“Era fame di vita” la presentazione del libro-esordio di Giovanni Suraci alla Biblioteca De Nava
14 Dicembre 2016 - 22:33 | di Eva Curatola

di Eva Curatola – Si è tenuta nel pomeriggio, presso la Biblioteca “De Nava” di Reggio Calabria, la presentazione del libro-esordio di Giovanni Suraci: “Era fame di vita”.
Edito da Città del Sole Edizioni, e promosso dal CIS (Centro Internazionale Scrittori) l’opera narra la storia di un Sud, nello specifico l’Aspromonte e il piccolo borgo di Santo Stefano, che si desta dalle angosce del secondo dopoguerra con le cicatrici di un grande conflitto ancora addosso ma anche tanta voglia di rialzarsi e una tenace fiducia nel domani.
Un autore della nostra Terra, Giovanni Suraci, che non narra solamente le vicende di un piccolo paese dell’entroterra, il suo Santo Stefano, ma anche storie di vita tra cui un’appassionante storia d’amore d’altri tempi, quella tra Lilly, una giovane ragazza calabrese, dai capelli corvini, bella come un cerbiatto e Jack, un marines americano dalla pelle quasi diafana in grado di catturare l’attenzione delle ragazze del paese, grazie non solo al suo aspetto, ma anche ai suoi strani, se così possono essere definiti, modi di fare.
Una storia d’amore ambientata in tempi in cui le distanze fisiche potevano essere accorciate solo dalle cabine telefoniche del paese. Dunque molto diverso da ciò a cui l’attuale generazione è abituata.
Il romanzo, che a primo impatto può sembrare non contemporaneo, contiene invece temi, ma soprattutto valori, molto attuali, come ad esempio l’uguaglianza, la solidarietà, il rispetto e il sogno di un mondo migliore. Valori che, a detta dell’Avvocato e Direttore Scientifico dell’Istituto italiano Anticorruzione Titty Siciliano: “Rafforzano e raddrizzano la schiena.”
“Il romanzo è un affresco di luoghi e personaggi sui quali ci si sofferma con limpidezza descrittiva e viva emozione, fino a renderli familiari, tanto da affezionarsene. […] Alla fine ho riposto il libro, che vi assicuro ho letto e riletto più volte, anche solo per paragrafi, per capitoli.”
Si tratta di un libro da studiare, non da divorare. Anche il lettore più veloce che in genere adora divorare l’opera in un giorno o due, si troverà a leggere più lentamente e attentamente solo per poter godere a meglio di questo fantastico viaggio narrato fra le pagine di “Era fame di vita”.
Come afferma lo stesso autore: “il viaggio rappresenta una metafora molto importante di quest’opera, in quanto sinonimo di scoperta.”
Molte delle domande che il lettore si pone durante la lettura troveranno risposta solamente nell’ultimo capitolo. Questa caratteristica contribuirà a creare nella mente del lettore non solo un alone di mistero, ma anche uno stato di suspense permanente, che non troverà riposo con la conclusione dell’opera ma rimarrà tale fino all’uscita del prossimo volume.
“Era fame di vita” è infatti solo il primo capitolo di una trilogia; l’autore confessa che c’è ancora molto lavoro da fare, ma si augura che i futuri lettori avranno la pazienza di aspettare per scoprire gli sviluppi di quest’avvincente storia.
“La prosa è fluida, accattivante, matura ed efficacemente fotografica, ed è affidata alla narrazione descrittiva di uno dei giovani protagonisti. Un giovanotto curioso, tenace e sorridente, a cui l’autore affida la macchina da ripresa per condurre il gioco, poiché è egli stesso figlio di quel tempo e di quella stessa generazione narrata che ha costruito l’Italia del dopoguerra, del boom economico.”
Un libro di denuncia “al contrario”, se infatti siamo di solito abituati a leggere di una Calabria tetra di cui vengono riportati solamente i difetti, con quest’opera ci troviamo di fronte ad una piacevole sorpresa. La denuncia dell’autore riguarda infatti il positivo di una regione che potrebbe essere tra le più belle al mondo, se solo fosse valorizzata al meglio.
Quello raccontato da Giovanni Suraci è quindi un Sud che reagisce allo stereotipo del negativo, e che trova nell’esile, seppur forte, figura di Lilly l’emblema del cambiamento.
Nella storia si intrecciano vicende politico-istituzionali e segreti militari, che contribuiscono a trasformare quello che a prima vista sembrava un romanzo autobiografico, in un noir coinvolgente.
Alla presentazione sono intervenuti anche il giornalista Giorgio Neri, moderatore dell’evento e la docente di Filosofia Emilia Serranò, che ha fornito ai presenti un’attenta analisi critica dell’opera.
“Con abile maestria l’autore ci porta nella vita di quel preciso periodo storico fatta di povertà e privazioni ma di tanta voglia di vivere e con la speranza di un mondo migliore.”
La presentazione è stata inoltre allietata dall’intervento dell’Ingegnere Crucitti, Direttore della Sede regionale della Rai in Calabria, che ha sottolineato l’importanza di far conoscere ai più giovani il passato, e dalle letture di alcuni bravi tratti dal libro ad opera di Pasquale Borruto Presidente dell’ARS (Associazione Artisti Reggini della Sanità).
Un libro aperto al mondo, come affermato dal Dott. Giorgio Neri, che percorre le storie non solo di un Sud bistrattato fin dai tempi dell’Unita d’Italia, ma anche vicende riguardanti il nord Italia, in particolare Milano, e ancora l’America e la situazione globale del tempo.
“Era fame di vita” si presta alla lettura da parte di giovani e meno giovani. Ai figli degli anni ’90 sarà infatti utile andare alla scoperta di un mondo sconosciuto che hanno avuto la possibilità di intravedere solamente attraverso i racconti di amici e parenti. Ma anche una gioia, per chi ha vissuto quel periodo storico e lo ricorda con dolce nostalgia.
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