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Fatima e Bernadette, l’amore non ha barriere


La normalità dell’amore. Fatima Ferro e Bernadette Ficara saranno le prime calabresi ad unirsi civilmente, davanti ad un sindaco. L’appuntamento è per il prossimo 21 ottobre: ‘Non stiamo facendo nulla di strano per due persone che si amano. Anzi, non fosse stato per problemi economici e burocratici lo avremmo fatto prima’.

Quasi un ‘fastidio’ per una notizia che tale non dovrebbe essere, ‘Odio essere la prima, odio che questo stia diventando notizia, perché dovrebbe essere una cosa normale’, dichiara Fatima, incredulità che traspare anche dalle parole di Bernadette: ‘Non mi sento importante perché sono la prima donna a sposare la mia compagna, né ci vedo nulla di anormale Magari per molti è anormale che lo faccia così presto, ma mi sembra molto più strano che molti trentenni non vogliano assumersi la medesima responsabilità’.

Vent’anni Fatima, quattro di più Bernadette, le due ragazze una volta fidanzatesi hanno avviato le pratiche per istituzionalizzare la loro unione, nata nell’aprile scorso. ‘Stiamo insieme da un anno e mezzo e dalla prima sera non siamo mai state lontane per più di dieci ore’, rivelano al ‘Corriere della Calabria’.

I problemi sono comuni a tutte le altre coppie, legati al lavoro e la stabilità economica. Le rispettive famiglie, inizialmente diffidenti, con il tempo hanno perfettamente capito che l’amore non ha sfumature: ‘Uno dei miei fratelli era un omofobo convinto, il 21 sarà il mio testimone di nozze. Prima si è rassegnato, nel corso del tempo ha cominciato a capire che non c’è nessuna differenza, si tratta sempre di amore’, rivela Bernadette, difficoltà simili ma con la madre per Fatima, ‘Pensava fosse solo una questione di ribellione adolescenziale’.

Come affrontare gli omofobi e l’ignoranza, sempre presenti purtroppo in qualunque città del mondo ? La risposta delle ragazze è una lama che squarcia muri di stupidità: ‘Reggio Calabria non è così omofoba come molti credono. Certo, l’ignorante di turno che provoca o fa la battutina, capita. Ma non tutti sono così. E poi, se noi stesse continuiamo a nasconderci, a non prenderci per mano o a non baciarci in pubblico, a sentirci diverse, non cambierà mai nulla’.

Arcigay non può che sostenere e supportare questo tipo di unioni, sentimento che traspare dalle parole di Lucio Dattola, presidente di Arcigay Rc. ‘Questo matrimonio è la prova concreta del lavoro di coscientizzazione che abbiamo fatto all’interno e all’esterno della comunità omosessuale a Reggio Calabria. Il mio augurio personale è che riescano a costruire un nucleo familiare basato sul rispetto e sulla felicità’.