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David di Donatello: trionfo per “Lo chiamavano Jeeg Robot” e “Il racconto dei racconti”


di Antonello Diano – Si è tenuta ieri sera la 60ª edizione dei Premi David di Donatello 2016 per il cinema, per la prima volta prodotta e trasmessa in prima serata da SKY.

A presentare la serata il brillante Alessandro Cattelan, con interventi di Francesco Castelnuovo, la iena PIF che ha addirittura omaggiato il grande Ettore Scola, il critico cinematografico Gianni Scola ed il duo comico di THE JACKAL, conosciutissimi per la parodia di “Gomorra” ed altri sketch sul loro seguitissimo canale youtube.

Molti iconici ed attori importanti hanno presentato e premiato le categorie candidate ai premi, tra i presenti vi erano:  la solare Paola Cortellesi, il grande doppiatore/attore Francesco Pannofino (voce storica di Denzel Washington), l’evergreen Christian De Sica, il compositore Nicola Piovani (La vita è bella, La stanza del figlio, Il marchese del grillo), la splendida Valeria Golino, Stefano Accorsi ed i “big” Michele Placido e Toni Servillo.

In una edizione originale, la rassegna si è ri-modernizzata (non a caso proprio l’anno della transizione dalla istituzione Rai alla commercializzazione Sky) portando una ventata di innovazione alla storica kermesse.

Anche la modalità di selezione e di giuria è stata ri-modernizzata:

se prima il David celebrava i film come se fosse un festival dedicato a film “meno importanti e conosciuti” snobbando le grandi produzioni commerciali e di intrattenimento, quest’anno invece possiamo osservare un cambio di rotta dove vengono premiati i film più amati dal pubblico.

Non a caso i David di Donatello sono premi dati pubblicamente da una giuria di circa 2000 persone, a film già usciti nelle sale invece che a film “inediti” o visti da un ristretto gruppo di fruitori.

Un cambio di rotta, quindi, che ha giovato sia all’immagine stessa della kermesse che all’industria cinematografica italiana.

Il premio come Miglior Film è andato a “Perfetti Sconosciuti”, mentre i film che si sono contraddistinti di più, sono stati come da previsione:

  • “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti,

(qui la nostra recensione https://www.citynow.it/245411-2/) ,

che ha portato a casa 7 premi di un certo calibro (Miglior Regista Esordiente, Miglior Produttore, Miglior Attrice Protagonista, Miglior Attore Protagonista, Miglior Attore non protagonista, Miglior Attrice non protagonista e Miglior Montatore);

  • “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone, con altrettanti premi (Miglior Regia, Miglior Direttore della Fotografia, Migliore Scenografia, Miglior Costumista, Miglior Truccatore, Miglior Acconciatore e Migliori Effetti Digitali).

Sono stati anche assegnati i premi al Miglior Film Europeo per “Il figlio di Saul”, e per il Miglior Film Straniero “Il ponte delle spie” del grande Steven Spielberg.

Di seguito invece gli altri premiati della serata:

  • Miglior Sceneggiatura: “Perfetti Sconosciuti”;
  • Miglior Musicista: “David Lang per Youth, La Giovinezza”;
  • Migliore Canzone Originale: “Simple Song #3 di Youth, La Giovinezza”;
  • Miglior Fonico di Presa Diretta: “Non essere Cattivo”;
  • Miglior Documentario di Lungometraggio: “S is for Stanley”;
  • Miglior Cortometraggio: “Bellissima”;
  • Premio David Giovani: “La Corrispondenza”.

I film vincenti, due film di “fantasia” dimostrano anche che l’industria italiana (seppur in ritardo) è ormai più incline ad investire su questo genere rispetto al più classico genere tradizionalista italiano (commedia, cinepanettoni), cosa che era già stata confermata con “Il ragazzo invisibile” di Salvatores e sottolineata attualmente dal successo di “Veloce come il vento”.

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