Il potenziale del gaming in ambito educativo

E se i videogame fossero uno strumento da utilizzare anche in classe? Ovviamente, il fine dev’essere quello di stimolare in maniera adeguata fantasia, creatività e immaginazione dei ragazzi

gaming educativo

Si parla sempre di più, al giorno d’oggi, del mondo del digitale, portatore di una rivoluzione che ci ha coinvolto un po’ tutti, in qualsiasi settore. Anche l’ambito videoludico non ne è rimasto estraneo, anzi al contrario, ha recitato un ruolo da protagonista sotto tanti aspetti.

Non è un caso che si sono anche moltiplicate le iniziative legate ai videogame, sviluppandosi parallelamente anche una serie di progetti volti a formare i più giovani, dando loro gli strumenti educativi corretti per poter gestire le attività online e il mondo del gaming. Ad esempio, la conoscenza di strumenti in grado di garantire un alto livello di efficacia rispetto alla sicurezza online, come ad esempio l’uso di apposite gaming vpn, è un tema da non sottovalutare, a maggior ragione quando i giochi coinvolgono anche lo scambio di dati e informazioni online.

Le potenzialità dei videogiochi per educare i più giovani

E se i videogame fossero uno strumento da utilizzare anche in classe? Ovviamente, il fine dev’essere quello di stimolare in maniera adeguata fantasia, creatività e immaginazione dei ragazzi, ma potrebbe davvero rappresentare una spinta motivazionale anche a livello di apprendimento. Ad esempio, alcuni temi e argomenti complessi legati a determinate materie potrebbero essere spiegati molto più facilmente ed efficacemente a studenti che devono affrontare delle difficoltà, una sorta di educazione 4.0.

Le recenti ricerche svolte in ambito europeo evidenziano proprio un sostegno rispetto alla tesi soprariportata, chiarendo che i videogame possono davvero rivestire un ruolo di primo piano per le giovani e future generazioni. Insomma, il mondo del gaming potrebbe entrare di diritto nelle classi e cambiare in tutto e per tutto il volto all’eduzione e all’insegnamento. E anche il tema dell’inclusione potrebbe ricevere tanti spunti positivi, riducendo il gap attualmente in essere tra la scuola e l’uso delle tecnologie.

Esempi pratici legati all’uso dei videogiochi nell’educazione scolastica

E’ stata proprio una recente ricerca a chiarire come ci siano già in essere delle pratiche estremamente innovative e interessanti da questo punto di vista. In diverse nazioni, tra cui Polonia, Francia e Lussemburgo, ma anche Romania e Gran Bretagna, sono state realizzate iniziative e attività per la formazione di docenti e studenti, ma in alcuni casi in classe è arrivato anche un vero e proprio videogioco.

Ed è chiaro che l’impiego dei videogame alla pari di veri e propri strumenti educativi evidenzia una lacuna, attualmente in essere, a livello di formazione. Sono ancora pochi gli insegnanti che impiegano attivamente i videogiochi per lo svolgimento di attività all’interno del programma didattico. Ad ogni modo, quei docenti che hanno già tentato di integrare tale strumento tecnologico nelle attività scolastiche, hanno rilevato diversi benefici, tra cui un aumento della soglia di attenzione e collaborazione, un migliore supporto ad alunni con fragilità e difficoltà, ma anche uno snellimento del percorso di apprendimento.

Sul tema dell’inclusione, in modo particolare, sembra proprio che l’integrazione dei videogiochi possa avere una ricaduta benefica a pioggia su tutti gli studenti, compresi quelli che hanno un rendimento peggiore. È inevitabile scontrarsi con le criticità, essenzialmente legate alla preoccupazione di un sovra utilizzo dei videogiochi e allo sviluppo di dipendenze, ma anche alla mancanza di adeguate risorse e di videogame adeguati a tale scopo. Insomma, i punti critici sono ancora numerosi, ma il futuro potrebbe volgere verso questa direzione.