Il “viaggio di Gesù” nei diorami presepiali di Papalia esposti nella Stazione Centrale di Reggio Calabria

La mostra dell'artista reggino consente al visitatore di percorrere l'intera storia della Natività

vincenzo papalia presepio due

Su iniziativa di RFI spa (Gruppo FS italiane), è stata offerta una grande opportunità per reggini e turisti di poter ammirare, dall’otto dicembre e per tutto il periodo natalizio ed oltre (sino a fine gennaio 2026), presso la Stazione Reggio Calabria Centrale i tredici diorami che Vincenzo Papalia ha realizzato in un arco temporale di oltre dieci anni dal 2008 al 2018.

foto presepio location

Sono opere presepiali che, utilizzando una raffinata tecnica prospettica, fanno si che lo spettatore partecipi, durante la visione, alla scena. I diorami narrano episodi del Vangelo prima e dopo la Natività e la loro realizzazione è visibile sul web, forum presepe elettronico multimediale. Clicca qui

Tale modus operandi ed il confronto, passo passo sul web, con grandi presepisti, ha consentito di perfezionare e di dare una valutazione delle opere già prima della loro esposizione al pubblico.

Ai microfoni di CityNow Vincenzo Papalia ha raccontato del suo ruolo di artista e quindi espositore

“Il posizionamento nasce da un’idea di Rete Ferroviaria Italia, non solo a Reggio Calabria ma in 100 stazioni ha proposto un Natale ricco. Insieme all’albero di Natale era giusto rappresentare anche il presepe che fa parte della tradizione italiana, nasce da un’idea di San Francesco quindi è una proposta estesa in cento stazioni. A Reggio Calabria ha avuto un grande successo perché è una mostra estremamente particolare, una mostra di tredici diorami che sono dei presepi particolari in prospettiva”.

La tecnica utilizzata: i diorami

“Per realizzarli va utilizzata una tecnica professionale che consente allo spettatore di immergersi all’interno della scena, mentre il primo piano è caratterizzato e ben delineato, le figure sono ben definite, bisogna sfumare i contorni di tutto quello che sta dietro. Sembrano tecniche banali ma attraverso il velo di Tulle, cioè il velo della sposa, si riescono a sfumare i contorni delle case di tutto quello che sta dietro. Poi ci sono le luci, le fibre ottiche, i proiettorini, insomma tutta una tecnica che per chi andrà a visionarli, e anzi è bene approfittarne perché è una mostra unica nel suo genere, non è il presepe tradizionale, qui viene raccontata tutta la storia prima e dopo la natività“.

vincenzo papalia presepio tre

Le opinioni del pubblico

“Alcuni studenti hanno pensato che abbia scritto io personalmente il Vangelo, i ragazzi sono quelli che colgono di più l’aspetto della mostra. Ricordiamo che sono tredici diorami, quindi si parte dall’Annunciazione, poi c’è il ritorno di Giuseppe che pensava di essere tradito, vede Maria incinta, poi la notte c’è un altro diorama, il sogno, c’è un Angelo con una dissolvenza che fa capire l’idea del sogno, l’Angelo dice che non è stato tradito, è stato un dono dello Spirito Santo, poi c’è la visita di Maria Elisabetta, il censimento, insomma è tutta la storia prima e dopo la natività. Sono diorami che ho costruito nell’arco di dieci anni”.

Il “futuro” dell’arte presepiale

“È un progetto unitario quindi è una pura esposizione quindi passione per l’arte presepiale. Questa è solo una delle tipologie di presepi che espongo, a tal proposito ricordo infatti l’esposizione di due anni fa di un prestigioso presepe napoletano stile settecento presso Palazzo Alvaro“.

Un momento di riflessione

La rappresentazione della nascita di Gesù metafora di un viaggio ben interpretato da Papalia nel contesto giusto, fonte di riflessione per il visitatore sia di passaggio o presente per l’occasione. Un modo gradevole di arricchire un angolo della Stazione Centrale, punto di approdo e di partenza da sempre assoluto riferimento per i viaggiatori e quindi biglietto da visita dell’intera città di Reggio Calabria.