‘Acqua? Un miraggio. Da 20 giorni senza’: la denuncia dei residenti di Cataforio
"Una crisi idrica senza sosta che sta mettendo in ginocchio la popolazione e le attività commerciali". L'appello della comunità alle istituzioni
23 Giugno 2026 - 09:08 | Riceviamo e pubblichiamo

Riceviamo e pubblichiamo la denuncia dei residenti di Cataforio, riguardante la “drammatica situazione in cui versa la frazione, ormai senza acqua da 20 giorni”. Una comunità sfinita ma determinata a difendere i propri diritti che chiede il ripristino alla normalità.
“Venti giorni di rubinetti a secco, venti giorni di silenzio istituzionale, venti giorni di esasperazione. A Cataforio, frazione collinare del comune di Reggio Calabria, il diritto fondamentale all’acqua è diventato un miraggio. Una crisi idrica senza sosta che sta mettendo in ginocchio la popolazione e le pochissime attività commerciali rimaste, trasformando la quotidianità in un percorso a ostacoli.
Un disservizio grave che non è più tollerabile. Nei giorni “fortunati“, l’erogazione idrica cessa sistematicamente intorno alle 14:00 o alle 15:00 del pomeriggio. In quelli peggiori – come domenica 21 giugno – l’acqua è rimasta disponibile appena dalle 6:00 alle 8:00 del mattino, per poi sparire completamente. Nemmeno un filo d’acqua per garantire l’igiene minima personale o la gestione di una casa.
La cittadinanza non è rimasta a guardare. La Sorical (Società Risorse Idriche Calabresi), l’azienda che gestisce il servizio idrico, è stata tempestata di segnalazioni.
Abbiamo inviato diffide e solleciti formali mezzo PEC, descrivendo nel dettaglio i gravi danni che questa situazione sta arrecando a tutti noi,” spiegano i residenti.
“Il risultato? Un muro di gomma. Palliativi – misurazioni di pressione ai contatori nelle ore in cui l’acqua arriva. Nessuna risposta concreta, nessun intervento risolutivo, solo il rumore di tubature vuote e il silenzio di chi dovrebbe garantire un servizio pubblico essenziale e regolarmente pagato dai contribuenti.
Cataforio è una piccola realtà collinare, uno di quei borghi calabresi costantemente minacciati dallo spettro dello spopolamento. A mantenerlo vivo, contro tutto e tutti, è la sua popolazione sono i suoi giovani che hanno scelto di non abbandonare la propria terra, investendo energie, sogni e attività commerciali nel proprio paese d’origine.
Oggi, questi stessi si trovano a dover combattere una battaglia paradossale nel 2026: quella per avere l’acqua corrente. Ma la rabbia si sta trasformando in mobilitazione. La popolazione di Cataforio ha deciso di alzare la voce contro la mancanza di ascolto della politica e dei gestori.
“Far valere i nostri diritti”I disagi per gli anziani e i soggetti fragili sono incalcolabili.
20 giorni di emergenza continua.
Orari da terzo mondo: acqua disponibile solo per pochissime ore all’alba o del tutto assente.
Zero risposte da Sorical e dalle istituzioni competenti.
L’intera comunità di Cataforio lancia un appello disperato ma fermo, che suona come un ultimatum: “Non permetteremo che la burocrazia e l’inefficienza danneggino ancora il nostro paese e noi cittadini. Chiediamo il ripristino immediato del servizio e pretendiamo il rispetto dei nostri diritti più elementari. Arriveremo a denunciare a tutte le possibili istituzioni e competenze qualora entro le prossime 48 ore non dovessimo avere il servizio ripristinato in maniera regolare ed efficiente. Boni si … ma fissa NO!
Ora si attendono risposte. Quelle vere!”.
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