Falcomatà incontra Maria Antonietta Rositani. Bertullo: "E' l'abbraccio di tutta Reggio"

"Grazie Giuseppe Falcomatà, di averla abbracciata dal vetro anche da parte mia e di tutta la sua e nostra Reggio, che torni presto a casa, lo auguriamo tutti". Le parole di Laura Bertullo

Di seguito il lungo post della presidente della Commissione Pari Opportunità della Città Metropolitana di Reggio Calabria Laura Bertullo all’indomani dalla visita del primo cittadino a Bari. Giuseppe Falcomatà ha parlato a Maria Antonietta Rositani.

“Una foto non significa niente e sono sicurissima che a lui questa foto non serviva né mai l’avrebbe richiesta. Eppure c’è e ringrazio chi l’ha scattata, per ciò che per me rappresenta, dopo tanto mio impegno affinché la storia di questo tentato femminicidio non finisse in un trafiletto di giornale per poi essere dimenticata, come purtroppo tante, troppe storie di donne aggredite o ammazzate dai loro aguzzini. Ma la certezza che il sindaco sia andato lì per abbracciare Antonietta, AL DI LÀ della sua carica, è assoluta, suffragata da un ricordo. Al tempo del grave fatto accaduto a Maria Antonietta, un mese dopo, prima della fiaccolata voluta dalla Commissione Pari Opportunità della città metropolitana per illuminare Reggio di solidarietà e fratellanza verso di lei, Maria Antonietta al telefono mi disse del suo desiderio di potere sentire la voce del Sindaco, per trarne conforto. Chiamai Giuseppe riferendogli questo desiderio e la sua risposta fu solo una “si, con grande gioia Laura, ma non durante la fiaccolata, sentiamola in privato, prima o dopo l’inizio del corteo, per favore, non mi va di ostentarlo, io voglio solo sentirla al di là del mio ruolo, voglio sentire come sta e dirle che la città è dalla sua parte e che l’aspetta tornare”.

Quel giorno purtroppo Antonietta non fu disponibile per questa telefonata, dovette subire un urgente intervento, l’ennesimo del suo spietato calvario. I mesi sono passati e, per la delicatezza che contraddistingue i galantuomini ed i sensibili, il sindaco ha preferito non invadere mai questo dolore umano, scegliendo di non precipitarsi in “alta uniforme” al capezzale di questa nostra dolcissima sorella vittima della malvagità più estrema, ha continuato a chiedere a me notizie di Antonietta, non c’è stata volta in cui in questi mesi non mi abbia domandato, prima di qualsiasi altro motivo di interlocuzione tra noi, “come sta Antonietta? Quando torna? La sua città l’aspetta a braccia aperte.” Posso giurarlo. Ha aspettato il tempo giusto per andare a trovarla, giusto secondo alti sentimenti di discrezione e di rispetto estremo verso la vita degli altri, quella vera, senza strumentalizzazioni con strombazzamenti sui social per raccogliere like e consensi da premitura di polpastrelli su tastiera, di chi pensa di accaparrarsi qualche tipo di “primato di solidarietà” in base al “record di tempo” per entrare nelle storie degli altri, sia pure con leale empatia, senza motivo di dubitare di questa sincerità emozionale da parte di tutti verso la dolce Antonietta.

Questa foto, a me, non dice niente di nuovo, io lo conosco, ho imparato a conoscerlo. A lui, come a molte persone di questa amministrazione, persone perbene. Resta un’enorme incapacità di ammettere che alcuni non hanno alcun bisogno di fare sfoggio di se stessi e di ciò di cui sono capaci, per compostezza dei sentimenti. A sipario chiuso, il vero bene. E se ogni tanto qualcuno apre un lembo di tenda per mostrarvi la scena in tutta la sua nuda realtà bisogna pur darne atto, in silenzio, come ammissione “emotiva”, senza sforzarsi di usare capziosi sofismi sulla semplicità dell’essere uomini, uomini giusti. Grazie Giuseppe Falcomatà, di averla abbracciata dal vetro anche da parte mia e di tutta la sua e nostra Reggio, che torni presto a casa, lo auguriamo tutti”.

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