Calabria, detenuto tenta la fuga: bloccato in poche ore grazie alla videosorveglianza
L'uomo, ammesso al lavoro esterno, ha tentato di rendersi irreperibile al termine del turno
10 Gennaio 2026 - 07:00 | Comunicato Stampa

Giovedì, presso il Tribunale di Castrovillari, un detenuto di origine rumena, ammesso al lavoro esterno, ha tentato di rendersi irreperibile al termine del suo turno lavorativo. La vicenda è stata resa nota da Cristina Busà, Vice Segretario Regionale del SiNAPPe (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria), che ha commentato l’accaduto affermando:
“Quanto accaduto ieri è la dimostrazione di come il confine tra reinserimento sociale e rischio per la sicurezza sia estremamente sottile”, ha dichiarato Cristina Busà. “Il detenuto, approfittando della libertà di movimento concessa dal programma rieducativo, ha tentato di sottrarsi all’esecuzione della pena, mettendo in moto una complessa macchina di ricerche che ha impegnato duramente i nostri uomini”.
Fuga breve, risposta rapida
La fuga, però, è durata solo poche ore, grazie all’immediata attivazione dei protocolli di sicurezza e all’analisi delle immagini di videosorveglianza, che hanno consentito di circoscrivere l’area delle ricerche e individuare il fuggitivo nel centro cittadino.
“Nonostante le croniche carenze organiche e le difficoltà operative in cui versa la Polizia Penitenziaria in Calabria,” ha aggiunto Busà, “la risposta dello Stato è stata pronta ed efficace. Questo episodio sottolinea la necessità di monitorare con estrema attenzione i benefici concessi, garantendo sempre il giusto equilibrio tra le finalità rieducative e la sicurezza della collettività“.
Un ringraziamento al personale intervenuto
In chiusura, Cristina Busà ha voluto esprimere un ringraziamento particolare al personale intervenuto, sottolineando:
“Esprimo il mio più vivo plauso e il riconoscimento del SiNAPPe al collega che, con spiccata intuizione e senso del dovere, ha individuato il fuggitivo, provvedendo personalmente a fermarlo e a riconsegnarlo prontamente alla giustizia”.
