Studente accoltellato a scuola, Princi: “Intervenire sul disagio profondo dei giovani”
"Misure di sicurezza sono necessarie, ma il disagio giovanile va affrontato alla radice", le parole dell'eurodeputata reggina
19 Gennaio 2026 - 16:02 | Comunicato Stampa

“In un momento storico segnato da fragilità diffuse, i giovani chiedono strumenti di orientamento, spazi di ascolto e il supporto di adulti capaci di accompagnarli con il dialogo, per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide complesse della contemporaneità.
È necessario che la scuola torni a essere un autentico laboratorio di educazione civica, un luogo di confronto in grado di promuovere realmente lo sviluppo integrale della personalità degli studenti”.
Così Giusi Princi, europarlamentare di Forza Italia e del PPE, interviene dopo la morte del ragazzo accoltellato in una scuola di La Spezia.
“Il dibattito pubblico – prosegue – appare oggi fortemente incentrato sull’inasprimento delle misure di contrasto alla violenza, arrivando a proporre l’introduzione di metal detector nelle scuole.
La sicurezza è fondamentale, ma queste sono risposte emergenziali che non incidono sulle cause del fenomeno, ovvero il disagio profondo, esistenziale, che stanno vivendo i nostri ragazzi.
Un malessere che – evidenzia – affonda le proprie radici nell’isolamento sociale, aggravatosi nel periodo post-pandemico e con la diffusione incontrollata delle tecnologie digitali.
I giovani risultano oggi iperconnessi nel virtuale e, al contempo, sempre più disconnessi dalla realtà. Un disagio che si manifesta in diverse forme: dai disturbi del comportamento alimentare all’autolesionismo, fino a episodi di aggressività. Dietro l’estremizzazione della violenza, talvolta si cela anche una difficoltà nel distinguere il reale dal virtuale”.
“Spesso le famiglie – continua l’europarlamentare – non dispongono degli strumenti adeguati di fronte al profondo disagio e allo smarrimento dei ragazzi. La scuola, quindi, deve essere uno spazio di ascolto, confronto e dialogo, che promuova l’inclusione e la cittadinanza attiva e consapevole.
I nostri ragazzi devono recuperare una dimensione affettiva, sociale e relazionale, imparare a riconoscere e gestire le emozioni, costruire legami autentici, reti di amicizie reali e non sostitutive, come quelle create attraverso strumenti di intelligenza artificiale.
I giovani e il loro bisogno di essere ascoltati devono essere al centro delle politiche pubbliche. Per questo, la Regione Calabria, per la prima volta in Italia, ha istituito la figura dello psicologo scolastico: un presidio fondamentale di ascolto e supporto per studenti, docenti e famiglie, già attivo in tutti gli istituti della regione”.
“Desidero esprimere – aggiunge l’On. Princi – la mia vicinanza alla famiglia della vittima e alle famiglie di tutti i giovani coinvolti in questo gravissimo episodio di violenza e la mia solidarietà al dirigente scolastico dell’Istituto interessato, al corpo docente e a tutti i dirigenti che quotidianamente si trovano ad affrontare situazioni complesse.
È fondamentale non lasciare le scuole sole – conclude -, ma costruire reti interistituzionali che coinvolgano istituti scolastici, famiglie, istituzioni, associazioni, professionisti e comunità, affinché la prevenzione diventi un impegno di tutti e il benessere dei giovani sia una priorità concreta”.
