Comunali a Reggio, Canale punge: ‘Il cdx non ha ancora un candidato sindaco. Noi pronti a correre da soli’

“Evidentemente c’è un impasse nel cdx nonostante la disponibilità manifestata dall'on. Cannizzaro da Piazza Duomo”, le parole di Canale, che stuzzica anche il csx

Massimo Canale ()

Comunali a Reggio Calabria, Massimo Canale (Onda Orange) scuote la partita: stoccata al centrodestra e avviso al centrosinistra. “Se non c’è un candidato che unisce e un metodo da noi condiviso, andiamo da soli”, il pensiero espresso in sintesi nel corso della trasmissione di CityNow ‘Live Break’.

Ospiti dell’ultima puntata Massimo Canale e il dottor Eduardo Lamberti Castronuovo, candidato sindaco e alla guida del Polo Civico. Nel corso della trasmissione, Canale e Castronuovo si punzecchiano, stuzzicano, evidenziano divergenze ma anche punti in comune, sino ad accarezzare l’idea di un ‘cartello civico’, un terzo polo, che possa inglobare entrambi i progetti politici.

Reggio Calabria entra nella fase calda verso le prossime comunali e la discussione sul candidato sindaco resta aperta su entrambi i fronti. A inserirsi con parole chiare è l’avvocato Massimo Canale, tra i possibili candidati a primo cittadino, intervenuto ragionando sulla “fine di un ciclo politico” e sulle prospettive per la città.

Canale parte da una lettura politica complessiva: “Si chiude un ciclo politico molto importante rispetto al quale occorre necessariamente guardare avanti”. E aggiunge, distinguendo tra ciò che condivide e ciò che contesta dell’esperienza amministrativa: “Alcune cose le avrei fatte come le ha fatte il sindaco Falcomatà… altre invece le avrei fatte in maniera diametralmente opposta, completamente diversa”. Per lui, adesso, il tema è uno: “Guardare avanti con fiducia, ottimismo e certamente con una proposta per la città rinnovata”.

La stoccata al cdx: “Se avessero un nome concreto lo avrebbero già detto”

Nel passaggio più diretto, Canale punzecchia il centrodestra, sottolineando l’assenza di un candidato già definito e spendibile. “Non mi pare che oggi il centrodestra abbia un nome spendibile, reale, concreto, altrimenti lo avrebbe già fatto”, afferma. E insiste: “Evidentemente c’è un impasse da quel lato nonostante la disponibilità manifestata dall’on. Cannizzaro da Piazza Duomo”.

La critica arriva anche attraverso il richiamo alle dinamiche delle ultime settimane, tra indiscrezioni e retroscena: “C’eravamo lasciati l’anno scorso… con l’‘accorduni’ di cui si parlava tra Cannizzaro e Scopelliti, abbiamo scoperto che era una grandissima bufala”. Un modo per dire che, a suo avviso, annunci e prove di forza non hanno prodotto una scelta politica concreta.

Centrosinistra, candidato unico in bilico: “Al momento non c’è un nome condiviso”

Canale però guarda soprattutto alla sua area, e qui l’avvertimento è altrettanto netto. La ricerca di un candidato unitario, dice, non è scontata: “Aspettiamo questa riunione di lunedì ma al momento non c’è questo candidato comune, condiviso”.

Dentro il centrosinistra, secondo Canale, è probabile che il Partito Democratico rivendichi la guida del percorso: “Il PD rivendicherà molto probabilmente una candidatura in continuità con l’esperienza Falcomatà”. Da qui la conseguenza che potrebbe aprirsi la strada delle primarie.

E sul punto chiarisce: “È del tutto legittimo che il PD rivendichi la sua candidatura”. Ma chiarisce anche la distanza politica di Onda Orange da una semplice continuità: “La mia disponibilità… ha dei contenuti in discontinuità rispetto all’esperienza amministrativa di Falcomatà e del Partito Democratico”.

L’apertura: “Sosterremo chi è capace di unire”. Ma con una condizione

Canale ribadisce che Onda Orange non chiude la porta a un’intesa ampia, anzi. Ma pone una condizione precisa: non basta un nome, serve capacità di aggregare pezzi di città oggi lontani dalle urne. “Non è un discorso che riguarda la persona… è la capacità di aggregazione, di parlare a strati della società civile che non vanno più a votare, di parlare con i giovani”.

Se questa figura dovesse emergere, Onda Orange sarebbe pronta anche a fare un passo indietro: “Io sarò il primo insieme a Onda Orange a fare uno o due passi indietro e a sostenerlo convintamente con tutte le nostre forze”. Un sostegno che, nelle intenzioni, potrebbe tradursi anche in un impegno elettorale strutturato: “Con la nostra lista forse anche con una seconda, se ne saremo capaci”.

Lo scenario dello strappo: “Andiamo da soli. Non abbiamo difficoltà”

Ma se l’operazione “candidato unico” dovesse saltare, o se il profilo scelto non convincesse, Canale mette sul tavolo l’ipotesi più pesante: la corsa solitaria. Lo dice senza giri di parole: “Andiamo da soli, lo abbiamo già detto e non abbiamo difficoltà a farlo”. L’obiettivo, precisa Canale, non è personale: “Chiaramente non è quello di diventare consigliere comunale… personalmente l’ho fatto vent’anni”.

Il tema di fondo: riportare alla politica chi oggi non vota

Il ragionamento di Canale si chiude su un tema che Onda Orange rivendica come identitario: la partecipazione e la costruzione di una nuova classe dirigente. “L’obiettivo è quello di portare una parte della città che si disinteressa a interessarsi della gestione della città”. E ancora: “Noi dobbiamo creare classe politica attingendo tra coloro che fino a oggi se ne sono disinteressati”.

Nel suo intervento cita anche la questione demografica e lo spopolamento, come sfondo politico delle scelte: “Si stima che nel 2033 noi saremo 30.000 persone in meno rispetto al 2008″. E individua la priorità: “Fare di tutto perché i nostri giovani possano rimanere e realizzarsi professionalmente a Reggio Calabria”.

Il messaggio, in questa fase, è doppio: da un lato la critica a un centrodestra che non ha ancora sciolto il nodo candidato; dall’altro l’avviso a un centrosinistra che rischia di non trovare una sintesi e di finire alle primarie.

Nel mezzo, Onda Orange si muove rivendicando autonomia: pronta a sostenere un nome realmente unitario, ma anche a rompere e presentarsi da sola se la partita dovesse prendere un’altra direzione…