di Fabiana Tripodi – Si è tenuto ieri pomeriggio, al Palazzo della Provincia, il secondo dei tre incontri programmati dalla neo nata Associazione Laboratorio Da Sud – per il cambiamento, con l’obiettivo di accendere i riflettori sulle eccellenze calabresi, valorizzando e sostenendo le potenzialità e le interazioni sul territorio nei vari settori culturali e lavorativi.
Il tema affrontato oggi è stato quello delle Neuroscienze, disciplina in espansione, che nasce dall’interesse per il sistema nervoso centrale. Dopo i saluti iniziali di Giulia La Rosa, una delle giovani ragazze che sostengono e portano avanti il percorso comune intrapreso tramite l’ente, che non ha nessuno scopo di lucro, ma si nutre della passione e delle idee di questo gruppo. Mariangela Bevacqua, la vincitrice regionale del test in neuroscienze, ha raccontato la sua esperienza :”Ringrazio la mia insegnante Anna Lucianó, per avermi avvicinata a quest’avventura; in realtà non sapevo neanche cosa fossero le neuroscienze, ma adesso, che tra due giorni sosterrò l’esame di maturità, sono contenta di sapere quale strada percorrere per il mio futuro.”
La stessa casualità nella scelta del percorso da intraprendere, sembra accomunare la nuova leva, con la Direttrice del Centro di Neurogenetica di Lamezia Terme, ricercatrice in ambito internazionale, la neurologa Amalia Bruni, che ha presentato fin da subito la situazione drammatica caratterizzata dalla crescita esponenziale di demenze, in quanto l’aspettativa di vita si è allungata anche nei paesi meno ricchi. Quaranta milioni di soggetti affetti da malattie neurodegenerative nel 2015 in tutto il mondo, Ottocentomila in Italia e Trentasettemila e cinquecento in Calabria. Numeri che spaventano e che “aumentano di cinque anni in cinque anni.” Ma Amalia Bruni aggiunge subito quanto sia importante studiare questo problema, che è il primo, il più urgente, nella nostra Regione, che può sfruttare un’opportunità. Sono, infatti, tantissime le ricerche che la Neurologa ha pubblicato, studiando per anni grandi famiglie nelle quali si trasmette di generazione in generazione la malattia, per una mutazione del gene implicato nello sviluppo della malattia di Alzheimer. Questa forma particolare di patologia viene dagli antenati della nostra terra, che possedevano come tutti noi una proteina, chiamata proprio Nicastrina, da Nicastro, cittadina vicino Lamezia Terme, ma malfunzionante. Vanno quindi studiati qui questi pochi casi che potrebbero permettere di arrivare a trovare una cura che sia utile anche per gli altri pazienti.
Fondamentale risulta essere la prevenzione primaria e la conoscenza dei segni neurobiologici nei soggetti a rischio. È utile anche conoscere i fattori protettivi e di rischio perché la malattia sembra “lavorare” nel cervello, già 15 anni prima della comparsa dei sintomi. Importante inoltre sono la ricerca e la formazione ” in modo che anche per quanto riguarda il prendersi cura di questi malati, i calabresi non debbano emigrare, come purtroppo spesso ancora accade.”
Infine commovente l’intervento di Lina Lizzio, Presidente dell’Associazione Alzheimer di Reggio Calabria, volontaria da sempre, ma in quest’ambito da quando il padre si è ammalato :” Ho capito subito che si trattava di qualcosa di distruttivo, un ciclone, che avrebbe cambiato la mia vita, dei miei genitori e quella delle persone che ancora oggi incontro tutti i giorni.”
All’Associazione è stato dato il nome di Romana Messineo, figura di spicco nella nostra città, scomparsa prematuramente, che ha avuto quest’importante intuizione.
“Non è facile perché non c’è comunicazione, collaborazione.. bisogna rimboccarsi le maniche e fare da soli e con l’aiuto delle famiglie che ci regalano soprattutto il loro tempo”. Ecco, il tempo di fermarsi a riflettere, il tempo dedicato dai volontari a questi pazienti “quando non ci sono ci dobbiamo fermare”, il tempo da dedicare a questi eventi, in modo da informare, formare e limitare lo stigma ancora oggi associato a queste patologie.
“Con i pazienti entriamo nel mondo del non verbale, del sorriso, di uno sguardo, nella relazione.. che alla fine è quello di cui hanno bisogno, che poi è quello di cui necessitiamo anche tutti noi.”


