Emergenza dializzati a Reggio, tre le soluzioni. Ma i pazienti sono disperati: ‘Ora intervenga Cannizzaro’ – VIDEO
Tre le soluzioni prospettate per affrontare la crisi, ma Fintred boccia il trasferimento dei posti da Melito e Scilla. Il coordinatore regionale: “Ho visto malati piangere. Scene strazianti”
09 Ottobre 2026 - 16:29 | di Vincenzo Comi
L’emergenza dialisi a Reggio Calabria è tutt’altro che risolta. Dopo giorni difficili, segnati dalla sospensione dei trattamenti al Centro San Giorgio di Pellaro e dal trasferimento di circa 30 pazienti al Grande Ospedale Metropolitano, arrivano nuovi aggiornamenti dall’incontro che si è svolto ieri, 8 ottobre, in Prefettura.
Ai microfoni di CityNow, il coordinatore regionale Fintred Calabria, dott. Francesco Puntillo, racconta quanto emerso dal vertice istituzionale, esprimendo forti perplessità sulle soluzioni prospettate e lancia un appello diretto al presidente della Regione Roberto Occhiuto e al sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro.
A preoccupare maggiormente sono le condizioni dei pazienti, costretti a sottoporsi alla dialisi anche in orario notturno, con una situazione destinata a protrarsi oltre quanto inizialmente sperato.
Emergenza dialisi, le tre proposte emerse in Prefettura
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il prefetto Clara Vaccaro, la direttrice generale dell’ASP Maddalena Berardi e una delegazione delle associazioni dei pazienti. Sul tavolo tre possibili interventi, distinti tra breve, medio e lungo termine.
“Il senso dell’incontro di ieri in Prefettura a Reggio Calabria era fondamentalmente quello di comunicarci le determinazioni che avevano assunto, perché non abbiamo potuto interloquire”, spiega Puntillo.
La prima soluzione riguarda l’emergenza immediata: l’attivazione di un terzo turno di dialisi al GOM, in fascia serale e notturna.
“È una proposta che noi come Fintred abbiamo necessariamente dovuto condividere, perché serve a gestire l’emergenza”, chiarisce il coordinatore.
Un intervento che permette di assicurare la continuità delle cure, ma che comporta pesanti sacrifici per pazienti e operatori sanitari.
La seconda proposta, avanzata dall’ASP per il medio termine, prevede invece una riorganizzazione delle postazioni disponibili sul territorio, con il trasferimento di alcuni posti rene da Melito Porto Salvo e Scilla verso Reggio Calabria.
“L’ASP propone a medio termine di depotenziare Melito e Scilla e spostare delle postazioni a Reggio. Una soluzione alla quale abbiamo ribadito assolutamente il nostro no, perché non si può spogliare la chiesa per vestire la sagrestia, come diciamo noi reggini”.
Secondo Puntillo, spostare le postazioni da un territorio all’altro non significherebbe risolvere la carenza complessiva, ma rischierebbe di creare ulteriori difficoltà anche nei centri coinvolti.
Il nuovo centro dialisi e la promessa di dieci anni fa
La terza ipotesi prospettata riguarda la realizzazione, nel lungo periodo, di un nuovo centro dialisi territoriale a Reggio Calabria.
Una prospettiva che Fintred non respinge in linea di principio, ma sulla quale esprime forti riserve, soprattutto alla luce delle promesse rimaste senza seguito.
“Anche qui siamo stati fortemente critici, non perché non vogliamo il centro dialisi territoriale, ma perché quel centro ci era stato promesso dieci anni fa. Mancava però un fabbisogno che potesse giustificarlo e sostenerlo. Ed è esattamente quello che, a distanza di dieci anni, noi chiediamo ancora oggi”.
Il nodo, secondo il rappresentante dei pazienti, resta dunque il riconoscimento ufficiale del fabbisogno di posti rene nel territorio di Reggio Calabria.
“Stabilite quant’è il fabbisogno, quanti posti ne mancano. Dopo quest’atto amministrativo preliminare possiamo credere a tutto quello che volete”.
Una richiesta che Fintred porta avanti da anni e che considera indispensabile per programmare una risposta definitiva all’emergenza.
“Ho visto pazienti piangere, scene strazianti”
La comunicazione che i trattamenti notturni sarebbero proseguiti per più di una settimana ha provocato momenti di forte sconforto tra i pazienti.
“Quando ho dovuto comunicare che purtroppo il terzo turno di dialisi notturna si protrarrà per più di una settimana, la reazione dei malati è stata, come prevedibile, in alcuni casi anche incontrollata”.
Poi il racconto dei momenti più difficili:
“Malati che si sono messi a piangere, presi dalla disperazione. Ho visto scene strazianti”.
Una sofferenza che si aggiunge alle condizioni di fragilità di persone costrette a sottoporsi più volte alla settimana a un trattamento salvavita.
Nei giorni scorsi CityNow aveva già raccontato le difficoltà affrontate dai dializzati, molti dei quali convivono con disabilità, altre patologie e problemi di mobilità.
Il 7 ottobre, grazie a uno sforzo straordinario del personale sanitario del GOM, tutti i 30 pazienti provenienti dal Centro San Giorgio avevano ricevuto il trattamento. Dodici erano stati trattati durante la giornata, mentre per gli altri 18 era stato necessario organizzare un turno dalle 21 fino all’una di notte.
Una risposta indispensabile per garantire le cure, che tuttavia non può trasformarsi nella gestione ordinaria della dialisi a Reggio Calabria.
L’appello a Occhiuto: “Firmi il DCA sui 29 posti rene mancanti”
Per Puntillo la soluzione passa necessariamente dalla Regione Calabria.
Al centro della richiesta c’è il DCA, Decreto del Commissario ad Acta, che dovrebbe riconoscere il fabbisogno di 29 posti rene mancanti nel territorio reggino.
“Questo problema lo può risolvere solo la Regione. La Regione ultimamente è completamente sorda ai nostri appelli, che abbiamo mandato in centomila lingue. Producete quel DCA che sancisce che a Reggio Calabria mancano 29 posti rene”.
È questo, secondo Fintred, il passaggio amministrativo dal quale partire per affrontare strutturalmente la carenza di postazioni e consentire una programmazione adeguata dell’assistenza nefrodialitica.
Puntillo chiama in causa Cannizzaro: “Si faccia portavoce dei malati”
Nell’ultimo passaggio dell’intervista, il coordinatore regionale Fintred si rivolge direttamente al sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, chiedendogli un intervento istituzionale nei confronti del presidente Occhiuto.
“Chiediamo al primo cittadino, al sindaco di Reggio Calabria, di farsi lui portatore dell’esigenza dei malati di Reggio Calabria, di interloquire con il presidente Occhiuto e convincerlo che per la città di Reggio Calabria quello è un atto burocratico che va fatto, va fatto al più presto”.
Un appello che arriva mentre sulla vicenda continua a crescere l’attenzione delle istituzioni, delle associazioni e delle forze sociali.
Nei giorni scorsi anche Cittadinanzattiva aveva inviato una formale diffida alla Regione, mentre CGIL e FP CGIL avevano sollecitato un intervento urgente per superare la carenza di posti dialisi.
Intanto i pazienti continuano ad affidarsi alla disponibilità del personale del Grande Ospedale Metropolitano, chiamato a sostenere un carico straordinario per garantire la continuità delle terapie.
L’emergenza immediata viene gestita, ma la soluzione definitiva resta ancora da individuare. Per Fintred, il primo passo non può che essere il riconoscimento ufficiale dei 29 posti rene mancanti.
E dopo dieci anni di richieste, Puntillo chiede che dalle ipotesi e dagli incontri si passi finalmente agli atti concreti.
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