Il trasporto aereo italiano è in crisi. Ecco le ragioni dei record di disservizi del 2025

Il trasporto aereo italiano nel 2025 ha raggiunto il massimo storico, ma con sfide significative in gestione e infrastrutture

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Nel 2025 sono partiti o arrivati negli aeroporti italiani circa 240 milioni di passeggeri. Il numero più alto della storia della nostra aviazione civile e il 4,7% in più rispetto al 2024.

Un dato positivo a cui se ne contrappone uno ampiamente negativo: insieme al record di passeggeri sono arrivati anche quelli di ritardi, cancellazioni e problematiche legate alla gestione dei bagagli.

A confermarlo i dati istituzionali forniti da ENAC e Assaeroporti che hanno evidenziato una crisi sistemica del comparto che potrebbe durare ancora a lungo.

Il sistema italiano non riesce a gestire il flusso dei passeggeri

L’anno appena concluso ha sancito le difficoltà del nostro trasporto aereo a gestire l’aumento del flusso di viaggiatori. Una crescita del numero di passeggeri che non è stata sostenuta da un miglioramento delle infrastrutture, da un aumento del personale e da un adeguamento dei sistemi tecnologici.

Il risultato sono stati i record di disservizi registrati in ogni categoria e la conferma che sei dei nostri aeroporti, quelli di Venezia, Bergamo, Bologna, Napoli, Palermo e Catania sono in crisi di crescita secondo ENAC, ovvero hanno ricevuto il 12-15% di traffico in più di quanto erano in grado di gestire.

I rimborsi per i disservizi aerei

Come era facile da intuire, in una situazione di così grande difficoltà, anche un’altra categoria ha toccato i suoi nuovi record: quella di richieste dei rimborsi aerei.

Società come AirHelp, specializzata nelle tutele legali delle vittime dei disservizi aerei, sono state costrette agli straordinari per garantire ai passeggeri le giuste compensazioni per i disagi subiti.

Tra le richieste più frequenti c’è quella relativa al volo in ritardo rimborso, che scatta quando l’aereo arriva a destinazione con oltre 3 ore di ritardo, purché la causa non sia riconducibile a circostanze eccezionali indipendenti dalla compagnia. L’importo può arrivare fino a 600 euro per le tratte più lunghe e include anche il diritto all’assistenza in aeroporto.

Questo perché i passeggeri che volano in UE sono ampiamente tutelati dal Regolamento CE 261/2004, a differenza di quelli che viaggiano negli Stati Uniti, dove la decisione di rimborsare o meno spetta alla compagnia aerea, o su rotte internazionali dove è garantita soltanto l’assistenza in aeroporto.

Quali sono state le maggiori problematiche

Secondo l’ENAC e i principali addetti ai lavori, il sistema italiano soffre di alcune problematiche di tipo strutturale. La prima è la mancanza cronica di personale, sfociata spesso in giornate di sciopero. La seconda è la dimensione dei nostri aeroporti, troppo piccoli per il traffico che sono costretti a gestire. La terza sono le vulnerabilità tecnologiche che causano guasti nelle strutture a intervalli di tempo abbastanza regolari.

La puntualità dei voli italiani è più bassa della media europea

Lo scorso anno il tasso di puntualità negli aeroporti dello Stivale è stato del 68,5%. La media dei Paesi Europei del 72,4%. Significa che quasi un volo su tre partito o arrivato in Italia ha accumulato ritardi con il record assoluto di un volo Wizz Air Valencia-Roma che a luglio è arrivato 17 ore e 31 minuti dopo l’orario previsto e con Ryanair a prendersi la maglia nera tra le compagnie con più di 70mila voli in ritardo soltanto tra gennaio e maggio.

Scioperi e cancellazioni

L’altro grande problema è stato quello delle cancellazioni dei voli o forti ritardi per le giornate di sciopero indette nel corso del 2025. Nel solo primo trimestre le 8 giornate di protesta hanno causato circa 470 cancellazioni, lasciando a terra più di 60mila passeggeri.

Nel complesso, però, l’evento più impattante su questo tipo di disservizio è stato l’incendio che a marzo ha bloccato l’aeroporto di Heathrow. Un problema che ha provocato 1.350 cancellazioni in Europa, 56 delle quali di voli diretti verso l’Italia.

La gestione dei bagagli è diventata un problema enorme

Come se non bastassero ritardi e cancellazioni, il 2025 passerà alla storia per le problematiche relative alla gestione dei bagagli. Le richieste di risarcimento per ritardi nelle consegne, danneggiamenti e smarrimento sono cresciute addirittura del 140% in un anno e del 212,54% dal 2023.

Un numero incredibile che è l’indicatore perfetto per capire le crescenti difficoltà degli scali nella gestione dei flussi dei passeggeri.

Overbooking e negato imbarco

La problematica più sentita tra le compagnie low cost, invece, è stata quella dei negati imbarchi per overbooking. Molte compagnie hanno operato in overselling strutturale nei giorni di maggiore affluenza, ma quando le rinunce previste non sono arrivate, sono state costrette a tenere a terra molti viaggiatori che hanno regolarmente pagato il biglietto. Una strategia che ha creato notevoli tensioni ai gate e ulteriori ritardi nelle partenze.

L’impatto economico dei disservizi

Non è facile quantificare quanto queste problematiche hanno influito sulla tenuta economica del sistema, sulle compagnie e sugli stessi passeggeri.

Ma se pensiamo che ogni ritardo superiore alle 3 ore dà diritto a rimborsi economici che possono toccare i 600 euro e che a questo vanno aggiunte spese ulteriori come quelle per i trasporti alternativi, per i pernottamenti non previsti e per i pasti in aeroporto, è facile intuire come la situazione si sia fatta estremamente complessa per gli operatori presenti nei nostri scali. Il tutto senza contare il danno di reputazione in un settore in cui fiducia e affidabilità contano più che in altri.

In sintesi: cosa sta succedendo al trasporto aereo italiano

Nel 2025 il trasporto aereo italiano ha registrato numeri record di passeggeri, ma anche un aumento significativo di ritardi, cancellazioni e problemi nella gestione dei bagagli, con un impatto economico rilevante su compagnie e viaggiatori.

I punti chiave:

  • 240 milioni di passeggeri transitati negli aeroporti italiani (+4,7% rispetto al 2024).
  • Sei aeroporti (Venezia, Bergamo, Bologna, Napoli, Palermo e Catania) hanno superato la loro capacità operativa del 12-15%.
  • Il tasso di puntualità in Italia è stato del 68,5%, inferiore alla media europea del 72,4%.
  • I ritardi superiori a 3 ore danno diritto a un rimborso fino a 600 euro, secondo il Regolamento CE 261/2004.
  • Le cancellazioni dei voli legate agli scioperi hanno causato circa 470 voli cancellati solo nel primo trimestre 2025.
  • Le richieste di risarcimento per problemi bagagli sono aumentate del 140% in un anno.
  • L’overbooking ha generato numerosi casi di negato imbarco, soprattutto nel segmento low cost.
  • I disservizi hanno un impatto economico significativo su compagnie aeree, passeggeri e reputazione del settore.