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‘Diamante… oltre lo sport’, la Reggio Bic protagonista: lo sport che cambia lo sguardo sulla disabilità

Un messaggio chiaro e potente: oggi parlare di partecipazione o integrazione appare quasi superato. Il concetto che emerge è quello della condivisione

Reggio Bic e disabilità

Due giornate intense, tra confronto istituzionale, testimonianze e attività sportive, hanno fatto da cornice all’evento “Diamante… oltre lo sport”, che ha visto tra gli ospiti principali la Reggio Bic, realtà simbolo del basket in carrozzina calabrese e nazionale.

L’iniziativa, articolata tra il 2 e il 3 maggio, ha acceso i riflettori non solo sul valore dello sport, ma soprattutto sull’evoluzione culturale del concetto di disabilità all’interno della comunità. Un percorso che, come sottolineato durante gli interventi, è andato di pari passo con la crescita della Reggio Bic.

Nel corso dell’evento è stato tracciato un vero e proprio excursus storico: dalla prima edizione del 2017 fino ad oggi, dieci anni in cui si è assistito a un cambiamento profondo nell’approccio sociale alla disabilità. Un’evoluzione che ha trovato nello sport un motore fondamentale e negli atleti della Reggio Bic i protagonisti principali.

Attraverso progetti come “Mettiamoci in gioco”, rivolti sia alle scuole che al mondo carcerario, la squadra reggina ha contribuito a scardinare stereotipi e barriere culturali. Non solo risultati sportivi, ma anche un impatto sociale tangibile: la capacità di dimostrare, dentro e fuori dal campo, che non esistono differenze, ma unicità.

Un momento particolarmente significativo si è vissuto nella giornata del 3 maggio, quando la Reggio Bic è scesa in piazza mostrando dal vivo la propria disciplina. Una dimostrazione che ha coinvolto cittadini, curiosi e appassionati, trasformando lo spazio urbano in un vero campo di gioco e offrendo a tutti la possibilità di toccare con mano la bellezza e l’intensità del basket in carrozzina.

Bic Reggio e disabilità

Un messaggio chiaro e potente: oggi parlare di partecipazione o integrazione appare quasi superato. Il concetto che emerge è quello della condivisione. Gli atleti non sono più definiti dalla loro condizione, ma semplicemente riconosciuti per ciò che sono: sportivi. La specifica “in carrozzina” resta solo un’indicazione tecnica della disciplina praticata.

In questo senso, la Reggio Bic è diventata un modello virtuoso, capace di accompagnare e, in parte, guidare il cambiamento della percezione collettiva della disabilità, intesa a 360 gradi. Se in passato prevalevano distanza e differenziazione, oggi si afferma una visione più matura e naturale: quella di una società che riconosce le persone senza etichette.

Un percorso sottolineato durante l’intervento di Amelia Eva Cugliandro, delegato FIPIC Calabria, che ha raccontato il lavoro svolto negli ultimi anni abbia contribuito a trasformare radicalmente lo sguardo della comunità, rendendolo più aperto, consapevole e partecipativo nel senso più autentico del termine.

“Diamante… oltre lo sport” si conferma così non solo un evento, ma un momento di crescita collettiva, capace di lasciare un segno concreto nel territorio e nelle coscienze. E la Reggio Bic, ancora una volta, si dimostra molto più di una squadra: un esempio, un riferimento, una spinta al cambiamento.

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