Reggio, storica Dedicazione per la chiesa di Archi Carmine con l’Arcivescovo Morrone – FOTO
Un momento irripetibile per la comunità: la chiesa “Maria Santissima del Carmelo” è stata solennemente Dedicata a Dio
30 Novembre 2025 - 15:35 | Comunicato Stampa

Nel quartiere di Archi Carmine, una giornata storica ha segnato un momento irripetibile per la comunità: la chiesa “Maria Santissima del Carmelo” è stata solennemente Dedicata a Dio da Sua Ecc. Mons. Fortunato Morrone, Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria – Bova.

Un evento che ha trasformato ciò che per anni è stato “la nostra chiesa” in un tempio consacrato per sempre, cuore pulsante della vita spirituale del quartiere. Tra volti commossi, gesti antichi e simboli profondi, la celebrazione ha unito memoria, fede e speranza, incarnando la storia di una comunità radunata attorno alla propria casa di Dio.
Origini e memoria della comunità
La consacrazione ha rappresentato il compimento di decenni di attesa e di impegno. Don Danilo Latella, parroco pro-tempore, ha ripercorso la storia della parrocchia, dalle origini del ‘900 con la prima cappella privata, danneggiata dal terremoto del 1908, alle soluzioni provvisorie in tavole e lamiere del 1913, fino alla costruzione della chiesa a croce latina nel 1960.
Un pensiero speciale è stato dedicato a don Rosario Mangeruca, che con dedizione instancabile contribuì alla costruzione della nuova chiesa, ricordato dai fedeli “con elmetto e carriola sui ponteggi”, e a don Pasquale Raffa, primo pastore della parrocchia. La memoria dei sacerdoti che hanno guidato negli anni la comunità e che ieri erano presenti – Padre Angelo Calabrese, Padre Roberto Lodetti, Padre Pietro Lonni e Padre Domenico Seminara – ha sottolineato la continuità e la cura pastorale della parrocchia.
Un popolo radunato per un evento irripetibile
Fin dal pomeriggio, il sagrato della chiesa gremita di famiglie, giovani e anziani, tutti raccolti in un clima di preghiera e attesa per il rito di ingresso e della consacrazione. Alla celebrazione hanno partecipato anche: Mons. Pasquale Catanese, Vicario Generale; il Vicario zonale Don Antonio Bacciarelli, il Sac. Francesco Velonà, Cancelliere della Curia; Sac. Nicola Casuscelli, Direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano e Cerimoniere arcivescovile, tanti sacerdoti della Diocesi, diaconi, consacrati e consacrate.

La celebrazione è stata animata dal Coro della parrocchia, “Maria Santissima del Carmelo”, con la direzione di Carmen Cantarella e l’accompagnamento all’organo di Alberto Orio, che hanno accompagnato ogni momento del rito con canti solenni e meditativi, creando un’atmosfera di preghiera intensa e partecipata.
Il rito della Dedicazione: gesti che parlano al cuore
La celebrazione, presieduta dall’Arcivescovo, ha seguito i gesti antichi e solenne del rito della Dedicazione, ciascuno carico di significato spirituale:
La benedizione dell’acqua e l’aspersione
Il rito si è aperto con la benedizione dell’acqua e l’aspersione dei fedeli e delle pareti della chiesa, richiamo al Battesimo e alla purificazione dei cuori.
Le Litanie dei Santi
L’invocazione dei Santi ha unito cielo e terra in un unico canto di lode, coinvolgendo tutta l’assemblea nella comunione della Chiesa universale.
Deposizione delle reliquie
Nell’altare sono state deposte le reliquie di sei Santi, tra cui San Massimiliano Kolbe, le cui parole “Solo l’amore crea” hanno guidato simbolicamente tutta la celebrazione.
Unzione con il Sacro Crisma
Mons. Morrone ha unto l’altare e le croci alle colonne della chiesa, consacrando l’edificio e sigillandolo come luogo sacro permanente. L’unzione ha trasformato la chiesa in dimora di Dio e simbolo visibile della Sua presenza.
Incensazione e illuminazione
Il profumo dell’incenso e la luce accesa sull’altare hanno avvolto fedeli e tempio, segni della preghiera che sale a Dio e della luce di Cristo che illumina il mondo.
La parola del Vescovo: Dio ci ama come siamo
Nell’omelia, Mons. Morrone ha rivolto il discorso alla comunità, sottolineando che la sacralità del luogo nasce dalla sacralità dei battezzati che lo abitano: “Voi siete edificio di Dio. Voi, non le pietre!”.

Richiamandosi alla figura evangelica di Zaccheo, il Vescovo ha parlato della priorità della persona e della misericordia, invitando ogni fedele a diventare un tempio vivo di Dio. Ha spiegato che la chiesa non è solo un edificio, ma un luogo dove la fede prende forma attraverso le azioni, la carità e la comunità. Ha incoraggiato la comunità a vivere la fede in maniera concreta, riconoscendo i propri limiti ma affidandosi sempre all’amore di Dio, paziente e costante.
Ha inoltre ricordato il valore della continuità generazionale: ogni gesto dei sacerdoti, dai pionieri della parrocchia fino a don Danilo Latella, ha seminato la fede, e oggi i frutti di quell’impegno sono visibili in tutta la comunità.
Lettura del verbale e benedizione della lapide
Al termine del rito liturgico, Sac. Francesco Velonà, Cancelliere della Curia, ha letto il verbale ufficiale della Dedicazione, atto formale che fissa nella storia la data e i dettagli dell’evento.
Successivamente è stata benedetta la lapide commemorativa, riportante l’iscrizione solenne:
“A gloria di Dio onnipotente, nell’anno santo 2025 giubileo ordinario della speranza, essendo sommo pontefice S.S. Papa Leone XIV, il Vescovo Fortunato Morrone dedicava e consacrava la chiesa di Maria Santissima del Monte Carmelo, con la cura pastorale del parroco Danilo Diego Latella. Il santo popolo di Dio, nella gioia della fede, rende grazie al Signore che ha stabilito la sua dimora in questo luogo. 28 novembre 2025.”
L’applauso dei fedeli ha suggellato il momento, accompagnando con gioia e gratitudine il compimento della consacrazione.
Una comunità radunata nell’amore
La celebrazione ha evidenziato come l’amore paziente, costante e fedele, sia capace di creare comunità, edifici e speranza. I fedeli hanno vissuto l’evento come esperienza condivisa di fede, memoria e rinnovamento spirituale, accompagnati dai canti del coro e dal ritmo dei gesti liturgici.
Una pagina indelebile nella storia della parrocchia
La consacrazione di “Maria SS. del Carmelo” segna un momento irripetibile nella vita della comunità di Archi Carmine. Non è solo la consacrazione di un edificio, ma la conferma che la Chiesa vive nei cuori dei fedeli, che oggi si riconoscono pietre vive del tempio di Dio.

I gesti del rito, le parole dell’Arcivescovo, i canti del coro, la luce dell’altare e l’incenso che avvolgeva la navata hanno reso palpabile la presenza di Cristo in mezzo al popolo. Ogni fedele ha sentito il richiamo a diventare dimora viva di Dio, a vivere la carità e la comunità come espressione concreta della propria fede.
La lettura del verbale e la benedizione della lapide hanno fissato nella storia il giorno del 28 Novembre 2025, ma ciò che rimarrà nel tempo è la memoria spirituale: un popolo unito, una comunità radunata nell’amore di Dio, chiamata a custodire e far fiorire la luce del Signore in ogni giorno della propria vita.
