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Giovani M5S Calabria al raduno nazionale, Giordano: ‘Studiare e formarsi sia un diritto, non un privilegio’

“Il diritto allo studio non può fermarsi alla porta dell’università. Riguarda anche tutto ciò che viene dopo: tirocini, specializzazioni e percorsi di formazione" la nota

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Una delegazione del Network Giovani del Movimento 5 Stelle Calabria, composta dal referente regionale Salvatore Giordano, Angelo Curcio e Ada Bastone, ha partecipato a Ceglie Messapica al primo Raduno nazionale delle forze politiche giovanili, organizzato nell’ambito de “La Piazza – Il Bene Comune”.

Un’occasione di confronto tra giovani provenienti da esperienze politiche diverse sui principali temi che riguardano le nuove generazioni: lavoro, formazione, diritto allo studio, casa e futuro dei territori.

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Giordano: «Per tanti giovani calabresi studiare e formarsi significa partire»

“Essere presenti come giovani calabresi è stato particolarmente importante perché molti dei problemi affrontati durante il raduno nella nostra regione assumono una dimensione ancora più forte. Per tanti ragazzi studiare, formarsi e iniziare un percorso professionale significa sostenere costi che le famiglie spesso faticano a coprire oppure essere costretti a lasciare la Calabria”, dichiara Salvatore Giordano, referente regionale del Network Giovani M5S.

Durante i lavori il Network Giovani del Movimento 5 Stelle ha portato una proposta dedicata proprio alla formazione e all’accesso dei giovani al mondo del lavoro, chiedendo maggiori tutele per chi svolge tirocini extracurriculari: un’indennità adeguata che riconosca il tempo e l’impegno del tirocinante, il rimborso obbligatorio delle spese e un vero patto formativo che definisca con chiarezza diritti, condizioni e obiettivi del percorso.

“Il diritto allo studio non può fermarsi alla porta dell’università. Riguarda anche tutto ciò che viene dopo: tirocini, specializzazioni e percorsi di formazione. Non possiamo continuare a chiedere ai giovani di accumulare esperienza lavorando gratis o rimettendoci economicamente. È un sistema che seleziona sulla base del reddito familiare e penalizza ancora di più chi parte da territori con meno opportunità”.

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Le difficoltà dei giovani calabresi

Una condizione che riguarda da vicino la Calabria, dove alla difficoltà di entrare nel mondo del lavoro si aggiungono spesso la distanza dai principali centri universitari e formativi e la necessità di trasferirsi per poter proseguire il proprio percorso.

“Per un giovane calabrese il diritto di scegliere cosa studiare, dove formarsi e quale lavoro intraprendere non può dipendere dalle possibilità economiche della propria famiglia o dal luogo in cui è nato. Questa è la battaglia che vogliamo portare avanti anche in Calabria: creare le condizioni perché partire sia una scelta e restare o tornare sia davvero possibile”.

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