori locali, i presidi, gli insegnanti per gli sforzi fatti oggi e nei prossimi mesi. I ragazzi dopo la scuola vanno a fare sport, vanno in pizzeria, non ha senso chiudere la scuola se tutto il resto rimane aperto”, ha detto Draghi.
Il 2022, secondo il presidente del Consiglio, è “un anno che dobbiamo affrontare con realismo, prudenza ma anche fiducia e soprattutto con unità. Il governo sta affrontando la sfida della pandemia e di varianti molto contagiose con un approccio diverso rispetto al passato. Vogliamo essere cauti ma cercare di minimizzare gli effetti economici, sociali e sui ragazzi, che hanno risentito più di altri le conseguenze delle chiusure”.
Draghi spiega nel dettaglio le motivazioni che hanno portato il Governo a decidere per l’obbligo vaccinale per la fascia degli over 50.
“Il motivo è stato quello di concentrare il provvedimento sulle classi di età che occupano massimamente le terapie intensive, tra questi i non vaccinati sono i due terzi. Bisogna proteggere la loro salute e la salute di noi tutti, perché con questa situazione ospedaliera anche gli altri che non hanno il Covid si trovano in situazioni molto difficili”.
“L’esperienza di questi 11 mesi è stata l’esperienza di una maggioranza molto grande, in cui occorre accettare diversità di vedute, ma non la mediazione a tutti costi – ha aggiunto Draghi -. Ma per alcuni provvedimenti molto importanti l’unanimità è importante purché il risultato abbia senso. È chiaro che ci sono divergenze e diversità di opinioni ma non sono mai state di ostacolo all’azione di governo”.
Parlando delle ultime misure contro il Covid, il premier ha osservato che “quando si introducono provvedimenti di questa portata, con l’obbligo anche sui luoghi di lavoro, occorre puntare all’unanimità. Questi sono provvedimenti di portata economica e sociale molto importanti e sono anche da considerare con molta attenzione. L’avere l’unanimità della vasta coalizione – ha spiegato – è un obiettivo che se possibile si deve raggiungere. Bisogna che la soluzione trovata abbia senso, significato”.
Sui rumors del ‘toto Quirinale’ e le possibili decisioni future, Draghi aveva tagliato corto in apertura. “Non risponderò ad alcuna domanda che riguardi immediati sviluppi, il Quirinale o altre cose”.
