Emergenza Covid, Strada: 'Paese superficiale che si dimentica le vittime'

Il fondatore di Emergency mostra tutte le sue preoccupazioni. E spiega: 'Non ne usciremo prima di due tre anni'

Gino Strada si mostra preoccupato per quello che potrà succedere a gennaio febbraio 2021. Solo allora potremo capire se i comportamenti di questi giorni avranno un effetto negativo per la diffusione dei contagi.

GINO STRADA: 'PAESE SUPERFICIALE'

"Il nostro mi sembra un paese superficiale, che si dimentica che ogni giorno abbiamo centinaia di morti. Non ne usciremo comunque prima di due o tre anni, ma per non pagare un prezzo altissimo la responsabilità individuale è fondamentale".

Gino Strada, fondatore di Emergency a 'Mezz'ora in più' su Rai3: 

"Non credo che la situazione si risolverà nei primi mesi delle vaccinazioni: ci sarà un momento di euforia ma poi...Le vaccinazioni limitano il numero dei morti ma non la trasmissione della malattia. Penso sia pericolosa non tanto la corsa al vaccino, ma la competizione sul mercato, sappiamo quanto possa determinare le scelte e i comportamenti sanitari, questo è un tema non affrontato con la dovuta attenzione".

E sulle misure anti-covid afferma:

"Mi spiace vedere che ogni tanto ci sono anche persone note che dicono che le mascherine non servono e che possono essere dannose: queste follie sono socialmente pericolose".

MOLTE MORTI PERCHE' DEBOLI SUL TERRITORIO

"Credo che altre ragioni siano i tagli fatti negli ultimi 10 anni sulla medicina del territorio" ha poi aggiunto, in relazione all'alto numero di morti da Coronavirus che si registra ogni giorno nel nostro Paese. L'emergenza non si supera con le terapie intensive, ma sul territorio. Noi siamo debolissimi. Ci vuole responsabilità di tutti per uscire da questa situazione. Non credo che se ne uscirà prima di due o 3 anni. I vaccini daranno un po' di euforia, ma bisognerà continuare ad avere comportamenti attenti".

E sul vaccino chiarisce con un sorriso:

"Certamente lo farò. Poi per le condizioni in cui sono, l'età di 72 anni e altro mi aspetta una scatola di vaccini".

IN CALABRIA PER CAPIRE COME AGIRE

"La sanità pubblica andrebbe distinta da quella privata.

In Calabria oltre il 70% delle risorse vengono spese per la sanità, ma se ne vanno quasi tutte nel privato. E quando ci si trova in emergenza tutti i nodi vengono al pettine. Siamo in attesa noi di Emergency per capire se in Calabria possiamo fare qualcosa in più".