Crans Montana, indagati per omicidio colposo i proprietari del Constellation
Contestati anche lesioni e incendio. Al centro dell'inchiesta le misure di sicurezza
04 Gennaio 2026 - 09:13 | di Redazione

Atre giorni dalla strage di Capodanno finiscono nel registro degli indagati i proprietari del bar Le Constellation di Crans–Montana, dove si è sviluppato il violentissimo incendio in cui hanno perso la vita 40 giovani e oltre 120 sono rimasti feriti.
Jacques e Jessica Moretti sono accusati di omicidio colposo, lesioni e incendio colposi.
Al centro dell’inchiesta il rispetto delle misure di sicurezza antincendio: dall’uscita di emergenza alla scala che dal piano seminterrato – dove erano in corso i festeggiamenti per il nuovo anno – si accedeva al livello strada, ma anche i materiali degli arredi e i lavori svolti dalla coppia francese dopo aver preso in gestione il locale. Il Comune di Crans–Montana ha consegnato alla Procura generale del Cantone Vallese la documentazione sui controlli effettuati nel bar.
Il dossier è ora in fase di analisi. Le autorità svizzere hanno comunque precisato che “la presunzione di innocenza si applica fino alla pronuncia della condanna definitiva”.
Proprio la procuratrice generale Béatrice Pilloud, a margine di una cerimonia di ricordo delle vittime, ha spiegato che “tutte le piste vengono esplorate”, aggiungendo che l’istruttoria è stata aperta perché ci sono “dei sospetti, ma finché non c’è una condanna, prevale la presunzione di innocenza”.
A gettare ombre sulle procedure di sicurezza anche le testimonianze di chi quella notte si trovava o è arrivato al Constellation per dare il proprio aiuto.
“Durante i soccorsi mio padre Paolo ha cercato un’uscita di sicurezza per evacuare le persone che erano chiuse nel locale, ma ha trovato solo una porta. Era vetrata e si vedeva dentro: una decina di persone incollate al vetro cercavano di uscire ma non potevano perché la porta era bloccata”, ha raccontato all’ANSA Gianni Campolo,19enne di Ginevra, il giovane che assieme al papà è accorso per aiutare i feriti. Questa via di uscita, secondo Campolo, è stata successivamente sfondata “mettendo in salvo più di una decina di persone”.
“Abbiamo cercato se ci fossero altre porte – ha aggiunto – c’era quella principale, se ci fosse stata un’altra via di uscita aperta ci sarebbero stati meno morti”. Intanto Jacques Moretti ha rotto il silenzio e ha assicurato sulla stampa svizzera che nel locale sono state rispettate tutte le norme di sicurezza. Al quotidiano online in lingua tedesca ’20 Minuten’ ha raccontato che lui e sua moglie, rimasta ferita nel rogo, “non riescono più a mangiare né a dormire”, assicurando piena collaborazione con le autorità. Ha inoltre ribadito che il bar era stato “ispezionato tre volte” negli ultimi dieci anni e che “tutto è stato fatto secondo le norme”.
Ma sul suo passato spuntano alcune indiscrezioni. Il quotidiano Le Parisien ha rivelato che l’uomo avrebbe avuto problemi con la giustizia francese. Una ventina di anni fa sarebbe finito in carcere in Savoia per truffa, rapimento e sfruttamento della prostituzione. Una fonte di polizia sentita proprio dal giornale francese ha però affermato che ormai Moretti si è liberato dello “spettro della criminalità organizzata”.
ansa.it
