Fase 2, Falcomatà e il futuro di Reggio. Si punta sul protagonismo dei cittadini – VIDEO

Tamponi, aeroporto, rientro dei reggini, 'domeniche dalla mamma' e nuova proposta per i fuori sede che coinvolge i B&B. Infine le nuove idee per l'estate...


La tanto attesa “Fase 2” entra nel vivo.

E come sempre c’è chi è soddisfatto e chi invece è rimasto deluso dalle parole del Presidente del Consiglio e dal contenuto dell’ultimo Decreto. D’altra parte, per il primo cittadino, Giuseppe Falcomatà, non aver permesso alle Regioni meno colpite dal virus di allentare per prime il lockdown, rispetto alle regioni del nord, è stata un’occasione persa. Anche per questo la giunta comunale è corsa ai ripari per elaborare un documento che possa scandire modi e tempi di questa “Fase 2”.

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“È un documento rispetto alle azioni che faremo in questa Fase 2, fermo restando che dal Governo stiamo aspettando le linee guida sul distanziamento sociale, sugli obblighi che hanno gli enti, gli esercizi commerciali e tutte le attività nel dovere sanificare i loro spazi e quant’altro. Queste non sono decisioni che spettano al Comune ma che stiamo aspettando dal Governo atteso che se le attività commerciali aprono fra qualche giorno noi queste informazioni non le possiamo avere il giorno prima. Nel frattempo ci siamo attrezzati a tracciare noi quali sono le necessità soprattutto rispetto a quello che è stato il confronto diretto, quotidiano, costante, continuo con la cittadinanza in questi due mesi. E quindi, facendo un piano di quelle che sono le necessità sul piano dell’economia, del sostegno alle attività commerciali, del sostegno alle famiglie, del contrasto alla povertà del reinserimento lavorativo, nonché un nuovo modo di vivere la città, di ripensare i nostri spazi e i tempi della città. Perché è del tutto evidente che dovendo evitare assembramenti dobbiamo evitare tutte quelle situazioni che gli assembramenti li creano. Penso agli autobus, al riavvio delle scuole a settembre, penso agli uffici pubblici”.

Il sindaco ripete che il virus sarà sconfitto quando avremo il vaccino e che se non continuiamo ad avere comportamenti responsabili come abbiamo fatto in questi mesi potremmo ritrovarci punto e a capo:

“Corriamo il rischio di ritrovarci nelle condizioni della Germania che, quando ha finito la fase del lockdown aveva una percentuale dei contagi allo 0,7, cioè ogni persona poteva contagiare meno di una persona, oggi sono sopra la soglia dell’1 che significa che ogni persona può contagiarne un’altra, e noi questo lo dobbiamo evitare”.

Sarà necessario quindi un Piano di riapertura graduale che riguarderà mercati cimiteri, parchi. Ma tutto dal 4 maggio in poi. Quando ripartiranno anche i cantieri. Ma per Falcomatà che fa l’esempio della riapertura dei parchi col divieto di attività ludiche, previsto nell’ultimo il Dpcm, ci sono ancora troppe contraddizioni, demandando al sindaco la facoltà di prevedere eventuali chiusure.

“E’ un modo di scaricare ulteriori responsabilità sui sindaci, che non sono dei carcerieri. Io per primo non avrei voluto chiudere le cose che ho chiuso, e farlo aggiungendo ulteriori restrizioni. La città ha capito. Però noi dobbiamo aprire in sicurezza. Il contingentamento degli spazi sarà possibile attrezzandoci con la polizia municipale, compresi i nostri dipendenti, perché qualcuno in questi parchi deve controllare”.

Stesso discorso per ciò che riguarda la visita ai congiunti:

“Chi controlla al domicilio di qualcuno che non si creino assembramenti? Le domeniche a pranzo dalla mamma per intenderci non ce le possiamo ancora permettere. È una cosa demandata totalmente al nostro senso di responsabilità”.

Il Documento in questione affronterà anche la questione dell’occupazione del suolo pubblico. Ancora niente di certo, ma è inserito nel documento.

“Non è, e non deve essere, un documento calato dall’alto. La parte relativa alle attività produttive per esempio l’abbiamo inviata alla Camera di Commercio in modo che la stessa si confronti con tutte le associazioni e confederazioni che ne fanno parte, per vedere quali osservazioni ed eventuali modifiche possono essere apportate. Una volta approvato in giunta, speriamo il 2 maggio, questo documento sarà messo in rete per essere a disposizione della città per tutte quelle che possono essere le osservazioni dei cittadini. L’elemento caratterizzante della fase 2 deve essere la continuità con la fase 1, la condivisione dei problemi la comunicazione continua e il protagonismo dei cittadini. Per la ripartenza serve la collaborazione dei cittadini”

Rientri e sostegno ai fuori sede

La regione ha chiuso i confini ai fuorisede che nelle ultime settimane hanno manifestato la volontà di tornare in Calabria. Nel Consiglio regionale di ieri è stata anche approvata una norma che mette a disposizione 3 milioni di euro per sostenere le spese dei fuorisede. Falcomatà è critico sul punto:

“Una scelta che non condivido, suona un po’ come un aiutiamoli in casa d’altri. Nella nostra regione sono tornati quasi 17 mila persone in questi due mesi. Con questa decisione si stanno penalizzando proprio quelle persone, quei calabresi, che le regole le hanno rispettate per non creare problemi alle loro famiglie e soprattutto per rispettare le prescrizioni del Dpcm. Adesso che c’è la soluzione per farli tornare a casa si stanziano risorse pubbliche per pagare loro gli affitti. Senza considerare che ci sono tanti reggini fuorisede e magari non sono studenti universitari. Sarebbe stato opportuno stanziare dei soldi per farli rientrare, magari pagando il viaggio, in sicurezza, facendo i tamponi e mettendoli in quarantena”.

Il Comune ha anche offerto la disponibilità a fare i tamponi a chi dovesse rientrare:

“I tamponi li dovrebbe fare la Regione e gratuitamente per tutti, ma noi abbiamo detto che siamo pronti e disponibili ad acquistare i tamponi, se questa è la soluzione che si vuole portare avanti, per tutti i reggini dei 97 Comuni della Città metropolitana. Questo è un onere che ci assumiamo per i nostri figli e i nostri fratelli”.

In questo discorso ci entra anche la buona notizia riguardante l’Aeroporto dello Stretto che ha riaperto la sua biglietteria, placando le polemiche e allontanando lo spettro della chiusura. Almeno per il momento.

“L’Aeroporto tornerà operativo? Ottima notizia. Ma mi chiedo, una Regione che attraverso la sua società (Sacal, ndr) che amministra gli aeroporti calabresi consente di riaprire i voli, come fa a non consentire il ritorno a casa dei suoi figli? È una contraddizione in termini. Noi siamo ampiamente disponibili. Questi sono suggerimenti che abbiamo dato, non può essere una guerra tra istituzioni. Le istituzioni devono dialogare, e soprattutto rispondere, tra di loro. Il Governo dà la possibilità, la Regione potrebbe fare delle cose, se non le fa ci assumiamo noi la responsabilità di farle, ad esempio i tamponi. E se la quarantena la devono fare lontane dalle proprie abitazioni la facciano nei B&B o hotel, consentendo a questi di guadagnare qualcosa. Credo che così si faccia qualcosa di buono anche per il territorio”.

Calabria meta turistica?

In uno scenario da turismo tutto interno e quindi regionale, la Calabria, anche in virtù dei numeri relativi all’emergenza sanitaria in corso potrebbe candidarsi a meta privilegiata per i vacanzieri italiani. Anche in questo caso Falcomatà evidenzia i limiti delle scelte fin qui assunte:

“Se decidiamo di rimanere chiusi, decidiamo di non affrontare il problema. Quando invece bisogna cominciare ad affrontare la tematica della fase 2 che durerà diversi mesi e quindi bisognerà garantire gli spostamenti da e per la Calabria in totale sicurezza”.

Ma estate significa mare, spiaggia e divertimento. Al momento non è possibile sapere di più, allo studio ci sono diverse ipotesi. Domani mattina il sindaco incontrerà una rappresentanza dei proprietari dei lidi per provare a fare il punto della situazione, perché investire al buio non piace a nessuno. In questo senso si inserisce anche la questione dei canoni demaniali:

“Per la sospensione del canone demaniale stiamo aspettando l’ok dal Governo, perché ci tengo a dire che non lo incassa il Comune, non è un tributo comunale. Questo tema, da Reggio Calabria, lo abbiamo inserito nel pacchetto delle richieste dell’Anci al Governo, che verrò trattato per quello che dovrà essere il decreto Cura città o comuni”.

Estate però è anche musica, concerti, spettacoli, teatro e rassegne, come quella cinematografica che Palazzo San Giorgio vuol intitolare al compianto Giacomo Battaglia e che potrebbe concretizzarsi nel rilancio del “drive in”.

“Se già si inizia ad aprire musei e biblioteche allo stesso modo si farà con le attività culturali mantenendo il distanziamento sociale. Noi ci stiamo attrezzando per questa estate che non potrà essere senza eventi ma con gli eventi classici che vediamo soprattutto nel nostro Lungomare rispettando le misure e le prescrizioni. Stiamo lavorando per garantire la fruibilità a chi fisicamente non potrà partecipare all’evento”.

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