Comunali a Reggio, Canale punge: ‘Il cdx non ha ancora un candidato sindaco. Noi pronti a correre da soli’
“Evidentemente c’è un impasse nel cdx nonostante la disponibilità manifestata dall'on. Cannizzaro da Piazza Duomo”, le parole di Canale, che stuzzica anche il csx
17 Gennaio 2026 - 19:03 | Redazione

Comunali a Reggio Calabria, Massimo Canale (Onda Orange) scuote la partita: stoccata al centrodestra e avviso al centrosinistra. “Se non c’è un candidato che unisce e un metodo da noi condiviso, andiamo da soli”, il pensiero espresso in sintesi nel corso della trasmissione di CityNow ‘Live Break’.
Ospiti dell’ultima puntata Massimo Canale e il dottor Eduardo Lamberti Castronuovo, candidato sindaco e alla guida del Polo Civico. Nel corso della trasmissione, Canale e Castronuovo si punzecchiano, stuzzicano, evidenziano divergenze ma anche punti in comune, sino ad accarezzare l’idea di un ‘cartello civico’, un terzo polo, che possa inglobare entrambi i progetti politici.
Reggio Calabria entra nella fase calda verso le prossime comunali e la discussione sul candidato sindaco resta aperta su entrambi i fronti. A inserirsi con parole chiare è l’avvocato Massimo Canale, tra i possibili candidati a primo cittadino, intervenuto ragionando sulla “fine di un ciclo politico” e sulle prospettive per la città.
Canale parte da una lettura politica complessiva: “Si chiude un ciclo politico molto importante rispetto al quale occorre necessariamente guardare avanti”. E aggiunge, distinguendo tra ciò che condivide e ciò che contesta dell’esperienza amministrativa: “Alcune cose le avrei fatte come le ha fatte il sindaco Falcomatà… altre invece le avrei fatte in maniera diametralmente opposta, completamente diversa”. Per lui, adesso, il tema è uno: “Guardare avanti con fiducia, ottimismo e certamente con una proposta per la città rinnovata”.
La stoccata al cdx: “Se avessero un nome concreto lo avrebbero già detto”
Nel passaggio più diretto, Canale punzecchia il centrodestra, sottolineando l’assenza di un candidato già definito e spendibile. “Non mi pare che oggi il centrodestra abbia un nome spendibile, reale, concreto, altrimenti lo avrebbe già fatto”, afferma. E insiste: “Evidentemente c’è un impasse da quel lato nonostante la disponibilità manifestata dall’on. Cannizzaro da Piazza Duomo”.
La critica arriva anche attraverso il richiamo alle dinamiche delle ultime settimane, tra indiscrezioni e retroscena: “C’eravamo lasciati l’anno scorso… con l’‘accorduni’ di cui si parlava tra Cannizzaro e Scopelliti, abbiamo scoperto che era una grandissima bufala”. Un modo per dire che, a suo avviso, annunci e prove di forza non hanno prodotto una scelta politica concreta.
Centrosinistra, candidato unico in bilico: “Al momento non c’è un nome condiviso”
Canale però guarda soprattutto alla sua area, e qui l’avvertimento è altrettanto netto. La ricerca di un candidato unitario, dice, non è scontata: “Aspettiamo questa riunione di lunedì ma al momento non c’è questo candidato comune, condiviso”.
Dentro il centrosinistra, secondo Canale, è probabile che il Partito Democratico rivendichi la guida del percorso: “Il PD rivendicherà molto probabilmente una candidatura in continuità con l’esperienza Falcomatà”. Da qui la conseguenza che potrebbe aprirsi la strada delle primarie.
E sul punto chiarisce: “È del tutto legittimo che il PD rivendichi la sua candidatura”. Ma chiarisce anche la distanza politica di Onda Orange da una semplice continuità: “La mia disponibilità… ha dei contenuti in discontinuità rispetto all’esperienza amministrativa di Falcomatà e del Partito Democratico”.
L’apertura: “Sosterremo chi è capace di unire”. Ma con una condizione
Canale ribadisce che Onda Orange non chiude la porta a un’intesa ampia, anzi. Ma pone una condizione precisa: non basta un nome, serve capacità di aggregare pezzi di città oggi lontani dalle urne. “Non è un discorso che riguarda la persona… è la capacità di aggregazione, di parlare a strati della società civile che non vanno più a votare, di parlare con i giovani”.
Se questa figura dovesse emergere, Onda Orange sarebbe pronta anche a fare un passo indietro: “Io sarò il primo insieme a Onda Orange a fare uno o due passi indietro e a sostenerlo convintamente con tutte le nostre forze”. Un sostegno che, nelle intenzioni, potrebbe tradursi anche in un impegno elettorale strutturato: “Con la nostra lista forse anche con una seconda, se ne saremo capaci”.
Lo scenario dello strappo: “Andiamo da soli. Non abbiamo difficoltà”
Ma se l’operazione “candidato unico” dovesse saltare, o se il profilo scelto non convincesse, Canale mette sul tavolo l’ipotesi più pesante: la corsa solitaria. Lo dice senza giri di parole: “Andiamo da soli, lo abbiamo già detto e non abbiamo difficoltà a farlo”. L’obiettivo, precisa Canale, non è personale: “Chiaramente non è quello di diventare consigliere comunale… personalmente l’ho fatto vent’anni”.
Il tema di fondo: riportare alla politica chi oggi non vota
Il ragionamento di Canale si chiude su un tema che Onda Orange rivendica come identitario: la partecipazione e la costruzione di una nuova classe dirigente. “L’obiettivo è quello di portare una parte della città che si disinteressa a interessarsi della gestione della città”. E ancora: “Noi dobbiamo creare classe politica attingendo tra coloro che fino a oggi se ne sono disinteressati”.
Nel suo intervento cita anche la questione demografica e lo spopolamento, come sfondo politico delle scelte: “Si stima che nel 2033 noi saremo 30.000 persone in meno rispetto al 2008″. E individua la priorità: “Fare di tutto perché i nostri giovani possano rimanere e realizzarsi professionalmente a Reggio Calabria”.
Il messaggio, in questa fase, è doppio: da un lato la critica a un centrodestra che non ha ancora sciolto il nodo candidato; dall’altro l’avviso a un centrosinistra che rischia di non trovare una sintesi e di finire alle primarie.
Nel mezzo, Onda Orange si muove rivendicando autonomia: pronta a sostenere un nome realmente unitario, ma anche a rompere e presentarsi da sola se la partita dovesse prendere un’altra direzione…
